Più di un italiano su due resterà a casa, e in ogni caso otto su dieci non si muoveranno dal Paese. Cambiano quantitativamente e qualitativamente, le vacanze  estive in Italia, in tempi di crisi e con la recessione che non solo ha evidentemente ridotto il potere d’acquisto ma anche influenzato la percezione del futuro. Da un’indagine svolta da Amadeus Italia per Federalberghi, si evince infatti che solo il 15% andrà all’estero. Il 6% non ha ancora deciso la sua destinazione. Rispetto allo scorso anno, si registra un incremento delle località italiane a discapito di quelle straniere.

Per quanto riguarda le prenotazioni il canale privilegiato rimane ancora il web, scelto dal 21% degli intervistati. Di questi, il 10% ha prenotato solo il trasferimento (volo, auto, treno), il 9% l’offerta completa e l’8% solo l’alloggio. In particolare, sono i più giovani a usare il web per cercare la soluzione migliore di vacanza prenotando il mezzo di trasporto, scegliendo la struttura ma anche valutando un’offerta completa. Poi c’è l’effetto terremoto: il 6% degli italiani ragiona considerando seriamente gli eventi sismici, col 4% di essi che ha addirittura deciso di non partire.

Il 20% degli italiani che comunque continuerà a recarsi all’estero potrebbe considerare fortemente la Grecia come metà: dopo le elezioni elleniche e lo scongiuramento dell’uscita del Paese dall’euro, la percezione per le bellissime isole di Santorini, Rodi, Corfù, Poros e Kos è tornata ‘positiva’ e i prezzi, decisamente al ribasso, aiutano non poco nella scelta. Basta farsi un giro sul web per visionare le quotazioni e le promozioni last minute: a Kos una settimana all inclusive viaggio compreso costa 610 euro, così come a Rodi, mentre a Corfù si arriva anche a 300 euro per il solo pernottamento. Praticamente quanto costa solamente il traghetto per arrivare in Sardegna. Ma allora siamo così sicuri che l’80% resterà in Italia?


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