Pensione di cittadinanza: come funziona quest’anno e che fine farà nel 2024?

Paolo Ballanti 19/01/23
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La Legge 29 dicembre 2022 numero 197, nelle more di un’organica riforma delle misure di sostegno alla povertà e di inclusione attiva, ha riscritto la normativa in materia di Reddito e Pensione di cittadinanza, decretandone dal 2024 l’abrogazione definitiva.

In aggiunta, la Manovra 2023, intervenendo sulla normativa che disciplina la prestazione (Decreto – legge 28 gennaio 2019 numero 4) ne ha ridotto la durata, per l’anno corrente, a sette mesi oltre a disporne la decadenza in caso di mancata accettazione della prima offerta di lavoro.
A questo punto non resta che chiedersi quante delle modifiche interessano la Pensione di cittadinanza e come funziona la prestazione nel corso del 2023.

Analizziamo la questione in dettaglio.
Indice
Pensione di Cittadinanza: a chi spetta Nei confronti dei nuclei familiari formati esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni il RdC assume la denominazione di Pensione di cittadinanza.

Quest’ultima spetta altresì nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare (di età pari o superiore a 67 anni) convivono esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, pur se con un’età inferiore ai citati 67 anni.

Peraltro, in caso di “nuclei già beneficiari del Rdc, la Pensione di cittadinanza decorre dal mese successivo a quello del compimento del sessantasettesimo anno di età del componente del nucleo più giovane” (articolo 1, comma 2, Decreto – legge numero 4/2019).
Pensione di Cittadinanza: requisiti La Pensione di cittadinanza spetta in presenza degli stessi requisiti richiesti per il Reddito. Pertanto, possono accedervi i nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, rispettano le seguenti condizioni:
  • Con riferimento ai requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno, il richiedente la PdC dev’essere cumulativamente:
    1. In possesso della cittadinanza italiana o comunitaria, ovvero suo familiare, che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;
    2. Residente in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo;
  • Con riguardo invece ai requisiti reddituali e patrimoniali, il nucleo familiare nel suo complesso deve possedere:
    1. Un valore Isee inferiore a 9.360,00 euro;
    2. Un valore del patrimonio immobiliare, in Italia e all’estero, come definito ai fini Isee, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30 mila euro;
    3. Un valore del patrimonio mobiliare (ai fini Isee) non superiore ad una soglia di 6 mila euro, aumentata in ragione del numero e delle caratteristiche dei componenti il nucleo familiare;
    4. Un valore del reddito familiare inferiore a 7.500 euro annui, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui all’articolo 4, comma 4, D.L. numero 4/2019 (in ogni caso la soglia è incrementata ad euro 9.360 nei casi in cui il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione).
  • Con riferimento al terzo macro-requisito, quello relativo ai beni durevoli:
  • Nessun componente il nucleo dev’essere intestatario, a qualunque titolo (o avere la piena disponibilità) di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi precedenti la richiesta ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni precedenti, eccezion fatta per gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista un’agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della normativa vigente;
  • Nessun componente dev’essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto.
  • Da ultimo, il richiedente il beneficio non dev’essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida di arresto o del fermo, nonché la mancanza di condanne definitive, intervenute nei dieci anni precedenti la richiesta, per uno dei delitti indicati all’articolo 7, comma 3, sempre del D.L. numero 4/2019.
    Pensione di cittadinanza: importo Il beneficio economico è dato dalla somma di:
  • Una componente ad integrazione del reddito familiare, calcolata moltiplicando il valore della scala di equivalenza per 7.560 euro;
  • Una componente ad integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazione in locazione, pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto di locazione, come dichiarato ai fini Isee, sino ad un massimo di 1.800 euro annui.
  • Quest’ultima integrazione spetta inoltre ai nuclei residenti in abitazione di proprietà, per il cui acquisto o costruzione sia stato contratto un mutuo da parte dei componenti il medesimo nucleo familiare.

    Il sussidio, peraltro esente da Irpef, non può essere complessivamente superiore a 9.360 euro annui, valore moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, ridotta per il valore del reddito familiare.

    Il beneficio economico, in ogni caso, non può essere inferiore ad euro 480 annui.
    Come richiedere la Pensione di Cittadinanza Per ottenere la Pensione di cittadinanza è necessario inoltrare la richiesta, in alternativa:
  • Presso Poste Italiane;
  • In modalità telematica, collegandosi al portale “redditodicittadinanza.gov.it”;
  • Presso patronati e CAF;
  • In modalità telematica collegandosi al portale “inps.it”.
  • Per quanti mesi spetta la Pensione di cittadinanza La Manovra 2023 ha disposto, dallo scorso 1° gennaio al prossimo 31 dicembre, il riconoscimento del Reddito di cittadinanza per un massimo di sette mesi, rispetto alla precedente soglia di diciotto mesi. Quest’ultima modifica non interessa però i beneficiari PdC dal momento che non si applica ai nuclei familiari al cui interno vi siano persone con disabilità, minorenni o con almeno sessant’anni di età.

    Di conseguenza, anche nell’anno corrente, la Pensione di cittadinanza spetta per un massimo di diciotto mesi, rinnovabili in automatico senza necessità di presentare una nuova domanda. La durata deve in ogni caso essere considerata alla luce dell’abrogazione della PdC a decorrere dal 2024.
    Pensione di cittadinanza: come viene erogata La Pensione di cittadinanza viene accreditata mensilmente a mezzo ricarica della Carta RdC, strumento di pagamento elettronico prepagato rilasciato da Poste Italiane.

    La Carta RdC consente, oltre all’acquisto di beni e servizi presso gli esercizi commerciali in Italia convenzionati con il circuito Mastercard, che rientrano nelle categorie di spesa consentite dalla normativa, permette di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile di 100 euro, quota incrementata in base all’apposita scala di equivalenza.
    A seguito delle modifiche della Legge di bilancio 2023 la componente ad integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazione in locazione è erogata direttamente al locatore. A tal fine il beneficiario comunica all’ente erogatore i dati del locatore.

    Il pagamento della componente in parola è imputato dal locatore al pagamento parziale o totale del canone.
    Le modalità di attuazione dell’erogazione diretta sono demandate ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, da emanare entro sessanta giorni decorrenti dal 1° gennaio 2023.
    Pensione di cittadinanza: stop dal 2024 L’ultima Legge di bilancio dispone, a decorrere dal 1° gennaio 2024, l’abrogazione degli articoli da 1 a 13 del Decreto – legge 28 gennaio 2019 numero 4.

    In sostanza viene abrogata l’intera disciplina del Reddito di cittadinanza, compresa, di conseguenza, anche la Pensione di cittadinanza che pertanto non spetterà più dal 1° gennaio 2024