Disabili Legge 104 art. 3 comma 1: tutte le agevolazioni e differenze rispetto al comma 3

Paolo Ballanti 29/09/20
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La legge italiana riconosce una serie di agevolazioni per i soggetti affetti da disabilità. La maggior parte delle misure ha la funzione di abbattere il peso fiscale sul portatore di handicap o a beneficio del familiare che l’ha in carico: lo fa ricorrendo nella maggior parte dei casi alla Legge 104.  La legge 104 art 3, comma 1, consente determinate agevolazioni a chi assiste un familiare con disabilità e, innanzitutto, specifica che la persona handicappata è: “Colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”. La differenza principale rispetto all’art.3 comma 3 sta nel riconoscimento o meno della situazione di gravità. In sostanza:

  • chi nel corso della visita medica per l’invalidità ottiene la legge 104 art.3 comma 3, si vede riconoscere lo stato di handicap in situazione di gravità,
  • a chi invece viene data la legge 104 art.3 comma 1, non è stata riconosciuta la situazione di gravità

In questo senso cambia anche il riconoscimento di molte agevolazioni: si prevedono detrazioni dalle spese sostenute per l’acquisto di veicoli fino all’eliminazione delle barriere architettoniche. Esistono tuttavia misure che non possono essere riconosciute a tutti i disabili, essendo subordinate all’accertamento di uno stato di handicap grave da parte delle competenti commissioni istituite presso le ASL. È importante quindi definire la differenza tra soggetti disabili e, dall’altro, portatori di handicap grave. Analizziamo la questione nel dettaglio per poi concentrarci sulle misure agevolative riconosciute alle persone con disabilità.

>> Speciale Legge 104 <<

Handicap Legge 104 art.3 comma 1: cos’è e cosa prevede

L’articolo 3 comma 1 della Legge n. 104/1992 definisce “persona handicappata”, si legge nel testo, colui “presenta una minorazione psichica psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”.

Handicap grave legge 104 art.3 comma 3: cos’è e cosa prevede

La condizione di chi rientra nell’articolo 3 comma 1 è differente rispetto a quella di “handicap in condizioni di gravità”. Tale si definisce colui che (articolo 3 comma 3 sempre della Legge n. 104/1992) a causa di una minorazione singola o plurima abbia subito una riduzione dell’autonomia personale (da valutare in ragione dell’età), tale da rendere necessaria un’assistenza permanente, continua e totale nella sfera individuale o in quella di relazione.

Legge 104 art. 3: differenze tra comma 1 e comma 3

Sono le commissioni mediche istituite presso le Aziende Sanitarie Locali a stabilire se il soggetto interessato rientra nella definizione di “portatore di handicap” (art. 3 comma 1) o “portatore di handicap in situazione di gravità” (art. 3 comma 3). La distinzione ha una rilevanza importante in termini di agevolazioni riconosciute dalla normativa ai soggetti con disabilità. Per citare un esempio, sono riservati ai soggetti di cui all’articolo 3 comma 3 i permessi retribuiti previsti sempre dalla Legge n. 104, che permettono al disabile di assentarsi dal lavoro (con retribuzione a carico dell’INPS) per non più di tre giorni al mese ovvero due ore al giorno. La stessa misura è estesa a coniuge, convivente, parenti o affini entro il secondo grado i quali, a patto che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno, possono fruire di tre giorni al mese di permesso retribuito dall’INPS. Ai familiari di persona gravemente disabile è altresì riconosciuto il diritto di chiedere un congedo straordinario di durata non superiore a due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa, con retribuzione a carico dell’INPS. Sempre in ambito lavorativo altre agevolazioni riservate ai portatori di handicap grave sono:

  • Scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio e diritto a non essere trasferiti senza il proprio preventivo consenso;
  • Coniuge, parenti o affini entro il terzo grado del disabile possono scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere.

Vediamo ora nel dettaglio le agevolazioni riconosciute a chi è portatore di handicap in base all’articolo 3 comma 1 della Legge n. 104.

>> Legge 104: Tutte le agevolazioni e chi può richiederle 

Legge 104 art.3 comma 1: tutte le agevolazioni 

Legge 104 art.3 comma 1: rifiuto lavoro notturno

Non sono obbligati a prestare lavoro notturno i lavoratori che abbiano a proprio carico un soggetto disabile. Per lavoro notturno, ricordiamolo, si intende quel periodo di tempo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra mezzanotte e le cinque del mattino.

Legge 104 art.3 comma 1: mezzi di trasporto

I seguenti soggetti hanno diritto ad una serie di agevolazioni fiscali legate all’acquisto di mezzi di trasporto:

  • Sordi e non vedenti;
  • Disabili con handicap psichico e titolari dell’indennità di accompagnamento;
  • Disabili con limitate capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • Disabili con capacità motorie ridotte.

