Entro il 16 marzo 2026 i soggetti esercenti attività d’impresa, arti o professioni e titolari di partita IVA, per i quali è dovuta, in base all’apposita dichiarazione annuale, un’Imposta sul Valore Aggiunto 2025 superiore a 10,33 euro, sono tenuti a saldare il proprio debito con l’Erario a mezzo presentazione del modello F24.
In alternativa al pagamento in un’unica soluzione è possibile dilazionare il debito in più rate mensili o far slittare la scadenza al prossimo 30 giugno.
Analizziamo la questione in dettaglio.
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Indice
La dichiarazione IVA annuale
La dichiarazione annuale permette al soggetto passivo IVA di autodeterminare in maniera definitiva l’imposta dovuta, sulla base di tutte le operazioni attive e passive effettuate nell’anno precedente.
Dalla dichiarazione scaturisce un debito o un credito a titolo di Imposta sul valore aggiunto.
Chi deve trasmettere la dichiarazione annuale?
Obbligati all’invio della dichiarazione annuale sono tutti i soggetti titolari di partita IVA anche se nell’anno di riferimento non hanno effettuato operazioni imponibili (eccezion fatta per taluni casi di esonero, come coloro che, nell’annualità interessata, hanno effettuato solo operazioni esenti).
Sono altresì tenuti all’invio i soggetti non residenti che hanno effettuato sul territorio nazionale delle operazioni rilevanti ai fini IVA.
Modalità di presentazione
La dichiarazione è trasmessa all’Agenzia Entrate esclusivamente in via telematica da parte del contribuente o per il tramite di intermediari abilitati, utilizzando il modello approvato annualmente dall’AE.
Il modello IVA 2026 relativo all’anno d’imposta 2025 è disponibile collegandosi a “agenziaentrate.gov.it – Schede informative e servizi – Dichiarazioni – Iva 2026 – Modello e istruzioni”.
Coloro i quali scelgono di trasmettere direttamente la propria dichiarazione devono utilizzare i servizi telematici Entratel o Fisconline, in base ai requisiti posseduti per il conseguimento dell’abilitazione.
Il servizio telematico restituisce immediatamente dopo l’invio un messaggio che conferma solo l’avvenuta ricezione del file.
A seguire la piattaforma dell’AE fornisce all’utente una seconda comunicazione attestante invece l’esito dell’elaborazione effettuata sui dati pervenuti. Solo quest’ultima comunicazione, in assenza di errori, conferma l’avvenuta presentazione della dichiarazione annuale.
Scadenze
La dichiarazione IVA relativa all’anno 2025 dev’essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026.
La normativa (D.P.R. numero 322/1998) non prevede alcun termine di consegna della dichiarazione ai soggetti (intermediari) incaricati della trasmissione telematica ma esclusivamente la scadenza entro cui le dichiarazioni stesse devono essere presentate all’AE.
Il versamento dell’IVA entro il 16 marzo 2026
L’IVA risultante dalla dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2025 dev’essere versata all’Erario entro il prossimo 16 marzo, nel caso in cui l’importo dovuto dal contribuente superi la soglia di 10,33 euro (10,00 euro per effetto degli arrotondamenti effettuati in dichiarazione).
I versamenti possono essere effettuati in un’unica soluzione o in forma dilazionata, con rate di pari importo, la prima delle quali entro il termine previsto per il pagamento in un’unica soluzione.
Pagamento dilazionato
I contribuenti che optano per il pagamento dilazionato devono rispettare, per le rate successive alla prima, la scadenza del giorno 16 di ciascun mese.
In ogni caso, l’ultima rata della dilazione non può essere versata oltre il 16 dicembre.
Sull’importo delle rate successive alla prima è dovuto l’interesse fisso di rateizzazione dello 0,33% mensile.
Pertanto, la seconda rata dev’essere aumentata dello 0,33%, la terza dello 0,66% e così via.
Si precisa che in tutti i casi in cui il termine di pagamento cade di sabato o in un giorno festivo, detto termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.
Possibile lo slittamento al 30 giugno
Il versamento del saldo IVA 2025 può essere differito alla scadenza prevista per il pagamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi, fissato al 30 giugno 2026.
In queste situazioni si applica tuttavia una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo.
Anche i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare possono avvalersi del differimento, versando l’imposta entro il 30 giugno a prescindere dai diversi termini di liquidazione delle imposte sui redditi.
Riepilogo delle scadenze
Ecco di seguito una tabella riepilogativa delle scadenze di versamento del saldo IVA dell’anno precedente:
| Opzione di versamento del saldo IVA 2025 | Termine |
| Versamento in un’unica soluzione | 16 marzo 2026 |
| Versamento dilazionato | Prima rata 16 marzo 2026 e maggiorazione dello 0,33% mensile per ogni rata successiva alla prima (ultima rata entro il 16 dicembre) |
| Versamento differito | 30 giugno 2026 con maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivi al 16 marzo |
Si precisa che in caso di versamento differito è possibile rateizzare le somme dalla data di pagamento, maggiorando dapprima l’importo da versare con lo 0,40% (per ogni mese o frazione di mese successivi al 16 marzo) e, successivamente, aumentando la somma dello 0,33% mensile per ogni rata successiva alla prima.
È in ogni caso possibile avvalersi dell’ulteriore differimento del versamento del saldo IVA al 30 luglio, applicando sulla somma dovuta al 30 giugno (al netto delle compensazioni) gli ulteriori interessi dello 0,40%.
Come si effettua il versamento?
Il pagamento del saldo IVA avviene a mezzo presentazione (diretta o avvalendosi dell’intermediario) del modello F24 telematico.
L’importo da versare dev’essere indicato nella sezione “ERARIO” del modello, utilizzando il codice tributo “6099 – Versamento IVA sulla base della dichiarazione annuale”.
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