Il Tribunale di Taranto, con una sentenza del 16 aprile scorso, ha assolto, perché il fatto non sussiste, un uomo accusato dalla moglie di violenza sessuale e di maltrattamenti in famiglia.

A scagionare l’uomo, la testimonianza delle tre figlie e soprattutto le prove della relazione extraconiugale della donna.

Secondo i giudici la donna fedifraga avrebbe accusato il marito solo per vendicarsi del pedinamento organizzato dallo stesso per scoprire la relazione segreta.


Le dichiarazioni rese dalla moglie circa le vessazioni e il tentativo di violenza sessuale nei suoi riguardi, infatti, non avevano avuto nessun riscontro nelle parole delle figlie che, anzi avevano descritto il padre come un uomo presente, affettuoso e addolorato per la condotta della moglie.

Secondo il Collegio “la dichiarazione della parte lesa, allorché risulti contrastata da più elementi probatori, deve essere valutata con estremo rigore e il contenuto della stessa, a fronte degli elementi di contrasto, per essere positivamente apprezzato e utilizzato a fini probatori, deve essere sottoposto a verifica dettagliata e non accettato con generica giustificazione argomentativa, in ragione dell’evidente interesse accusatorio che inevitabilmente è connaturato alla testimonianza resa da persona portatrice di interessi configgenti con quelli dell’imputato”.


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