Fake News Bufale

Fake News: si pensa ora di contrastare il fenomeno con un nuovo disegno di legge ad hoc, dopo gli scandali di queste settimane, in cui si è scoperto di come molti soggetti si siano arricchiti diffondendo in rete false notizie o contenuti inneggianti all’odio. Le finalità che il Ddl si propone sono quelle di proteggere i dati personali degli utenti e soprattutto salvaguardare l’ordine pubblico.

Fake News e Bufale: il nuovo ddl

Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica”: questo il titolo del disegno di legge presentato in Parlamento, da parte di un’appartenente al gruppo Ala-Scelta Civica, ed ex Movimento 5 Stelle. Lo stesso prevede un ammenda di 5mila euro e la reclusione non inferiore a dodici mesi, se una notizia falsa desta pubblico allarme, o reca nocumento agli  interessi pubblici. Multe fino a 10 mila euro e reclusione fino a due anni, poi, per chiunque pubblichi o diffonda in Internet (ma non su testate giornalistiche) “notizie false, esagerate o tendenziose” o si renda responsabile di «campagne d’odio», in particolare su blog e forum.

Social Network e web: i rischi

In altri Paesi europei, primo tra tutti la Germania, si temeva che la circolazione di fake news potesse boicottare e falsare la campagna elettorale in vista di elezioni politiche, portando così ad uno scollamento dei risultati dalla realtà ed a un’alterazione del processo democratico.

Se può rassicurare i più, ad ogni modo, rimangono  escluse dal campo applicativo del ddl le vere e proprie testate giornalistiche.

Ddl contro le fake news: in cosa consiste?

Il disegno di legge prevede poi anche altri vincoli, tra cui l’obbligo:

  • per chiunque apra un sito web atto alla diffusione online di informazioni di fornite tramite PEC nome, cognome, domicilio e codice fiscale alla Sezione per la Stampa del tribunale;
  • di rimozione dei contenuti postati da utenti che siano “falsi, esagerati o tendenziosi”, a pena di ammenda da 5 mila euro, da parte dei gestori del sito web;
  • la c.d. alfabetizzazione mediatica per indirizzare gli adolescenti all’uso critico dei media online come materia scolastica.

Di non facile soluzione sono i conflitti che la circolazione di bufale in web creano. Ciò in considerazione anche della tipologia di piattaforma su cui circolano le notizie in questione, ossia il web, in cui l’accesso e la navigazione appaiono incontrollabili e sfuggenti.

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Diritto di cronaca e di satira: quale destino per le fake news?

Lo Stesso Ernesto Belisario, avvocato esperto di digitale, ritiene che non sia possibile implementare il disegno di legge, essendo impraticabile la richiesta di registrazione obbligatoria di ogni utente nei siti web.

Il disegno di legge si configura solo come incipit di una serie di occasioni parlamentari in cui si potrà approfondire il tema da un punto di vista giuridico e soprattutto costituzionale, bilanciando l’esigenza di chiarezza e veridicità dei contenuti con il diritto di cronaca e di satira.

Vero anche, però, che la via normativa è l’unica alternativa alla disciplina imposta dall’Unione Europea, ed in particolare da parte dell’Antitrust.


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