Russia-Ucraina: i modi per accogliere e offrire alloggio ai profughi ucraini

Chiara Arroi 08/03/22
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A pochi giorni di distanza dallo scoppio della crisi Russia-Ucraina si moltiplicano gli appelli, ma anche le offerte di aiuto da parte dei cittadini italiani, chi si rivolgono a parrocchie, associazioni ed effettuano ricerche in internet per capire come aiutare in prima persona la popolazione ucraina, colpita dagli attacchi della Russia di Putin.

Chi vorrebbe offrire un alloggio alle madri e figli in fuga, chi vorrebbe donare generi di prima necessità (abiti, cibo, medicine), chi sta pensando di attivarsi logisticamente e con donazioni in denaro: la situazione è molto confusa, e non c’è ad oggi un vero e proprio coordinamento unitario, perché è scoppiato tutto nel giro di poche ore e a volte la difficoltà dei contatti rende tutto più difficile.

Certo è che la macchina degli aiuti si sta mettendo in moto a livello internazionale, nazionale e in tutte le regioni, e in questo articolo cerchiamo di fornire qualche dettaglio su tutti i modi per aiutare in prima persona con donazioni, aiuti e accoglienza, la popolazione ucraina in difficoltà: donne, bambini, anziani, soldati, stremati dagli attacchi sferrati, dalla distruzione delle case e dal gelo di questo periodo.

Alloggio a famiglie e profughi ucraini

In queste migliaia di civili stanno abbandonando la propria terra e si sono messi in cammino per fuggire dalle proprie città e paesi in Ucraina, dove Putin intensifica di ora in ora gli attacchi. Decine di pullman e non solo stanno arrivando in queste ore in Italia, carichi di persone in fuga dalla propria terra, che cerca ora accoglienza.

Circa 30 mila arrivi al giorno solo in Italia. “Numeri al momento gestibili, ma ci stiamo attrezzando se dovessero aumentare”, ha affermato il della Protezione civile Fabrizio Curcio, che ha siglato la prima ordinanza di governance dell’accoglienza, e ha nominato commissari i presidenti di Regione. L’esercito verrà impiegato alle frontiere per coadiuvare i controlli sanitari per chi arriva.

Tra l’8 e il 9 marzo “il numero di rifugiati dall’Ucraina raggiungerà la soglia “spaventosa” di due milioni di persone, avverte l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati (Unhcr) Filippo Grandi.

Mentre il governo ha già incrementato i posti nei centri di accoglienza grazie alle misure prese con l’attivazione dello stato di emergenza umanitaria, anche la macchina della solidarietà si sta attrezzando. Al momento, la maggior parte dei profughi già arrivati è stato accolto dalla rete familiare della comunità ucraina, ma chi volesse attivarsi accogliendo in prima persona madri e bambini nelle proprie case, chi avesse a disposizione alloggi o anche solo camere da offrire può fare riferimento a questi coordinamenti e modalità, anche a seconda della Regione di residenza.

Come lo è per i servizi di accoglienza gestiti a livello ufficiale, anche per i profughi che trovano alloggio dai familiari, lo Stato si farà carico delle spese e dei servizi previsti dallo status di rifugiato.

Come fare quindi per accogliere a casa propria profughi ucraini? Come aiutare offrendo alloggio a mamme e bambini in fuga dal conflitto ucraino? Ecco le indicazioni.

I Comuni molte città hanno già attivato varie modalità, anche collaborando con associazioni del volontariato: associazioni e organizzazioni come Caritas o Croce Rossa. In generale, i cittadini italiani che intendono accogliere ucraini in fuga, devono rivolgersi alla prefettura del proprio Comune, o comunque monitorare i siti della propria città, della propria Regione e delle principali organizzazioni che vi operano per vedere se sono state attivate iniziative specifiche.

> Russia-Ucraina: come donare in modo sicuro. Iniziative e raccolte fondi ufficiali <

ALLOGGIO PROFUGHI UCRAINA IN VENETO

Il Presidente della Regione Veneto e Commissario all’emergenza Ucraina Luca Zaia ha annunciato l’attivazione di un modulo compilabile on line “EMERGENZA UCRAINA raccolta disponibilità” da chiunque volesse mettere a disposizione la propria abitazione o stanze all’interno di casa propria per la popolazione in fuga dall’Ucraina: il modulo è scaricabile a questo link 

Compilandolo è possibile specificare tipologia, durata, numero e oggetto delle modalità di ospitalità e accoglienza. Chiunque può specificare il tipo di vitto e alloggio (albergo, stanza ammobiliata, singolo alloggio indipendente, b&b), e altre disponibilità.

ALLOGGIO PROFUGHI UCRAINA IN LOMBARDIA 

I cittadini di Milano e Lomabrdia che hanno alloggi da mettere a disposizione possono attivarsi in diversi modi:

  • contattando direttamente il Consolato ucraino, che di concerto con il Comune ha attivato un ufficio per raccogliere segnalazioni di cittadini ucraino in arrivo e un form da compilare per segnalare la propria disponibilità ad accogliere profughi ucraini: il modulo online è scaricabile qui 
  • contattando la Caritas Ambrosiana, che ha messo a disposizione un numero a un indirizzo email attraverso cui segnalare la propria disponibilità ad accogliere la popolazione ucraina: numero 02.40703424 e indirizzo mail stranieri@caritasambrosiana.it. Vanno indicati nome e cognome, contatto telefonico, dove si trova l’abitazione, quante persone possono essere ospitate, per quanto tempo.

