Pensioni, ecco il decreto. Così cambieranno gli assegni Inps

Redazione 21/05/15
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Pensioni, tutto appeso al decreto del governo. Ancora, il testo promesso da Renzi e Padoan non è arrivato in Gazzetta ufficiale, ma già emergono i primi dettagli sul provvedimento che promette di segnare un nuovo inizio nel sistema di welfare martoriato dalle leggi degli ultimi anni.

La sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco delle indicizzazioni si è confermata un vero e proprio tsunami sul sistema previdenziale, al punto da obbligare il governo a una rapida retromarcia con la garanzia di un mini rimborso a tutti i contribuenti ingiustamente privati della rivalutazione del proprio assegno Inps.

Non è un segreto, e anche lo stesso Renzi lo ha ammesso senza tergiversare, che quello varato dal governo sarà un rimborso molto parziale, di appena due miliardi di euro rispetto ai 18 effettivamente necessari per restituire l’interezza delle risorse congelate dal blocco definito nella legge Fornero.

In ogni caso, ora molti pensionati si interrogano su chi potrà effettivamente ricevere il bonus e di quale entità questo finirà per essere. Ci sono, poi, altre questioni che andranno a completare il puzzle: la rivalutazione a regime e la tassazione sui rimborsi, aspetto da non sottovalutare.

A chi spetta il bonus. Dal momento che il blocco delle indicizzazioni riguardava le pensioni a partire da tre volte il minimo, a essere interessate dalla “paghetta” del governo saranno le prestazioni Inps a partire da quella quota fino a 3200 euro, così come annunciato dal governo. Soglia che, però, pare abbassata dalle ultime anticipazioni del decreto in arrivo: il testo starebbe infatti per inaugurare rimborsi da 1443 euro lordi a 2890.

Le fasce del rimborso. A scalare, i rimborsi annunciati dal presidente del Consiglio saranno di 750 fino a 1700 euro lordi di pensione, di 450 per chi prende fino a 2000 euro, di 278 euro per chi riceve fino a 2700 euro al mese e via via a scalare fino a spegnersi del tutto. Ora, si apprende invece che il decreto prevede fino a 1924 euro un ricalcolo del 40%, entro i 2405 il 20% e tra le 5 e le 6 volte il minimo il 10% (soglia a 2886 euro).

Come avverrà il rimborso. La restituzione in assegno Inps non avverrà in un’unica tranche, ma partirà dapprima con la quota una tantum il primo agosto, con il recupero del 20% di rivalutazione per poi salire al 50%, che aprirà le porte al ritorno dell’indicizzazione dal prossimo anno.  Il primo agosto il versamento

Rivalutazione a regime. Il decreto introduce per le tre fasce individuate un riconoscimento del 20%, con partenza del rimborsi da settembre che verrà accompagnata alla rivalutazione più corposa del 50%. Dal 2016, ha assicurato il governo, il meccanismo dell’indicizzazione sarà ripristinato, ha confermato Renzi, per 180 euro l’anno fino a 1700 euro di pensione, di 99 euro entro i 2200 euro e 60 euro annuali per chi prende fino a 2700 euro. Il 2017, infine, vedrà il ripristino del regime vigente nella normativa pre Fornero, con indicizzazioni fino a 100% per chi prende entro tre volte il minimo pensionistico, al 90% entro le 5 volte, al 75% per chi incassa un assegno ancora più corposo.

Tassazione. I rimborsi saranno soggetti a tassazione separata con riferimento alle annualità pregresse,c he favorisce l’evitare di cumuli progressivi con i redditi prodotti in periodi di imposta diversificati.

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