Questo agosto, mentre imperversava quella che è stata definita la crisi più profonda da decenni a questa parte, il Consiglio dei Ministri (sì, quello stesso che cambiava manovra come si cambiano calzini, per capirsi) trovava il tempo di discutere (forse) e approvare, nella seduta del 3 di agosto, lo schema di Decreto del Presidente della Repubblica, contenente la Tabella Unica Nazionale del danno biologico.

Tale tabella costituisce l’attuazione di quanto previsto dall’art. 13 d. lgs 209/05 (codice delle assicurazioni), ovverosia permette l’unificazione anche per le cd. macrolesioni, ovvero le lesioni valutate sopra ai 9 punti percentuali, del risarcimento spettante ai danneggiati da sinistro stradale (o nautico, ma evidentemente sono i sinistri stradali quelli che per frequenza e numerosi impongono all’attenzione).

Di primo acchito, sembrerebbe un fatto positivo.

Anche chi scrive ha più volte lamentato l’irrazionalità di un sistema che tollera una diversa entità del risarcimento a seconda del luogo di accadimento del sinistro. Come conseguenza, poi, si assiste a fenomeni per cui si instaura una relativa ad un sinistro occorso a Palermo, presso il Tribunale di Milano, foro alternativo grazie alla sede legale della compagnia assicurativa interessata.

E dunque il prevedere una tabella unica per tutto il territorio, o comunque un criterio valido in maniera uniforme, non può che essere salutato con favore.

I lati positivi, però si fermano qui. Ed anzi, gli aspetti negativi sembrano essere molti di più.

Anzitutto di metodo: come è possibile che dopo tre anni che oramai si sono assimilate le celebri sentenze quadrigemellari del 2008 (SS. UU. 26972 e ss. del 11/11/08) , e le successive della sezioni semplici che tanto hanno insistito sull’affermazione per cui esiste il danno patrimoniale “tout court” e non è corretto distinguere tra danno biologico, danno morale eccetera, è possibile, mi chiedo,approvare una tabella unica nazionale del solo danno biologico???

Anche su queste pagine ci siamo soffermati sulle tabelle del tribunale di Milano che per l’appunto parlano di danno non patrimoniale nella sua interezza, e il legislatore approva delle tabelle che sono evidente frutto di una riflessione giuridica vecchia di almeno tre anni?

D’accordo, il legislatore italiano ci ha abituato (purtroppo!) ad essere un legislatore rozzo e maldestro, ma qui davvero si supera ogni immaginazione.

E veniamo ora al merito, vale a dire al grande nocciolo del problema.

Lascio la parola ai numeri, che dicono più di molte parole:

– punto base della tabella delle cd. micropermanenti: € 759,00

punto base della tabella di Milano 2011: € 1.099 ( €1.374 ove si consideri integralmente il danno non patrimoniale);

– punto base della tabella di Roma: € 765,00

punto base della tabella unica nazionale delle macropermanenti: € 674,78.

Avete letto bene. Il punto base per la tabella delle macrolesioni vale meno del punto base della tabella delle microlesioni.

E rispetto alla tabella di Milano c’è una decurtazione del 40%.

Guarda caso (e mi piace a proposito ricordare il noto aforisma di Nietzsche secondo cui “Nessun vincitore crede al caso“; io non sono né Nietzsche né un vincitore, ma non credo al caso) dopo che con le sentenze 12408/2011 e 14402/11 la Cassazione si era pronunciata per la possibile applicazione su tutto il territorio nazionale delle tabelle di Milano, ecco che nel giro di un mese, e per di più in agosto, giunge l’approvazione di questa tabella unica che rispetto a Milano fa risparmiare alle Compagnie assicurative il 40%.

Evidentemente le Compagnie hanno dei santi in paradiso che i danneggiati non hanno.

Peraltro la tabella, come se non bastasse, sembra lasciare davvero troppo poco spazio al giudice per l’eventuale personalizzazione.

Non resta che da sperare in uno stop che giunga dal Consiglio di Stato (in sede di parere sul provvedimento), ma altrimenti d’ora in poi invece che di “risarcimento integrale del danno” sarà il caso di cominciare a parlare di “graziosa indennità concessa al macro leso”.


