Riforma Pensioni, ultime news: sì al part-time in uscita. Chi può chiederlo, come ottenerlo

Redazione 13/04/16
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Buone notizie per i lavoratori che sono prossimi alla pensione: per loro, infatti, parte la possibilità di optare per il part-time agevolato in uscita.

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“RIFORMA PENSIONI 2016: COSA SAPERE

RIFORMA PENSIONI 2016, FLESSIBILITA’ IN USCITA: CHI PUO’ CHIEDERE E OTTENERE IL PART-TIME

E’ stato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a firmare il decreto che regolamenta le modalità della norma introdotta dalla legge di Stabilità 2016.

PER SAPERNE DI PIU’ SI CONSIGLIA LO SPECIALE:

“TUTTO SU PENSIONE ANTICIPATA 2016: CHI PUO’ ANDARCI?”

Chi può ottenere il part-time agevolato in uscita?

Il nuovo meccanismo è rivolto ai lavoratori del settore privato che hanno un contratto a tempo indeterminato ad orario pieno, che possiedono il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia (vale a dire 20 anni di contributi) e che matureranno il requisito anagrafico entro la data del 31 dicembre 2018.

Come funziona il nuovo meccanismo del part-time agevolato in uscita?

In base alla norma il nuovo meccanismo dà la possibilità ai dipendenti del settore privato con contratto standard e maturazione del requisito di vecchiaia entro il 2018 di optare per un part-time pattuendo, d’’intesa con l’azienda, che quest’ultima versi al lavoratore i contributi che sarebbero stati a suo carico qualora avesse fatto l’orario pieno, negli ultimi 3 anni di contratto, e dietro un’aggiuntiva contribuzione figurativa calcolata sulla prestazione non effettuata a carico della finanza pubblica.

Il meccanismo, finanziato con 60 milioni nel 2016, 120 nel 2017 e 60 milioni nel 2018, è stato previsto per permettere una contrazione degli orari di lavoro, per chi è prossimo alla pensione,  che dovrebbero andare dal 40 al 60% per quei soggetti che, come detto, maturano il requisito anagrafico per la vecchiaia a fine 2018. Tale requisito, lo ricordiamo è di 66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti maschi mentre di 65 anni e 7 mesi per il biennio 2016-2017 e 66 anni e 7 mesi per il 2018 per le lavoratrici del settore privato.

RIFORMA PENSIONI 2016: NUOVA ESTENSIONE DELL’OPZIONE DONNA IN ARRIVO?

Si tratta di un’ulteriore ipotesi attualmente al vaglio del Governo. Un’ulteriore estensione della cosiddetta Opzione donna, il regime sperimentale partito nel 2004 e da poco rilanciato che fa sì che le lavoratrici dipendenti possano beneficiare dell’uscita anticipata dal lavoro con 57 anni e 35 di contributi dietro, però, il ricalcolo contributivo della pensione.

Anche le soluzioni attinenti i requisiti anagrafici o contributivi sono al momento oggetto di studio, a partire dai disegni di legge presentati in Parlamento o dalla proposta avanzata da Tito Boeri, presidente dell’INPS, tutto aventi un minimo comune denominatore e cioè: la concessione dell’anticipo con penalizzazione (2-3% l’anno rispetto alla vecchiaia).

 

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