Riforma pensioni 2015: anticipo e opzione donna, cantiere aperto

Redazione 19/03/15
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Com’è andato il passaggio della nuova proposta di revisione dei requisiti per la pensione, arrivata in commissione Lavoro alla Camera martedì 17 dopo un lungo silenzio?

Sono tantissimi i lavoratori in attesa di novità significative dalla Camera dei deputati, dove la commissione guidata da Cesare Damiano ha esaminato nei giorni scorsi la proposta di revisione dei minimi per la pensione rispetto a quanto indicato dalla legge Fornero.

Come emerso dalle varie proposte pervenute all’organo – convocato in sede referente – la linea principale era quella contenuta nella proposta che reca la firma dello stesso presidente della Commissione ed ex ministro del Lavoro, al fine di abbassare l’asticella per ottenere la pensione a 62 anni.

Una scelta che, comunque, avrebbe ripercussioni sull’assegno poi effettivamente percepito dai lavoratori desiderosi di andare in pensione in anticipo. In proposito, dal momento che l’eventuale ritocco alla normativa coinvolgerebbe i lavoratori dai 62 ai 70 anni, il punto “zero” del nuovo, ipotetico passaggio alla pensione sarebbe costituito dai 66 anni di età. Prima di questa soglia, infatti, l’assegno subirebbe delle riduzioni sensibili, mentre, dai 66 ai 70 ci sarebbe un incremento.

Tutto ciò, si badi bene, purché i diretti interessati abbiano maturato almeno 35 anni di contributi nel corso della propria carriera lavorativa.

Dunque, martedì la proposta – che reca la firma di deputati di entrambi gli schieramenti – è approdata in Commissione, dove è avvenuto un confronto pacato, che però, al momento, ha congelato nuovamente l’iter di approvazione. 

Tra le decisioni assunte, infatti, c’è stata quella di rinviare la discussione sul testo da presentare in aula, poiché, ai vari ddl in materia pensionistica già incastonati negli organi del Parlamento, verrebbe abbinata un’ulteriore proposta di legge, non ancora pervenuta alla Commissione competente.

Nel frattempo, è stata avviata una ricerca ad hoc per valutare l’impatto della normativa previdenziale sui generi e le varie disparità che possono scaturire dalle regole attualmente in vigore. In particolare, si è messo in evidenza come, dalla riforma Fornero, l’età di uscita dal lavoro si sta progressivamente uniformando tra uomini e donne.

Tra le varie materia trattate, dunque, viene anche presa in considerazione l’estensione dell’opzione donna, quel regime che consente a lavoratrici di ritirarsi dal lavoro con requisiti più morbidi. L’obiettivo sarebbe quello di mantenerla in vigore fino al 2018: possibile che, se davvero si arriverà a un testo unificato, all’intero possa trovare spazio anche questo capitolo molto sentito. Il cantiere è aperto, ma procede lentamente.

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