Spending review, colpi di fiducia per tagliare il traguardo. Giovedì 26 anche il Senato potrebbe licenziare il progetto di revisione di spesa 2012 delineato dal governo di Mario Monti con la supervisione di Enrico Bondi. Il premier aveva sostenuto, fin dalle origini del decreto, un’approvazione in tempi rapidi, prima della pausa per le vacanze estive. Monti cercherà di tenere fede alla parola data, forzando la mano con la richiesta di fiducia sul decreto, che diventerebbe legge già la prossima settimana.

Il via libera definitivo alla spending review potrebbe, però, non essere una passeggiata. Tra le Camere, infatti, si prepara uno tsunami di 2mila emendamenti, che porta con sé i detriti di polemiche dai principali settori presi di mira. Dalla sanità alla giustizia, dal pubblico impiego agli enti locali: i tagli del governo hanno ricevuto accoglienze tutt’altro che entusiastiche dai diretti interessati. I primi a protestare, già domani, saranno i sindaci, con un sit-in proprio di fronte al Senato.

Sul pubblico impiego, la cura dimagrante prevista nella spending review sarà la prima di una serie di interventi che dovrebbero portare i dipendenti pubblici sotto quota tre milioni. Intanto, si comincia col taglio del 10% degli impiegati e del 20% dei dirigenti. Stretta, sempre per gli statali, su buoni pasto che non potranno superare i 7 euro, mentre le ferie dovranno essere fruite obbligatoriamente.


Per gli esuberi, stimati in oltre 20mila, dovrebbe scattare una compensazione correlata ai futuri trattamenti pensionistici. Coloro che non potranno usufruire di questa tutela, saranno obbligati a passare attraverso la mobilità, fissata all’80% della retribuzione per un biennio. Misur, queste, che hanno mandato su tutte le furie i sindacati, che hanno minacciato più volte sciopero generale.

Nel comparto giustizia, la vera riforma sarà quella di abrogazione di tutte le sedi distaccate, con accorpamento di 38 Procure e 37 Tribunali. Ben 674, poi, i giudici di pace che verranno destituiti, ma, secondo le indicazioni del ministro Paola Severino, “non dovrebbero esserci esuberi”, né tra il personale di giustizia, né tra le forze dell’ordine. I magistrati delle sezioni soppresse verranno integrati negli organici delle sedi presso cui le funzioni verranno trasferite.

Il capitolo forse più controverso è però quello della sanità, con tre miliardi di tagli al Fondo nazionale entro fine 2013. Lo standard dei posti letto viene fissato a 3,7 ogni 1000 abitanti: tradotto, si tratta di 18mila posti in meno nei prossimi anni, già 4 mila entro fine 2012. Abbattuto il tetto di spesa farmaceutica che dovrà passare dal 14 all’11,5 percento, mentre cresce l’incidenza dello sconto a carico delle farmacie convenzionate per i medicinali Ssn. Rimedi che hanno portato i “camici da banco” ad annunciare una serrata proprio per giovedì 26.

Qui il testo a fronte del Disegno di legge A.S. n. 3396 “Conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” Vol. I – Le novelle

Qui la scheda di lettura del Disegno di legge A.S. n. 3396 “Conversione in legge del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini” Vol. II – Sintesi e schede di lettura

Qui l’analisi del bilancio dello Stato per il 2012 ai fini del processo di spending review


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