Non solo i regolamenti attuativi: per le prossime settimane il governo Monti non ha intenzione di tradire il suo slancio riformatore e mette in calendario alcuni nuovi decreti, focalizzati, come annunciato già al meeting di Rimini dallo stesso Monti e dal ministro del Welfare Elsa Fornero, alla crescita dell’economia e, soprattutto, alla valorizzazione delle troppe risorse giovanili ancora inoperose. Non restano in secondo piano, comunque, vincoli di stabilità e aumento dell’Iva.

In primo luogo, un capitolo già inserito a suo tempo nel decreto sviluppo e che attende una definizione compiuta nelle prossime riforme che il governo sottoporrà al vaglio del Parlamento, è quello dell’Agenda digitale, dettata dalle pressanti richieste dell’Europa affinché il nostro Paese resti al passo dell’Unione con le infrastrutture digitali e l’acceso ai servizi in rete. A questo proposito, è stata istituita l’Agenzia per l’Italia Digitale, mentre un’apposita task force interministeriale cercherà di mettere nero su bianco le prossime innovazioni telematiche da un capo all’altro dello stivale, che molti enti e organizzazioni, come ad esempio Confindustria Digitale, richiedono da lungo tempo.

Semplificazione” dovrebbe essere la parola d’ordine per l’inverno a cui si sta preparando il governo tecnico. Non a caso, tra le misure in cantiere ci sarebbe un pacchetto di riforme già sottoposte all’Agenzia delle Entrate, su cui verranno chiamate a pronunciarsi a breve le associazioni di categoria. Insomma, in cima ai pensieri del governo resta sempre il comparto eoncomico, anche in fatto di alleggerimenti burocratici e, soprattutto, fiscali. Tutt’altro che secondario, poi, il vento che sta soffiando in direzione delle start-up giovanili, ossia delle nuove imprese fondate da under 35, che dovrebbero andare incontro a forti incentivi nei piani del governo.


Mentre fanno già parlare le anticipazioni sul concorso per il personale scolastico, che aprirà le porte delle scuole a 12mila nuovi addetti tra professori, dirigenti e personale tecnico amministrativo, si attende anche il varo della cosiddetta “fase due” della spending review, che dovrebbe focalizzarsi su costi standard, dismissioni degli immobili e, ancora, semplificazione. Le misure della nuova revisione di spesa dovrebbero consentire l’annullamento definitivo per il salto di un punto dell’Iva, ora slittato, grazie ai primi “cerotti” alle casse pubbliche applicati dal governo Monti, a luglio 2013. Servono 6,56 miliardi di euro: impresa che dovrebbe essere alla portata per una squadra, quella dei tecnici, che ha convinto il Parlamento a dire sì a 26 miliardi di tagli nei prossimi due anni, proprio con la spending review.

Sempre in nome della trasparenza e della parità amministrativa, si sommano le spinte per dare finalmente vita a una nuova legge anti-corruzione, fortemente sostenuta sia dal ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi che dal Guardasigilli Severino. Una riforma che avrebbe nel mirino le numerose “corsie preferenziali” che creano profonda disuguaglianza tra cittadini e imprese concorrenti. Progetti ambiziosi, che, c’è da attendersi, avranno già i primi sviluppi nel prossimo Consiglio dei ministri di venerdì 31, con il parlamento che scalda i motori per tornare al lavoro dalla prossima settimana.

Infine, al pari dell’Agenda digitale, in linea con il decreto crescita saranno anche le novità in fatto di politica energetica, sempre più convintamente in direzione delle rinnovabili con il parallelo ritorno alla produzione interna di idrocarburi. Da non sottovalutare anche il piano per la razionalizzazione degli aeroporti, che potrebbe portare qualche modifica alla distribuzione degli scali da nord a sud.

 


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