Pensioni: come andare in pensione prima con 20 anni di contributi

Redazione 24/03/16
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Aggiornamento al 18 luglio 2017 – Gli ex ministri del Lavoro Cesare Damiano e Maurizio Sacconi hanno avanzato un testo per rinviare il prossimo adeguamentodal 2019 l’età pensionabile verrebbe portata indistintamente a 67 anni per uomini e donne.

Ai fini pensionistici i requisiti previsti dalla legge Fornero rimangono vincoli piuttosto severi, per di più soggetti a costanti aumenti sulla base degli incrementi periodici correlati alla speranza di vita.

Tuttavia, i lavoratori che possiedono 20 anni di contributi, pur non raggiungendo l’età richiesta per fruire della pensione di vecchiaia, sono molto numerosi. Esistono, quindi, per questa categoria di lavoratori delle deroghe ai requisiti anagrafici per poter accedere al pensionamento con 20 anni di contributi?

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Di seguito si riporta la guida completa ai requisiti richiesti per poter accedere alla pensione.

1) PENSIONE ANTICIPATA CONTRIBUTIVA

Per poter raggiungere la pensione anticipata contributiva bastano 20 anni di contributi, il requisito anagrafico richiesto è pari a 63 anni e 7 mesi.

Al fine di poter fruire del trattamento, tuttavia, bisogna rispettare precise condizioni e rispettivamente:

1.1. non possedere contributi versati anteriormente al 1996;

1.2. alternativamente, essere iscritti alla Gestione Separata e scegliere per il computo dei contributi.

2) COMPUTO DEI CONTRIBUTI

Come anticipato, il Computo dei contributi nella Gestione Separata permette il pensionamento a 63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di contributi. Tuttavia, per potersi avvalere di questa opzione bisogna essere iscritti alla Gestione Separata, e trasferirvi i contributi posseduti nelle altre casse.

In aggiunta a ciò, è poi necessario:

2.1. possedere meno di 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995;

2.2. possedere almeno 5 anni di versamenti effettuati dopo il 31 dicembre 1995.

3) SETTIMA SALVAGUARDIA

Anche la Settima Salvaguardia dà la possibilità di pensionarsi con 20 anni di contributi a specifiche categorie di lavoratori e nello specifico a:

a) lavoratrici che hanno compiuto 60 anni e 6 mesi entro il 31 dicembre 2015;

b) lavoratori che hanno compiuto 65 anni e 3 mesi entro il 31 dicembre 2015.

Il soggetto interessato, però, per beneficiarne, deve rientrare in una delle seguenti categorie:

3.1. collocati in mobilità;

3.2. cessati a seguito di accordi individuali o collettivi di esodo;

3.3. lavoratori con contratto a termine cessato dopo il 2007;

3.4. lavoratori in congedo, nel 2011, per assistere figli disabili;

3.5. autorizzati ai contributi volontari prima del 4 dicembre 2011.

4) SALVACONDOTTO

Si tratta di una deroga, peraltro introdotta dalla stessa legge Fornero, che consente di pensionarsi a 64 anni e 7 mesi, per i soggetti che possiedono i seguenti requisiti:

4.1. compimento di 60 anni di età entro il 31 dicembre 2012;

4.2. possesso di 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012, per gli uomini;

4.3. possesso di 20 anni di contributi entro il 31 dicembre 2012, per le donne.

Per poter fruire del Salvacondotto, i lavoratori, inoltre, devono risultare occupati come dipendenti alla data del 28 dicembre 2011 e non essere dipendenti pubblici, come peraltro specificato dall’INPS nel messaggio n. 219/2013.

5) TOTALIZZAZIONE

Altra deroga ai requisiti anagrafici che consente di pensionarsi con 20 anni di contributi, anticipando tuttavia la pensione di vecchiaia, è appunto la totalizzazione. Mediante questa, infatti, è possibile sommare in maniera gratuita la contribuzione posseduta in tutte le casse, e in tal modo pensionarsi a 65 anni e 7 mesi di età.

6) PROPOSTA TITO BOERI

L’ultima possibilità è, infine, data dalla cosiddetta opzione Boeri, la proposta che stabilisce di accedere al pensionamento a 63 anni e 7 mesi di età, con almeno 20 anni di contributi, senza ricalcolare l’assegno con il sistema contributivo, ma dietro una penalizzazione percentuale.

La proposta del presidente dell’INPS, inizialmente rifiutata dal Governo, recentemente pare che sia stata ripresentata dallo stesso Istituto di previdenza dal momento che sono numerosi i lavoratori che beneficerebbero del rispettivo accoglimento.

Redazione

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