ALLOGGIO A PROFUGHI UCRAINI IN EMILIA-ROMAGNA

In Emilia-Romagna:

  • a partire da Bologna è attiva la “Task force emergenza Ucraina” istituita dal Comune di Bologna con l’email dedicata BolognaperUcraina@comune.bologna.it per chiedere informazioni, offrire aiuto, mettere a disposizione dei profughi una casa vuota o sfitta, dare disponibilità ad accogliere i profughi nella propria casa. Per dare disponibilità all’accoglienza in famiglia è operativa anche la piattaforma del Progetto Vesta. Sono previsti rimborsi per chi mette a disposizione una casa per accogliere chi scappa dalla guerra, e da quando è stata creata la mail sono già arrivate una decina di disponibilità di alloggi.
  • È stato anche attivato il coordinamento con Caritas Diocesana per lavorare in modo integrato e mettere a frutto tutte le connessioni utili riguardo all’accoglienza, al sostegno alle famiglie, la ricerca di alloggi e strutture,
  • anche la Caritas diocesana a Modena è in prima linea, accompagnando le comunità e le famiglie che ospitano la popolazione in fuga. Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo email immigrazione@caritas.mo.it

Così anche quello di Bologna, dove è stata istituita la task force “emergenza Ucraina”, che ha attivato la mail bolognaperucraina@comune.bologna.it. A questo indirizzo si può scrivere per “offrire al Comune la disponibilità ad accogliere nella propria abitazione i profughi ucraini” e per “mettere a disposizione dei profughi una casa vuota o sfitta”

ALLOGGIO A PROFUGHI UCRAINI A ROMA 

Indirizzo mail utile nella zona di Roma è emergenza.ucraina@comune.roma.it, a cui contattare la task force della Capitale per l’emergenza

ALLOGGIO A PROFUGHI UCRAINI IN TOSCANA

Anche a Lucca, chi desidera aprire il proprio appartamento o offrire una casa ai profughi può contattare Caritas diocesana all’indirizzo mail caritas@diocesilucca.it o telefonando al numero 0583 430939 (attivo dalle 9 alle 17 dal lunedì al venerdì)

ALLOGGIO A PROFUGHI UCRAINI IN SARDEGNA

Associazione Cittadini del Mondo, nella zona di Cagliari, e Federazione AVIB stanno stilando una lista di famiglie disponibili all’accoglienza della popolazione ucraina. Per segnalare la propria disponibilità, si può mandare una mail agli indirizzi cittadinidelmondo.ca@gmail.com e federazione.avib@gmail.com

ALLOGGIO A PROFUGHI UCRAINI IN CAMPANIA

Anche il Comune di Napoli ha aperto un canale sul proprio sito dove chi intende accogliere profughi ucraini può darne avviso.

In generale comunque, è possibile sempre:

  • contattare il consolato ucraino,
  • le prefetture dei Comuni di Residenza,
  • le parrocchie e le associazioni di volontariato presenti sul territorio di residenza .

Aiuto ai profughi ucraini: iniziative da segnalare

Tante realtà associative, private e imprenditoriali si stanno attivando in queste ore per fornire il proprio contributo e aiuto ai cittadini ucraini in fuga. Eccone alcune:

  • Donazioni su AirBnb: migliaia di prenotazioni stanno arrivando sulla piattaforma di alloggi turistici in questi giorni. Il motivo è l’iniziativa di raccolta fondi creatasi all’interno del portale dove le persone stanno prenotando “finti soggiorni” in città ucraine, in appartamenti di host le cui case sono state colpite dal conflitto, allo scopo di raccogliere denaro per aiutare la popolazione ucraina. Il sostegno sulla piattaforma online ha preso i primi giorni di marzi. Il ceo di Airbnb, Brian Chesky, ha parlato di questa iniziativa su Twitter: “In 48 ore sono state prenotate 61.402 notti in Ucraina. Sono 1,9 milioni di dollari destinati agli host bisognosi”, ha scritto. Fare donazioni in questo modo è semplice: bisogna iscriversi alla piattaforma, cercare l’Ucraina come Paese di destinazione deli soggiorno, selezionare una delle città disponibili e poi un Host a cui prenotare alcune notti simboliche. In questo modo i proprietari di casa riceveranno i soldi (la ricezione dei soldi arriva infatti solo a prenotazione completata e nel periodo indicato di soggiorni). L’azienda ha tolto tutte le commissioni sugli affitti per lasciare la cifra totale agli host.
  • Oltre a questo, sempre su Airbnb ci sono migliaia di persone che invece stanno offrendo casa gratuitamente ai cittadini ucraini,
  • l’Associazione Italiana Pressure Equipment (AIPE), dà lavoro alle famiglie ucraine. L’organizzazione imprenditoriale che rappresenta le aziende del settore meccanico della caldareria ha deciso di agire su due fronti: offrire il proprio sostegno economico alla Fondazione Soleterre e garantire ai profughi una felice riunificazione fornendo al capo famiglia un lavoro utile ad assicurare ai suoi cari una dignitosa sopravvivenza.

LeggiOggi dà il suo contributo chiedendo a lettori, associazioni e cittadini di segnalare all’indirizzo leggioggi@maggioli.it ulteriori associazioni e iniziative di volontariato diffuse per l’accoglienza di persone in fuga dal conflitto ucraino, allo scopo di informare chiunque volesse fornire alloggio in tutta Italia. 

Chiara Arroi
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