Lodevole iniziativa Open Data da parte della Camera dei Deputati che pubblica un portale storico per accedere e riutilizzare atti, documenti ed informazioni a partire dal 1848.

L’anno 2011 verrà certamente ricordato in Italia per la definitiva affermazione della dottrina dell’Open Data. Una buona parte della Pubblica Amministrazione ha infatti accolto positivamente l’invito ed i suggerimenti avanzati in primo luogo dall’Associazione Italiana per l’Open Government ed ha iniziato a rilasciare i dati in suo possesso nelle forme degli Open Data.

Nell’ambito delle iniziative sul tema se ne deve segnalare una particolarmente importante che ha visto la sua ufficializzazione poco prima delle festività natalizie; si tratta della pubblicazione del Portale storico della Camera dei Deputati dal quale è possibile raggiungere una rilevante quantità di dataset in formati standard Open Data e con licenza Creative Commons.


Il portale ha una struttura di facile utilizzo che permette di accedere a tre canali principali – deputati, lavori, atti e documenti – a cinque percorsi tematici, ad un’area multimediale, nonché ad una sezione di strumenti grazie ai quali è possibile accedere alle norme fondamentali, alle leggi ad una bibliografia del Parlamento.

Provando ad utilizzare il portale, si scoprirà, da un lato, una mole di dati davvero elevata e di grande interesse storico e, dall’altro lato, un’estrema facilità di utilizzo. Così, consultando il canale denominato “Deputati”, si avrà accesso ad informazioni su ben 10.563 persone che hanno ricoperto mandati parlamentari nelle legislature del Regno d’Italia e della Repubblica. Il canale “Lavori Parlamentari”, invece, permette di accedere ai resoconti stenografici, ai bollettini  ed alla documentazione disponibile sulle attività dell’Assemblea, delle Giunte e delle Commissioni. Anche in tal caso sarà possibile consultare informazioni risalenti addirittura all’anno 1848. Infine, il canale “Atti e Documenti” permette di consultare tre tipologie di dati: i progetti di legge, gli atti di controllo e di indirizzo politico esercitati dai parlamentari, i documenti e le relazioni prodotte dalla Camera o daaltri soggetti istituzionali.  Accanto ai canali appena descritti, vi sono poi alcuni percorsi tematici che permettono di accedere ad informazioni riguardanti le legislature del Regno e della Repubblica, i Presidenti della Camera – a partire dal Regno di Sardegna e fino alla XV legislatura, con le relative biografie e i discorsi di insediamento – i Regolamenti parlamentari , la storia e le immagini di Montecitorio e le tipologie di apparati amministrativi utilizzati nelle varie epoche storiche. Così, se volessimo conoscere quale legge elettorale trovava applicazione durante una determinata legislatura, con pochi click, sfogliando il percorso tematico “Legislature”, avremmo immediato accesso al dato di interesse.

Vi sono poi l’area multimediale e la sezione degli strumenti, ma, evitando di descriverle l’invito è quello di provare a consultarle per scoprire informazioni quantomai interessanti.

Ciò che di questa iniziativa appare estremamente importante è l’aver colto in pieno i principi dell’Open Data, lasciando la possibilità a chiunque non solo di avere agevolmente accesso ad una rilevante mole di dati al fine di una loro consultazione, ma permettendo anche di manipolare e riutilizzare le informazioni anche a scopo commerciale. Ciò grazie alla licenza Creative Commons con la quale vengono concessi i dati. Non a caso, visitando il sito web dei dati collegato al Portale della Camera dei Deputati, si scoprirà che è possibile scaricare i dataset e collaborare allo sviluppo del portale stesso, magari realizzando nuove applicazioni. Inoltre, dal detto sito web sarà possibile anche accedere ad applicazioni già realizzate.

Il Portale, dunque, rientra tra le molteplici iniziative in tema Open Data che stanno coinvolgendo la nostra Pubblica Amministrazione e che stanno contribuendo a modificare il rapporto tra le informazioni pubbliche ed i cittadini. L’auspicio è che tali iniziative nel prossimo futuro smettano di essere un’eccezione che “fa notizia” e diventino una prassi della Pubblica Amministrazione.


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