Che abbia portato fortuna il plico telematico, alla scuola italiana? Di sicuro la modernizzazione del sistema d’esame è stata promossa, in linea con l’aumento degli studenti di casa nostra. Più bravi, a quanto pare, di quelli del 2011 e del 2010, con un aumento del 3% dei promossi negli ultimi due anni. Sono diminuiti i bocciati e i rimandati, cosa che fa felice pure Monti e la sua austerity, visto che il tutto si tramuta in un risparmio per lo Stato equivalente a 325 milioni di euro in 24 mesi.

La tendenza generale emerge dai dati pervenuti finora al ministero dell’Istruzione che si riferiscono all’85% delle scuole medie e al 91% delle superiori. Nell’anno scolastico 2011-12 la percentuale degli studenti promossi alle classi successive è del 95.7% nelle medie e del 62% alle superiori, rispetto al 95.3 e al 60.8 della ‘stagione’ precedente. Freccia più su per le superiori, con promossi in crescita dell’1.2%, mentre gli studenti delle scuole medie si confermano aumentando i risultati positivi solo dello 0.4%.

Economicamente parlando, ogni studente che frequenta la scuola statale costa ai contribuenti (cioè a noi) oltre 6 mila euro l’anno. I due punti e mezzo di bocciati in meno al superiore corrispondono a circa 50 mila ragazzi che non dovranno ripetere l’anno: se per risparmiare un milione di euro bastano appena 150 bocciati in meno, i 50 mila promossi in più fanno “risparmiare”, quindi, 325 milioni in due anni. Il calo dei bocciati, ed è forse questa la notizia migliore a livello didattico, si realizza anche nelle prime classi, dove l’incidenza del fallimento è maggiore: nel 2011-12, il più 2.7 % ci dice che o i professori sono stati più bravi, o più permissivi, o i ragazzi hanno studiato di più. O magari tutte e tre le cose contemporaneamente.


 


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