Tempi duri per gli automobilisti: mentre la benzina non arresta la sua corsa e raggiunge cifre da capogiro ora, sono in arrivo i Tutor anche nelle strade statali. Ma, in difesa delle prerogative di chi ogni giorno si mette alla guida, arriva a pennello una sentenza del giudice di pace di Terni, la n. 762/2012 del 9.07.2012, ha sancito l’obbligatoria visibilità per i criticati rilevatori sforna-contravvenzioni.

Il primo nome è evocativo: “Vergilius“, un marchingegno predisposto nientemeno che dall’Anas per mettere sotto scacco gli automobilisti un po’ più spensierati sulla propria rete di competenza. In sostanza, il sistema funziona come i Tutor da alcuni anni presenti sulla rete autostradale e cioè calcolando la velocità del veicolo in due punti distanti. Qualora l’andatura media dell’auto sia superiore ai limiti consentiti dal codice della strada, per il conducente scatterà irrimediabilmente la multa e, in caso sia prevista, la decurtazione dei punti dalla patente.

Un occhio davvero letale, che, o ltre alla normale funzione del Tutor, infatti, svolgerà anche quella “classica” dell’autovelox, con la misurazione dei kilometri orari in un momento specifico. Dal suo radar, insomma, non si scappa, anche perché sarà attivo anche in cattive condizioni metereologiche. Ma la vera novità di “Vergilius” è l’arrivo della modalità “Tutor” sulle strade extraurbane principali. Il debutto avverrà su tre arterie “bollenti” del sistema viario nazionale: l’Aurelia nel tratto dal Grande raccordo anulare a Fregene, la Domitiana tra Pozzuoli e Giugliano e la Romea, nei dintorni balneari di Ravenna. Conclusa la sperimentazione, il sistema verrà esteso in tutta Italia.


Affinché, però, i proventi di Vergilius possano correttamente pervenire allo Stato per essere destinati alla sicurezza stradale – come teoricamente previsto – il dispositivo dovrà essere, oltre che segnalato, anche ben visibile. A stabilirlo, infatti, è una recente sentenza del giudice di pace di Terni, che ha vietato il posizionamento seminascosto di qualsiasi autovelox, fisso o mobile.

A presentare ricorso era stato un automobilista umbro che ha vinto la propria battaglia giudiziaria, nonostante l’amministrazione locale avesse segnalato il macchinario con ben due appositi cartelli. Questi, però, a parere del giudice non erano posizionati secondo i criteri di legge: uno era collocato troppo in prossimità del rilevatore, secondo i limiti di legge di almeno un chilometro, e l’altro era leggibile a malapena causa alcuni ostacoli. E, come noto, già dal 2007 il Codice della strada prevede all’articolo 142, comma 6 bis, che “le postazioni di rilevamento” debbano essere indicate in maniera ben visibile.

Ora, insomma, se le forze dell’ordine aumentano il proprio arsenale di rilevatori della velocità, che può contare di migliaia di dispositivi tra Tutor, autovelox, telelaser e apparecchi “civetta” sulle pattuglie, gli automobilisti hanno un’opportunità in più per fare ricorso nel caso si vedano recapitare la fatidica busta verde o, peggio, vengano colti “in flagrante” da un’imboscata degli infallibili apparecchi.

Qui il testo integrale della sentenza n. 762/2012 del Giudice di Pace di Terni


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2 COMMENTI

  1. […] riforma del CDS L. 120/2012 e DM 22.12.20120) previsto nella tematica dell’eccesso di velocità (autovelox, telelaser, dispositivi elettronici di velocità) può essere così „ricostruito“, ovvero: – è prevista una sanzione pecuniaria ed una sanzione […]

  2. Ho l’impressione che l’omologazione del Vergilius sia la stessa del Tutor senza spire (l’estensione del 5 settembre 2011). Il bando di gara DG 05/09 dell’Anas che riguardava proprio l’adozione di un sistema per il controllo della velocità media prevedeva l’omologazione del sistema in capo all’offerente; in questo caso Autostrade per l’Italia spa con il suo Sicve Tutor. Cosa bizzarra è che Autostrade per l’Italia spa voltura tutte le omologhe in capo a se il 9 dicembre del 2010 (incomprensibile harakiri? o furbata all’italiana della serie io posso tutto?) giustificando con un affitto di ramo d’azienda ad Autostrade Tech spa (società che si aggiudicherà successivamente l’appalto da 150 milioni di euro per il sistema di pedaggiamneto in free flow di Anas spa DG 13/10). Il trasferimento dell’omologazione del 9 dicembre 2010 è un atto nullo, quindi chiunque sia stato sanzionato con sistemi omologati da Autostrade per l’Italia spa e poi trasferiti ad Autostrade Tech spa può impugnare il verbale per nullità ma c’è di più chi avesse pagato e gli fossero stati levati i punti patente può chiedere la restituzione delle somme e dei punti (ripeto solo quelli dopo il 9 dicembre 2010). Infatti, l’art. 45 del Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 – Nuovo Codice della Strada – e successive modificazioni e l’art. 192 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada – e successive modificazioni, regolano l’omologazione delle apparecchiature. Più precisamente, il comma 5 dell’art. 192 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada, recita testualmente che “la omologazione o la approvazione di prototipi è valida solo a nome del richiedente e non è trasmissibile a soggetti diversi”. Difatti l’omologazione rilasciata dal Ministero è esclusiva del richiedente vuoi persona fisica e vuoi persona giuridica, un diritto assoluto intrasmissibile. So per certo (perchè sono stato interpellato al riguardo per un supporto tecnico e giuridico sulla questione avendoci lavorato) che è stata costituitta un’associazione per promuovere una class action nei confronti di Autostrade Tech spa e della Polizia Stradale per la restituzione delle somme pagate per i verbali con rilevazioni di infrazioni dal 9 dicembre 2010 ad oggi.
    Se quindi come io penso, l’omologazione sarà la stessa con cui il Vergilius può sanzionare, che dire…non preoccupatevi…i verbali sono nulli per nullità di omologa.

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