Possono accedere alle agevolazioni anche i familiari che abbiano fiscalmente a carico i soggetti appena elencati, a patto che i veicoli interessati vengano utilizzati prevalentemente a beneficio del disabile. Si ricorda che per essere considerato “fiscalmente a carico” il disabile deve possedere un reddito annuo ai fini fiscali non superiore ad euro 2.840,51, limite elevato a 4.000,00 euro (dal 1º gennaio 2019) per i figli di età non superiore a 24 anni. Le misure di favore consistono in:

  • Detrazione IRPEF del 19% sul costo di acquisto di mezzi nuovi o usati calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro (compresi anche gli oneri di riparazione del veicolo);
  • Applicazione di un’IVA ridotta al 4% sul costo di acquisto, in luogo di quella ordinaria del 22%;
  • Esenzione a tempo indeterminato dal pagamento del bollo;
  • Esenzione dal pagamento dell’imposta di trascrizione al Pubblico Registro Automobilistico.

>> Agevolazioni auto disabili: non basta la 104. Le condizioni per ottenerle

Legge 104 art.3 comma 1: spese sanitarie

Il disabile o il familiare che l’abbia fiscalmente a carico possono portare in deduzione dal reddito complessivo ai fini fiscali:

  • Le spese mediche generiche (ad esempio quelle sostenute per l’acquisto di medicinali ovvero per prestazioni del medico di base);
  • Le spese di assistenza specifica, tali si intendono le prestazioni di assistenza infermieristica ovvero quelle fornite da assistenti di base o operatori tecnico-assistenziali (a patto che siano dirette esclusivamente alla cura del disabile).

Prevista altresì la detrazione IRPEF del 19% sulle prestazioni mediche specialistiche per la parte eccedente euro 129,11. Al contrario, le detrazioni al 19% possono essere applicate integralmente, tra le altre, per le spese di:

  • Trasporto in ambulanza;
  • Acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
  • Costruzione di rampe per eliminare le barriere architettoniche;
  • Adattamento dell’ascensore per l’utilizzo della carrozzella;
  • Acquisto di strumentazioni tecnico / informatiche per facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei disabili (ad esempio modem, pc, tastiera espansa), per i quali è altresì prevista l’IVA agevolata al 4%;
  • Mezzi per deambulare, accompagnare o sollevare il disabile.

Legge 104 art.3 comma 1: spese per addetti all’assistenza

Spetta una detrazione del 19% sulle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. La base su cui calcolare il 19% non dev’essere superiore a 2.100 euro e spetta unicamente a coloro che totalizzano un reddito complessivo ai fini fiscali non superiore ad euro 40 mila. A differenza delle altre agevolazioni fiscali (ad esempio quelle per l’acquisto di veicoli), la detrazione in parola spetta per le spese sostenute per il familiare non autosufficiente, a prescindere dalla sua vivenza a carico. Unitamente alla detrazione del 19% si può beneficiare della deducibilità dal reddito complessivo dei contributi previdenziali e assistenziali, versati per gli addetti ai servizi familiari e domestici, ad esempio colf e baby-sitter. La parte di contributi in deduzione è solo quella a carico del datore di lavoro (il disabile o un suo familiare) fino all’importo massimo di 1.549,37 euro.

Legge 104 art.3 comma 1: eliminazione barriere architettoniche

Le spese per l’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori e montacarichi), possono accedere alle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia pari al:

  • 50% da calcolare su una spesa massima di 96 mila euro se questa è sostenuta tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2020;
  • 36% su un importo massimo di 48 mila euro per le spese effettuate dal 1° gennaio 2021.

E’ importante precisare che le detrazioni citate sono alternative a quella del 19% sulle spese sanitarie riguardanti i mezzi di sollevamento del disabile.

Legge 104 art.3 comma 1: detrazioni fiscali per figli a carico

I genitori di figli fiscalmente a carico hanno diritto a detrazioni fiscali parametrate in funzione della loro età nonché delle condizioni fisiche. In particolare, per calcolare le detrazioni si assume un importo fisso e lo si moltiplica per (95.000 – il reddito complessivo dell’interessato) / 95.000. Il coefficiente fisso varia in funzione di età e se il figlio a carico è portatore di handicap:

  • 220,00 per il figlio a carico di età inferiore a tre anni, elevati a 1.620,00 euro se portatore di handicap;
  • 950,00 euro per il figlio a carico di età pari o superiore a tre anni, elevati a 1.350,00 euro se il figlio è portatore di handicap.

Altre agevolazioni con Legge 104 art.3 comma 1

Sono previste ulteriori agevolazioni per i disabili, tra cui si citano:

  • Riduzione del 50% sul canone mensile di telefonia fissa;
  • Esenzione dal ticket sanitario per soggetti con invalidità non inferiore al 66%;
  • Contributo ASL pari al 20% della spesa sostenuta per l’adattamento dei dispositivi di guida, nei veicoli intestati a persone con patente speciale;
  • Contrassegni per la circolazione e la sosta;
  • Accesso alle liste del collocamento obbligatorio.

 

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