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Renato Savoia
Nato e cresciuto a Verona, vi esercito la professione di avvocato, scappando appena posso ma tornando sempre alla base. Da sempre mi occupo solo di diritto civile (penale vade retro!). Collaboro con la rivista “Il Civilista” (ed. Giuffrè), per la quale scrivo soprattutto in tema di responsabilità civile. Inoltre da qualche anno, sul mio sito (www.renatosavoia.com), pubblico oltre che interventi scritti, video e podcast. Quando mi chiamano, vado a parlare a convegni di formazione per avvocati. Sono convinto, da sempre, che ci sia una profonda distinzione tra essere serio e essere serioso, e che ci siano in giro troppe persone seriose e troppo poche serie: perciò cerco di comportarmi al contrario. Fino a qualche anno fa correvo tutti i giorni e ho corso qualche maratona, adesso d'inverno appena posso scappo sulle piste da sci, e d'estate nuoto o vado a correre. Certo, a meno che non prenda un aereo e mi rifugi a Londra, a guardare un musical o a rimpinguare la mia collezione di dischi in vinile. Lavoro quasi sempre ad alto volume, in tal modo facendo guadagnare punti-paradiso ai colleghi di studio che pazientemente sopportano.

11 COMMENTI

  1. Ubi maior minor cessat, cornuto e mazziato! Da circa 20 mesi, purtroppo, sono un macroleso, in attesa di essere risarcito in modo giusto ed equo. Ho tanta rabbia per le lungaggini burocratiche che in modo arbitrario ed unilaterale attuano le compagnie assicurative. L’aspetto umano di chi vede la sua vita improvvisamente cambiata ,non è minimamenta considerato.Già di per sè le tabelle attuali non risarciscono in modo adeguato chi necessita nel tempo di assistenza quotidiana e questo Governo che dovrebbe tutelare, super partes, tutti i cittadini, favorisce l’arricchimento delle compagnie assicurative. Pertanto mi sembra giusto promuovere un comitato che provi ad opporsi all’eventuale riproposizione del D.P.R. dell’On. Mario Valducci ed eventualmente proporre in seguito un referendum popolare per l’abrogazione di tale legge. Caro Avv. Renato Savoia, autorevole esperto in materia, Le chiedo di farsi promotore di iniziative in tal senso.
    Francescp Esposito

  2. MA NESSUNO E’ INTENZIONATO A RIBELLIRSI A SUDDETTA NORMATIVA? VISTO E CONSIDERATO CHE I COMUNI CITTADINI CI RIMETTEREBBERO MOLTISSIMO OLTRE AD AVERE DANNI IMPORTANTI CON INVALIDITA’ PERMANENTI GRAVI.

  3. Sono senza parole.
    Peggio vanno le cose e più si ingrassano i responsabili: banche, assicurazioni, amministratori pubblici…..
    Sono d’accordo sulla malafede: ogni volta che le amministrazioni pubbliche (governo e parlamento compresi) studiano una porcheria lo fanno in periodi ad hoc.
    Intanto ci frantumano con le cavolate gossippare.
    Che altro dire, si vede che da agosto le persone valgono di meno!
    P.s.: se dovesse essere confermato il decreto la tabella verrà utilizzata automaticamente poiché parte di provvedimento legislativo.
    Speriamo che, in tal caso, la magistratura intervenga per evitare l’ennesima vergogna.

  4. vergognoso. non ci sono parole. Mi rimane comunque la fiducia nel Consiglio di Stato e nel Presidente della Repubblica.

  5. La bozza di decreto che abbatte in maniera ignobile i risarcimenti per le vittime di danni biologici è una vergogna, indegna di un parese civile. Un Governo che “ci prova” ad adottare simili provvedimenti alla “chetichella”, di “soppiatto”, durante il periodo delle vacanze, non può che essere in malafede ed al soldo delle Compagnie Assicurative.

    Questo provvedimento può e potrà riguardare ciascuno di noi, cittadini indifesi, e quindi spero che il Consiglio di Stato esprima parere negativo ed il Presidente della Repubblica si rifiuti di firmare il decreto, e mi auguro che, con l’aiuto dei media, monti la protesta popolare.

    Questo scandalo deve essere fermato.

  6. Salve, una cosa non mi è chiara. Potrebbe anche essere una domanda stupida, considerata la mia ignoranza in materia.
    Vista l’approvazione di queste nuove tabelle, è obbligatorio farvi riferimento all’atto del risarcimento del danno?

    O come ha stabilito la cassazione si deve far riferimento a quelle del tribunale di Milano?

    Perchè leggendo il testo del decreto, non mi sembra di aver letto da nessuna parte che è obbligatorio prendere in considerazione i valori in essa contenuti.

    Grazie in anticipo per la risposta.

  7. buongiorno,
    sono un analista finanziario, non esperto di questioni giuridiche. pertanto vorrei chiedere
    1) dove è possibile trovare la nuova tabella onde verificare dati con quella di milano (per ogni punto di invalidità)
    2) in che termini esattamente il Governo limiterebbe personalizzazione (in % sul risarciemnto standard ? fino a quanto ?)
    IL tutto per capire recente affermazione di managers assicurativi secondo cui con nuovi critetri risparmierebbero fino a 50 punti invalidità comunque anche considerando personalizzazione, ma sopra no

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