Danno da vacanza rovinata: come ottenere il rimborso?

Redazione 02/08/16
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Ogni anno, quando arriva la stagione estiva, sono in tanti gli italiani alle prese con ritardi, voli cancellati e prenotazioni in eccesso che rischiano di trasformare le rispettive vacanze in incubi di attese interminabili.

Risarcimento per disguidi sulle rotte aeree europee nel 2015, sfiorati i 78 milioni di euro

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Risarcimento del danno da vacanza rovinata

Il testo, aggiornato alla recente GIURISPRUDENZA, con taglio operativo, offre al lettore Professionista del settore turistico o Avvocato, un quadro esaustivo e dettagliato in merito alla procedura per il risarcimento dei danni da vacanza rovinata. Ogni capitolo è corredato da uno specifico FORMULARIO, sia di carattere STRAGIUDIZIALE che GIUDIZIALE.Parlando di vacanza si intendere comprendere tutte quelle operazioni propedeutiche e connesse alla sua organizzazione. Ci si può affidare ad un operatore turistico oppure no, ma le problematiche collegate ad una vacanza che non si è svolta secondo il programma preordinato possono essere le stesse. Si può parlare di vacanza rovinata anche se la causa riguarda il mezzo  utilizzato o altri aspetti del viaggio necessari per giungere alla destinazione predefinita.Il Cd-Rom allegato contiene il FORMULARIO compilabile e stam- pabile, la GIURISPRUDENZA  e la NORMATIVA  di riferimento.Roberto Di Napoli, Avvocato in Roma. Esercita la professione forense prevalentemente  in controversie a tutela degli utenti bancari e del consumatore. Collabora con varie associazioni anti-usura. Docente in corsi di formazione e autore di articoli di commento su riviste giuridiche telematiche.

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Come riportato dal quotidiano ItaliaOggi, nel 2015, prendendo in considerazione i soli mesi estivi, “il potenziale risarcimento per disguidi sulle rotte aeree europee in partenza da Orio al Serio, Malpensa, Catania, Roma Fiumicino, Napoli, Venezia, ha toccato quota 78 milioni di euro coinvolgendo circa 250mila passeggeri”.

Prendendo, poi, in considerazione anche i voli in arrivo dall’estero in Italia, il potenziale rimborso per disguidi legati alle partenze, nei mesi estivi del 2015, raggiunge quasi quota 225 milioni di euro su una platea di passeggeri coinvolti che arriva a 500mila.

Ritardo nella partenza: come calcolare il rimborso a cui si ha diritto?

Non sempre è facile calcolare i rimborsi dovuti ai passeggeri che hanno subito ritardi superiori alle 3 ore, cancellazioni o overbooking; nello specifico ci ha pensato una normativa europea, datata 2004, a dettare le disposizioni volte a quantificare suddetti  i rimborsi.

Tuttavia si tratta di una legge sconosciuta ai più, per cui anche le stesse compagnie aeree, nella maggioranza dei casi, di fronte alle lamentele dei passeggeri reagiscono facendo appello alle consuete “circostanze eccezionali”, opponendosi fermamente ai risarcimenti.

Soltanto lo 0,01% dei passeggeri, infatti, conosce la normativa europea e i diritti relativi; il 50% delle compagnie aeree, invece, non risponde alle lamentele entro il termine prefissato dalla UE delle 6 settimane.

I dati sono stati diffusi da una ricerca AirHelp, dalla quale emerge anche che l’8% delle richieste di rimborso sono respinte dalle compagnie senza nemmeno motivare il rifiuto, mentre arrivano a quota 93% i reclami che, secondo la Corte di Giustizia europea, sono respinti per ragioni non considerate come “circostanze eccezionali”.

Come ottenere i rimborsi?

Per questi motivi, sono numerose le società appositamente nate in questi ultimi anni per aiutare i passeggeri a ottenere i rimborsi, inizialmente per via stragiudiziale, e successivamente in sede di tribunale.

L’aiuto e la consulenza vengono forniti in cambio di una percentuale del valore della compensazione, qualora il procedimento abbia esito positivo.

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