Pensione anticipata per chi non ha i contributi? Ecco i requisiti secondo l’anno di nascita

Redazione 01/08/16
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In attesa delle nuove misure della Riforma Pensioni che arriveranno a settembre, arrivano nuovi chiarimenti per chi vuole conseguire la pensione anticipata.

Per quanto riguarda la possibilità di conseguire la pensione anticipata per i lavoratori che non possiedono contributi alla data del 31 dicembre 1995, dunque precedenti all’anno 1996, possono usufruire della pensione anticipata contributiva, fondata sui requisiti anagrafici e sul possesso di almeno 20 anni di contributi.

Per saperne di più si consiglia lo speciale su PENSIONE ANTICIPATA: REQUISITI 2016

Pensione anticipata per chi non ha i contributi? Ecco i requisiti

Per usufruire della pensione anticipata contributiva, i lavoratori che non possiedono contributi al 31 dicembre 1995, oltre ai requisiti sopra citati, devono anche avere un assegno di pensione spettante pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale.

Si tratta, perciò, di una pensione non così facile da raggiungere considerando sia i requisiti anagrafici richiesti che sono piuttosto elevati (come si può vedere nel prospetto di seguito) sia l’assegno pensionistico che deve superare di 2,8 volte quello sociale.

Di seguito si riporta una tabella riassuntiva contenente i requisiti di età per la pensione, anno per anno, dal 2012 al 2050, con la relativa possibilità di maturare il requisito entro il 31 dicembre di ciascun anno, sulla base della rispettiva data di nascita.

Anno della pensione Requisito anagrafico Si matura il requisito al 31 dicembre se il
soggetto è nato entro il
2012 63 anni
2013 63 anni e 3 mesi
2014 63 anni e 3 mesi
2015 63 anni e 3 mesi 01-ott-52
2016 63 anni e 7 mesi 01-giu-53
2017 63 anni e 7 mesi 01-giu-54
2018 63 anni e 7 mesi 01-giu-55
2019 63 anni e 11 mesi 01-feb-56
2020 63 anni e 11 mesi 01-feb-57
2021 64 anni e 2 mesi 01-nov-57
2022 64 anni e 2 mesi 01-nov-58
2023 64 anni e 5 mesi 01-ago-59
2024 64 anni e 5 mesi 01-ago-60
2025 64 anni e 8 mesi 01-mag-61
2026 64 anni e 8 mesi 01-mag-62
2027 64 anni e 11 mesi 01-feb-63
2028 64 anni e 11 mesi 01-feb-64
2029 65 anni e 1 mese 01-dic-64
2030 65 anni e 1 mese 01-dic-65
2031 65 anni e 3 mesi 01-ott-66
2032 65 anni e 3 mesi 01-ott-67
2033 65 anni e 5 mesi 01-ago-68
2034 65 anni e 5 mesi 01-ago-69
2035 65 anni e 7 mesi 01-giu-70
2036 65 anni e 7 mesi 01-giu-71
2037 65 anni e 9 mesi 01-apr-72
2038 65 anni e 9 mesi 01-apr-73
2039 65 anni e 11 mesi 01-feb-74
2040 65 anni e 11 mesi 01-feb-75
2041 66 anni e 1 mese 01-dic-75
2042 66 anni e 1 mese 01-dic-76
2043 66 anni e 3 mesi 01-ott-77
2044 66 anni e 3 mesi 01-ott-78
2045 66 anni e 5 mesi 01-ago-79
2046 66 anni e 5 mesi 01-ago-80
2047 66 anni e 7 mesi 01-giu-81
2048 66 anni e 7 mesi 01-giu-82
2049 66 anni e 9 mesi 01-apr-83
2050 66 anni e 9 mesi 01-apr-84

 

Pensione anticipata ordinaria: quali requisiti

I lavoratosi interessati, quale scelta alternativa alla pensione anticipata contributiva, potranno usufruire della pensione anticipata ordinaria, che a differenza di quella contributiva non richiede limiti minimi di importo dell’assegno.

Tuttavia, per quanto riguarda gli anni di contributi richiesti, ad oggi sono 41 e 10 mesi per le donne e 42 e 10 mesi per gli uomini; arriveranno nel 2050 a 45 e 46 anni.

Pensione di vecchiaia

Un’ulteriore scelta alternativa al pensionamento anticipato è la pensione di vecchiaia ordinaria, che però prevede che l’assegno di pensione superi quello sociale di 1,5 volte. Per quanto riguarda, poi, il requisito anagrafico per la vecchiaia, attualmente pari a 66 anni e 7 mesi per gli uomini ed a 65 anni e 7 mesi per le donne (66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome), nel 2050, arriverà per tutti a 69 anni e 9 mesi.

Pensione di vecchiaia contributiva

Esiste, infine, anche la possibilità della pensione di vecchiaia contributiva, che non è sottoposta alla previsione di un trattamento minimo, e che richiede soltanto 5 anni di contributi. Ad oggi, il requisito d’età per accedervi è di 70 anni e 7 mesi, pertanto nel 2050 arriverà a 73 anni e 9 mesi.

Si tratta pertanto di limiti anagrafici molto elevati, la domanda più lecita è dunque: riusciranno i giovani appena entrati nel mondo del lavoro a svolgere la propria attività sino a quell’età? Per il momento la risposta rimane un’incognita.

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