Sono 120mila in tutto gli esodati che si gioveranno dei paracadute normativi messi a punto dal governo, per un esborso totale di circa 9 miliardi di euro.  A snocciolare le cifre, uno studio della Ragioneria dello Stato, che ha cercato di mettere ordine nella difficile pratica degli esodati e dei trattamenti pensionistici in deroga alla riforma del lavoro che da poche ore è diventata legge dello Stato.

A ricevere la pensione in base alla legge precedente alla riforma Fornero, si somma una nuova fetta di 55mila lavoratori che raggiungeranno i primi 65mila esodati, il cui destino è ormai deciso nel decreto interministeriale dello scorso 1 giugno, già ratificato dalla Corte dei Conti e ora in attesa delle liste di nominativi da parte dell’Inps. La garanzia del nuovo provvedimento è arrivata, infatti, in sede di discussione al Senato sulle misure della spending review. Al decreto governativo sulla revisione di spesa pubblica, infatti, sarebbe stato incluso l’emendamento ad hoc che consente al nuovo plotone di esodati una exit strategy sicura nel ritiro dal lavoro.

Il portafoglio esodati, però, si esaurisce con i nuovi 55mila: la Ragioneria dello Stato, infatti, nel suo studio mette in guardia da ulteriori inclusioni di lavoratori prossimi alla pensione: l’accesso di altre migliaia di esodati alle misure in deroga, stabilisce la Ragioneria, non potrebbe contare sulle coperture già esistenti, inclusi i risparmi della riforma pensionistica. Sarebbero, insomma, necessarie nuove risorse o misure specifiche, anche se, al momento, non si intravede la possibilità che nuove misure pro-esodati possano essere varate nell’immediato futuro. Come noto, uno dei principali problemi in materia è la quantificazione degli esodati stessi: ancora, non esistono conteggi definitivi e attendibili, né sul loro effettivo numero, né sulle tipologie cui appartengono tutti gli impiegati coinvolti.


Ecco, comunque, la lista aggiornata degli esodati “tratti in salvo” dalla normativa già approvata o in discussione. Evidente la crescita, rispetto al primo decreto, dei lavoratori in mobilità, più che raddoppiati con il nuovo provvedimento inserito in sede di spending review:

69050 lavoratori in mobilità o mobilità lunga, con cessazione dell’attività lavorativa al 4 dicembre 2011;

19310 iscritti ai Fondi di solidarietà oppure il cui accesso al fondo sia autorizzato dall’Inps o previsto da accordi collettivi;

17650 i prosecutori volontari;

12890 lavoratori cessati con rapporto risolto al 31 dicembre 2011 ;

950 esonerati nel pubblico impiego;

150 genitori di disabili in congedo.

 


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6 COMMENTI

  1. sono disoccupato faccio 40 anni di contributi a ottobre i disoccupati fanno parte degli esodati

  2. Politici e sindacati : Troppe parole e pochi ( o niente ) fatti . Io sarei tra i 120.000 salvaguardati ( ma salvaguardati da chi ? ) . Non abbiamo rubato nulla , nè abbiamo fatto viaggi e acquistato SUV e ville al Circeo a spese pubbliche . Quando ho firmato la mia uscita dall’ azienda c’ era una legge che mi garantiva la pensione con le vecchie regole e quindi non è possibile ( ANTICOSTITUZIONALE e DITTATORIALE ) che nasca nel 2012 una nuova legge e altrettanti decreti che ANNULLINO le leggi precedenti con effetto RETROATTIVO , perchè questo è successo .
    Io dovrei appartenere ai secondi 55.000 “salvaguardati” ( visto che impropriamente ci chiamano così ) , anche se nessuno me ne ha dato la sicurezza . Oggi sono stato all’ INPS , con appuntamento mediante call center e sportello amico , ma mi hanno detto che il secondo decreto attuativo firmato da Grilli il 6 ottobre NON lo conoscono , nessuno lo ha visto scritto , per cui non conoscono le procedure e non sanno che fare .
    Ma è allucinante , siamo da Quarto mondo . Non andrò mai più a votare . Siamo in regime dittatoriale . La FORNERO disconosce la COSTITUZIONE ITALIANA e fa il MINISTRO ??? Cose da pazzi . Vorrei una risposta circa il decreto attuativo dell’ art 22 della Spending review . Esiste ? Si può vedere scritto ? O è segreto ? I presunti 55.000 che cosa devono fare ? é gradita risposta . Grazie

  3. […] infatti, si verrebbe a chiudere la linea del “tu sì, tu no” inaugurata coi primi due decreti governativi, emanati tra maggio e agosto, per intervenire invece sul principio normativo che aveva dato […]

  4. Con questa nuova riforma,che non farà altro che aumentare la disoccupazione,io farò parte di questa lista di salvaguardati ,visto che sono in mobilità già da tre anni e il prossimo giugno si chiude il ciclo con anzianità contributiva di 40 anni ?

  5. Cosa vuol dire esodati salvati’?Non abbiamo mica rubato x avere la condizionale?Non chiediamo la pensione dei parlamentari ma solo il nostro compenso dopo 35 -40 anni di lavoro svolto correttamente con tasse contributi e voglia di fare tutto correttamente.Un’altra baggianata la raccolta di firme x diminuire lo stipendio al governo……chi non firma sono solo loro che in un mese prendono di piu’ di quello che io prendo in un anno, e allora fatelo saremo tutti contenti x una legge buona x accontentare tutti.Tra un po’ mi chiameranno Esondata….andando fuori di testa…..Boh!!!

  6. salve sono a conoscenza che i dipendenti che lavorano nel settore carta ” mondadori”
    POSSONO ANDARE IN PENSIONE CON SOLI 32 ANNI DI CONTRIBUTI
    SE GLI ESODATI SONO SOLO 120 MILA MIO MARITO CHE HA LAVORATO PER 40 ANNI COME METALMECCANICO E’ UN ESODATO E FORSE NON CI ANDRA’ X DAR SPAZIO A LORO E’ GIUSTO QUESTO? SE COME DICONO NON CI SONO FONDI X TUTTI GLI ALTRI ESODATI COME FAREMO A VIVERE? C’E’ QUALCUNO CHE SI PONE VERAMENTE QUESTA DOMANDA? E’ GRADITA UNA RISPOSTA ANNA.

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