Una delle prime (e poche) misure di sostegno ai redditi previste dalla Manovra 2026, approvata con Legge 30 dicembre 2025 numero 199, modifica in maniera strutturale il calcolo dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), rimodulando di fatto il taglio al cuneo fiscale.
Con l’articolo 1 comma 3, la manovra (in vigore dal 1° gennaio 2026) riduce l’aliquota percentuale da applicare sulla porzione di reddito annuo da 28 mila a 50 mila euro.
Restano invece invariate le altre aliquote al 23 e 43 per cento.
Analizziamo la novità in dettaglio.
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Indice
Le precedenti aliquote Irpef 2025
Gli scaglioni IRPEF in vigore sino al 31 dicembre 2025 sono tre, con percentuali rispettivamente pari al 23, 35 e 43 per cento, come descritto in tabella:
| Reddito imponibile annuo ai fini fiscali | Aliquota da applicare allo scaglione di reddito annuo | Imposta lorda progressiva |
| Fino a 28 mila euro | 23% | 6.440,00 euro |
| Oltre 28 mila e fino a 50 mila euro | 35% | 6.440,00 + 7.700,00 = 14.140,00 euro |
| Oltre 50 mila euro | 43% | 14.140,00 euro + il 43% sulla porzione di reddito eccedente i 50 mila euro |
Cosa cambia con la Manovra 2026
La Legge numero 199/2025 modificando l’articolo 11 del TUIR, comma 1, lettera b) riduce l’aliquota percentuale da applicare sul secondo scaglione di reddito, quello che riguarda i redditi oltre 28 mila e fino a 50 mila euro annui.
Nello specifico, la percentuale passa dal 35 al 33 per cento.
Per i lavoratori dipendenti la novità si traduce in una minore trattenuta fiscale in busta paga, posto che l’IRPEF è applicata dal datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta all’atto dell’erogazione della retribuzione e successivamente versata dal medesimo all’Erario con modello F24.
Alla minore trattenuta fiscale si accompagna un aumento del netto liquidato al dipendente.
Da notare che l’articolo 1, comma 3 della legge di bilancio interviene esclusivamente sull’aliquota del secondo scaglione IRPEF, lasciando inalterate le percentuali al 23 e 43 per cento, come si può notare dalla tabella:
| Reddito imponibile annuo ai fini fiscali | Aliquota da applicare allo scaglione di reddito annuo | Imposta lorda progressiva | Riduzione dell’IRPEF lorda rispetto agli scaglioni in vigore fino al 31 dicembre 2025 |
| Fino a 28 mila euro | 23% | 6.440,00 euro | – |
| Oltre 28 mila e fino a 50 mila euro | 33% (ridotta rispetto al 35% in vigore fino al 31 dicembre 2025) | 6.440,00 + 7.260,00 = 13.700,00 euro | 440,00 euro |
| Oltre 50 mila euro | 43% | 13.700,00 euro + il 43% sulla porzione di reddito eccedente i 50 mila euro | – |
Un esempio di calcolo dell’IRPEF lorda
Considerando un contribuente con reddito annuo imponibile ai fini fiscali pari a 30 mila euro l’IRPEF lorda si ottiene:
- applicando il 23% al reddito fino a 28 mila euro, 28.000,00 * 23% = 6.440,00 euro;
- applicando il 35% al reddito eccedente la soglia di 28 mila euro e fino a 30 mila euro, 2.000,00 * 35% = 700,00 euro.
L’imposta lorda annua è pertanto pari a 6.440,00 + 700,00 = 7.140,00 euro.
Come cambiano gli scaglioni IRPEF mensili
Nel momento in cui corrisponde la retribuzione il datore di lavoro, come anticipato, calcola l’IRPEF a carico del contribuente, la trattiene in busta paga e versa le somme in parola all’Erario con modello F24.
Nel determinare la ritenuta fiscale il datore deve commisurare gli scaglioni di reddito in base al periodo di paga, di norma mensile.
Per determinare gli scaglioni mensili è sufficiente assumere le soglie di reddito annuo e dividerle per dodici.
Questo significa che i nuovi scaglioni IRPEF mensili in vigore dal 1° gennaio 2026 sono i seguenti:
- 23 per cento sui redditi mensili imponibili fino a 2.333,33 euro;
- 33 per cento (in luogo della precedente aliquota del 35 per cento) sui redditi da 2.333,34 a 4.166,66 euro;
- 43 per cento sui redditi da 4.166,67 euro.
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Come cambia l’IRPEF lorda? Tabella con simulazioni
La modifica del secondo scaglione IRPEF intervenendo direttamente sul disposto dell’articolo 11 del TUIR ha natura strutturale e non sperimentale.
Come anticipato, dal 1° gennaio 2026, per effetto di quanto disposto dalla legge di bilancio l’imposta lorda calcolata per i dipendenti con reddito annuo superiore a 28 mila euro risente del passaggio di aliquota dal 35 al 33.
Nessuna novità invece per quanti si collocano al di sotto della soglia di 28 mila euro, dal momento che resta invariata l’aliquota al 23 per cento.
Ecco di seguito una serie di simulazioni:
| Reddito annuo imponibile ai fini fiscali | Imposta lorda annua fino al 31 dicembre 2025 | Imposta lorda annua dal 1° gennaio 2026 | Riduzione dell’IRPEF lorda annua a decorrere dal 1° gennaio 2026 |
| Fino a 28.000,00 euro | 6.440,00 euro | 6.440,00 euro | 0 |
| 31.000,00 euro | 7.490,00 euro | 7.430,00 euro | 60,00 euro |
| 35.000,00 euro | 8.890,00 euro | 8.750,00 euro | 140,00 euro |
| 40.000,00 euro | 10.640,00 euro | 10.400,00 euro | 240,00 euro |
| 45.000,00 euro | 12.390,00 euro | 12.050,00 euro | 340,00 euro |
| 52.000,00 euro | 15.000,00 euro | 14.560,00 euro | 440,00 euro |
| 60.000,00 euro | 18.440,00 euro | 18.000,00 euro | 440,00 euro |
L’IRPEF ottenuta è quella definitiva?
La riduzione del secondo scaglione IRPEF ha effetti esclusivamente sul calcolo dell’imposta lorda.
Le ritenute fiscali a carico del contribuente (in cui rientrano anche quelle trattenute in busta paga) sono il risultato dell’operazione:
IRPEF lorda (calcolata secondo gli scaglioni di reddito al 23, 33 e 43 per cento) – detrazioni fiscali = IRPEF netta a carico del contribuente.
Si precisa tuttavia che per un dipendente senza detrazioni fiscali (a seguito di sua formale rinuncia e/ o perché non ne ha diritto) l’imposta lorda che risulta dagli scaglioni sopra descritti è identica a quella effettivamente a suo carico.
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