A margine dell’incontro presso la Commissione Lavoro del Senato sulla riforma, è stato approvato anche un ordine del giorno preciso proposto dall’Idv, teso a pareggiare gli stipendi tra uomini e donne in tutti i settori lavorativi entro il 31 dicembre 2016.
Secondo una ricerca dell’Università Bocconi, attualmente a parità di mansioni gli stipendi sono giù uguali ma le donne occupano posizioni inferiori a quelle dei colleghi. In media, invece, le donne italiane guadagnano fra il 22 e il 25% in meno degli uomini, anche se poi il divario è maggiore in Francia, Belgio e Spagna. La commissione ha anche eliminato il ‘refuso’ sui ticket sanitari per i disoccupati, così come è stato dato il via libera alla proposta di modifica che prevede la partecipazione dei lavoratori agli utili d’impresa.
Sono state rafforzate le misure per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco, e approvate le modifiche sui congedi parentali; i giorni di congedo per il papà diventano uno obbligatorio e due facoltativi da concordare con la madre (che a sua volta li dovrà scalare dal suo congedo).


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