Liberalizzare e privatizzare. In questo modo ripartiremo e ricondurremo, finalmente, i conti al livello tale da recuperare lo spread. Non importa che il “rigore” (all’equità penseremo dopo, c’è tempo…) nei conti non sia servito assolutamente a nulla, visto che sui mercati i titoli italiani valgono esattamente quanto prima della manovra che avrebbe dovuto salvare l’Italia. Liberalizziamo e privatizziamo, ma sì, dài.

Allora, privatizziamo, visto che da qualche parte occorre partire, i servizi per il lavoro. Tanto, sono inefficienti e, comunque, il lavoro non si trova. Affidiamolo ai privati, che, invece, loro, miracolosamente, il lavoro lo trovano. Certo, la liberalizzazione imporrà di legalizzare la richiesta di pagamento al disoccupato per la ricerca di lavoro. Però, vuoi mettere l’ebbrezza di pagare per lavorare, in un mondo privatizzato e liberalizzato?

Cos’altro privatizzare? Ah, sì, la sanità. Tanto, per metà già lo è. Eliminiamo dalla busta paga il contributo al sistema sanitario nazionale. Chi lavora versi ad un’assicurazione (ovviamente privatizzata e liberalizzata) il necessario per pagarsi le cure. Chi non lavora paghi il servizio privatizzato e liberalizzato per cercare lavoro e così, poi, pagare l’assicurazione privatizzata e liberalizzata, per ottenere le prestazioni dall’ospedale privatizzato e liberalizzato. Semplice, no? E se nel frattempo non trova lavoro? Desiste.


Poi, è opportuno privatizzare e liberalizzare la scuola. Tanto un terzo quasi è già nelle mani dei privati. Che, ovviamente, non c’è da discutere, insegnano meglio e con maggiore efficienza della scuola pubblica. Certo, ci sarà da pagare una retta. Ma, la riduzione delle tasse sul lavoro, consentirà di mettere da parte i soldi per un piano d’accumulo, da aprire presso una banca privatizzata e liberalizzata, per pagare i costi dell’istruzione privatizzata e liberalizzata. Chi non ha il lavoro? Desiste.

Francamente, si potrebbe anche privatizzare la polizia e la sicurezza. Si potrebbero ridurre, di conseguenza, in modo radicale le tasse e, con lo stipendio, pagare un servizio di polizia privatizzata e liberalizzata su misura. Per quei quartieri o territori non in grado di assicurarsi questi servizi, nessun problema: mafia e camorra saprebbero subito presidiarlo a dovere. Con i loro metodi, ma a dovere.

Si parla anche di privatizzare e liberalizzare i trasporti pubblici. E’, evidentemente, solo una boutade: più privati di quanto sono già adesso i trasporti non potrebbero esserlo. Basta dare un’occhiata a qualsiasi tangenziale di ogni città, tutte invase da miliardi di mezzi privati, presi dai pendolari per la semplice razione che i mezzi pubblici praticamente non esistono. Le ferrovie sono ormai integralmente inserite nel mondo del privato, che hanno appunto privato tutti i viaggiatori del Meridione dei treni con cuccette e vagoni letto a lunga percorrenza.

Una bella privatizzazione e liberalizzazione del catasto sarebbe opportuna, così potrebbe essere un privato a tracciare lo stato degli immobili, per introitare direttamente esso stesso le rendite che ne deriverebbero. Quante tasse si potrebbero risparmiare!

Tocco finale, una bella privatizzazione e liberalizzazione del sistema fiscale. Con tutte le altre privatizzazioni e liberalizzazioni, del resto, l’imposizione si sarebbe abbattuta così tanto, che il privato riscossore, posto che dipendenti, specie precari, e pensionati continueranno a pagare fino all’ultimo centesimo, potrà contrattare liberamente con gli altri un obolo di tassazione volontariamente versato da tutti gli altri.

Che dite? Con tutte queste manovre decine di migliaia di lavoratori pubblici perderebbero il posto, aggiungendosi alle altre decine di migliaia del settore privato che lo stanno perdendo? Tutte queste liberalizzazioni e privatizzazioni abbassano l’imposizione fiscale, ma aumenta in modo esponenziale il costo di ogni servizio? Non si vede quale potrebbe essere il beneficio economico, mentre apparirebbe chiaro il venire meno del patto sociale? Non importa. Anche il patto sociale sarà privatizzato e liberalizzato. Forse lo era già da molto tempo e non ce ne eravamo ancora del tutto resi conto.

 


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3 COMMENTI

  1. […] e liberalizzata. Chi non ha il lavoro? Desiste. Come sia possibile fingere di non vedere quello che descrive Luigi Oliveri rimane un mistero delle mediazioni politiche bipartisan del nuovo asse centro centro centrodestra […]

  2. Da una testata giuridica seria come questa, non mi sarei mai aspettato un simile concentrato di corporativismo, massimalismo, qualunquismo e pressappochismo. Un’analisi seria no?

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