Sconto carburanti, dimezzato il taglio delle accise: le novità

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Il Decreto-legge 23 novembre 2022 numero 179 ha disposto, dal 1° dicembre 2022, una diminuzione dello sconto carburanti che dallo scorso marzo ha evitato l’aumento sproporzionato di benzina e diesel. In particolare, lo sconto viene ridotto di 10 centesimi al litro che, insieme all’Iva al 22% porta a un aumento di 12,2 centesimi.

Lo sconto era stato esteso, con il Decreto Aiuti quater, fino a fine anno. Con il Dl 179/2022 arriva tuttavia la riduzione del taglio delle accise per l’ultimo mese dell’anno, portando a un aumento del prezzo dei carburanti.
Sconto carburanti: taglio dimezzato con il nuovo Decreto Lo sconto carburanti in vigore fino al 30 novembre scorso prevedeva per le accise le seguenti aliquote:
  • benzina: 478,40 euro per mille litri;
  • oli da gas o gasolio usato come carburante: 367,40 euro per mille litri;
  • gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 182,61 euro per mille chilogrammi;
  • gas naturale usato per autotrazione: zero euro per metro cubo.
  • A queste si aggiunge il taglio dell’Iva sul gas naturale usato per autotrazione che è ridotta al 5%. Con il Decreto 179/2022 le aliquote sono state portate, dal 1° dicembre 2022, a:
  • benzina: 578,40 euro per mille litri;
  • oli da gas o gasolio usato come carburante: 467,40 euro per mille litri;
  • gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 216,67 euro per mille chilogrammi;
  • gas naturale usato per autotrazione: zero euro per metro cubo.
  • Resta invariata l’Iva sul gas naturale usato per autotrazione, in quanto il decreto interviene solamente su benzina, gasolio e gpl.
    Sconto carburanti: come cambia il prezzo dal 1° dicembre Con il precedente taglio si arrivava a uno sconto di 30,5 centesimi sui carburanti. Dal 1° dicembre lo sconto carburanti è ridotto a un totale di 18, 3 centesimi Iva inclusa. Questo non si traduce immediatamente in un aumento del prezzo, poiché questo dipende da diversi fattori.  Il prezzo che troviamo al distributore è formato da diverse parti:
  • prezzo del carburante;
  • guadagno del gestore del distributore;
  • accise e tasse.
  • Il prezzo del carburante all’ingrosso dipende ovviamente dal prezzo del petrolio, al quale si aggiungono i costi di raffinazione. Il prezzo è aumentato vertiginosamente dall’inizio della guerra, andando sopra i 100 dollari al barile. Nell’ultimo periodo è andato in diminuzione, toccando gli 80 dollari al barile. Questa riduzione è tra i fattori che hanno spinto il governo a modificare il taglio alle accise.

    Il guadagno del gestore del distributore è sicuramente una minima parte del prezzo totale, distributori e benzinai hanno uno strettissimo margine di manovra in questo senso e possono fare davvero poco contro il caro benzina, per questo motivo le differenze tra i diversi gestori sono spesso minime.
    Accise e Iva si aggiungono al costo complessivo del carburante per gli utenti finali. Fino a prima della guerra le tasse erano il componente principale del prezzo che vediamo al distributore. Col le riduzioni operate dallo scorso marzo queste sono state diminuite, contrastando così l’aumento del prezzo del petrolio.
    Alessandro Sodano