Il caso è noto.

Due gemelle sono nate, un una località imprecisata d’Italia, con un (solo) cuore in comune.

Si è aperto il dibattito, sono state sollevate le inevitabili questioni bioetiche. Ignazio Marino, chirurgo dei trapianti (già candidato alle primarie del PD), ha ricordato un precedente caso, nel 2000, quando dirigeva il Centro trapianti di Palermo e all’ospedale Civico nacquero due gemelline siamesi sudamericane con un solo cuore e un solo fegato. “La linea medica che passò fu di intervenire chirurgicamente per separarle e sacrificarne una per provare a salvare l’altra, ma io scelsi secondo coscienza e mi rifiutai di partecipare all’intervento“.


Intanto, il Garante per la protezione dei dati personali ha aperto un’istruttoria, dopo aver ricevuto la segnalazione dei genitori che hanno lamentato la diffusione da parte di organi di informazione dei nomi delle due piccole.

L’Autorità, “sottolineando con forza la necessità di aderire alla richiesta di riservatezza espressa dalla famiglia delle due bambine”, ha raccomandato a tutti i media il rigoroso rispetto delle garanzie poste a tutela dei minori dal Codice deontologico dei giornalisti e dalla Carta di Treviso.

“Tali disposizioni prevedono espressamente che, ai fini di tutelare la loro personalità, i giornalisti non pubblichino i nomi dei minori coinvolti in fatti di cronaca e che il diritto del minore alla riservatezza deve sempre essere considerato come primario rispetto al diritto di cronaca“.

L’Autorità ha raccomandato inoltre ai media di “astenersi dall’ulteriore pubblicazione di dati identificativi delle due bambine e dal riportare dettagli eccedenti che possono ledere la dignità delle due piccole, anche rimuovendoli dai siti on line”.


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