Pensione di cittadinanza 2019 a chi spetta: invalidi civili, assegni sociali

Chiara Arroi 05/03/19
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Oltre al reddito, misura bandiera del Movimento 5 stelle inserita nella Legge di bilancio 2019 è la Pensione di cittadinanza. È in fase di approvazione e conversione il Decretone Pensioni e Reddito, che presto ci svelerà i dettagli delle misure per come saranno effettivamente in vigore. Ci sarà poi la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e il via definitivo all’anno del cambiamento. Con il reddito di cittadinanza i disoccupati e chi vive sotto la soglia di povertà avrà un contributo economico fino a 780 euro al mese e sarà inserito in un progetto di inserimento lavorativo. Chi invece sarà beneficiario della Pensione di cittadinanza, potrà beneficiare di un’integrazione mensile fino al raggiungimento dello stesso importo del reddito, eccetto il fatto che sarà a tutti gli effetti una pensione, quindi senza un percorso di reinserimento socio-lavorativo.

Vediamo quindi a chi spetta davvero la pensione di cittadinanza.

Tutte le novità sul Reddito di cittadinanza 

Una vasta platea di persone anziane o comunque in pensione potrà beneficiarne nel proprio assegno pensionistico, essendo una delle misure cardine che il Movimento penta stellato, capitanato al Governo dal vicepremier Luigi Di Maio, ha voluto come misura di contrasto alla povertà in Italia. In particolare indirizzata a chi vive, secondo le soglie Istat, al di sotto della soglia di povertà: stabilità in 780 euro al mese.

Pensione di cittadinanza: cos’è

La pensione di cittadinanza, pronta a rivoluzionare il sistema pensionistico italiano assieme a Quota 100, consente a chiunque nel proprio reddito pensionistico non raggiunga questa somma mensile, di arrivarci in qualche modo. Come? Con un’integrazione alla propria pensione. E Vediamo in dettaglio cosa prevede la pensione di cittadinanza e chi potrà beneficiarne.

Sulla base delle novità in circolazione ormai è quasi certo che anche gli invalidi civili, chi percepisce assegni sociali e minime potrà beneficiarne, ma solo al compimento dei 67 anni

Pensione di cittadinanza 2019: cosa prevede

È parente stretta del Reddito di cittadinanza. A differenza di quest’ultimo rivolto a chi non ha ancora raggiunto l’età pensionabile, non ha un lavoro e vive al di sotto della soglia di povertà, la pensione di cittadinanza punta ad aiutare le persone già in pensione, ma che col proprio assegno pensionistico risultano comunque essere al di sotto della soglia di povertà.

Si tratta di un’integrazione alla propria pensione percepita, fino al raggiungimento di 780 euro mensili. In pratica tutte le pensioni dal 2019 saranno portate alla cifra minima di 780 euro. chi non raggiunge questa soglia riceverà un assegno integrativo che gli consente di arrivarci.

Pensione di cittadinanza 2019: quando entra in vigore

Esattamente come il Reddito, anche la pensione di cittadinanza parte dal 6 marzo 2019, giorno in cui si potrà iniziare a presentare domanda.

Pensione di cittadinanza 2019: chi ne ha diritto

Veniamo al punto. Quali pensionati potranno accedere a questa prestazione assistenziale? Ecco alcuni requisiti specifici che saranno richiesti:

  • Essere già titolari di una pensione;
  • Essere italiani o stranieri residenti in Italia da almeno 5 anni (se sarà equiparata anche sotto questo punto di vista al Reddito di cittadinanza);
  • Avere un assegno pensionistico al di sotto della soglia minima di 780 euro mensili;

Appurato questo, vediamo ora quali tipi di pensioni possono ambire all’integrazione minima concessa dalla pensione di cittadinanza.

Pensione di cittadinanza: anche per le pensioni di invalidità minime e sociali

Sembra ormai scontato che la pensione di cittadinanza spetterà a:

  • cittadini con età superiore a 67 anni
  • Pensionati che percepiscono la pensione minima di 513,01 euro
  • Pensionati che percepiscono la pensione di invalidità di 285,66 euro per il 2019,
  • Pensionati che percepiscono l’assegno sociale, importo di 457,99 euro
  • Pensione di reversibilità
  • Pensioni sociali di 377,44 euro.

Oltre a ciò ci sono i requisiti di reddito, in particolare l’Isee, che vediamo nel prossimo paragrafo.

Leggi anche “Pensioni di invalidità 2019: tutti i nuovi importi”

Pensione di cittadinanza: requisiti necessari

Per concorrere a beneficiare di questo sussidio integrativo della pensione, occorre dimostrare di possedere determinati requisiti, in particolare:

  • un valore dell’ISEE non superiore ad euro 9.360;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad euro 30.000;
  • un valore del patrimonio mobiliare, non superiore ad una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, incrementato di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo, nonché di ulteriori euro 5.000 per ogni componente con disabilità
  • un valore del reddito familiare, inclusivo dei trattamenti assistenziali percepiti, inferiore ad una soglia di euro 7.560 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Con riferimento al godimento di beni durevoli, fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità, nessun componente il nucleo familiare deve essere intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità:

  • di autoveicoli immatricolatila prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta;
  • ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc;
  • nonché motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti;

Pensione di cittadinanza invalidi civili: quali requisiti

Assodati e requisiti richiesti, ecco cosa succede agli invalidi civili. Il fatto di percepire un assegno invalidi basso, di 285,66 euro, non è sufficiente a ottenere l’integrazione. Per ottenere la pensione di cittadinanza occorre dimostrare il possesso di tutti gli altri requisiti:

  • aver compiuto 67 anni di età,
  • un valore dell’ISEE non superiore ad euro 9.360;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad euro 30.000;
  • un valore del patrimonio mobiliare, non superiore ad una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, incrementato di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo, nonché di ulteriori euro 5.000 per ogni componente con disabilità
  • un valore del reddito familiare, inclusivo dei trattamenti assistenziali percepiti, inferiore ad una soglia di euro 7.560 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.
Chiara Arroi
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