Coronavirus, Decreto 22 Marzo: lista completa dei negozi e dei servizi garantiti

Chiara Arroi 27/03/20
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Italia chiusa (o quasi) per decisione del Governo, che nella serata del 22 marzo ha emanato un nuovo Decreto con cui mette nero su bianco l’inasprimento delle restrizioni per negozi, attività e servizi su tutto il territorio nazionale, fino al 3 Aprile, causa Emergenza Coronavirus.

Il Decreto ha stabilito la chiusura pressoché totale di molte attività che non sono necessarie alle esigenze di vita quotidiana dei cittadini e lo stop agli spostamenti da un Comune a un altro con qualsiasi mezzo. Il nuovo provvedimento lo step finale (forse) della battaglia dichiarata dal premier Conte e dal suo Governo all’emergenza Covid-19, che sta causando in tutta Italia una rapida diffusione di contagi.

Già lo scorso 9 marzo era stato emanato il Decreto Io Resto a Casa (il Decreto 9 marzo) con cui si dichiarava l’Italia intera zona protetta, e si avvisavano i cittadini di restare a casa per quanto possibile, vietando gli spostamenti in tutta Italia, salvo necessità, motivi di salute e motivi di lavoro. Questi devono essere comprovati da un’apposita autodichiarazione, rilasciata sotto la responsabilità personale di ogni cittadino.

A seguire anche il Decreto 11 marzo, che ha inasprito le misure e ha imposto nuove restrizioni a negozi e attività: chiuse attività di vendita al dettaglio in tutto il Paese, eccetto quelle che garantiscono i beni di prima necessità, come alimentari.

Anche altre tipologie di negozi e servizi possono restare aperti e saranno sempre garantiti.

Molti cittadini si stanno chiedendo se possono fare la spesa, comprare un giornale, i francobolli, il cibo per i propri animali. Vediamo in dettaglio in quali negozi si potrà ancora entrare e quali servizi sono ancora garantiti a seguito dell’entrata in vigore del DPCM 22 Marzo.

Coronavirus, Decreto 22 Marzo: quali negozi e sevizi sono garantiti

Tranquillizziamo subito: si può andare a fare la spesa, comprare carne, pesce, provviste, le crocchette per cani e gatti. Si può fare ancora benzina, andare a prelevare o a fare versamenti in banca, comprare un giornale o andare in tabaccheria. Così come si può andare ad acquistare lampadine, cellulari, computer.

Sostanzialmente i negozi che vendono e servizi che erogano beni di prima necessità per la popolazione sono sempre garantiti.

Come stabilito già dall’articolo 1 del precedente DPCM 11 Marzo infatti: “Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività”.

Restano salvi quindi attività di vendita di prodotti alimentari e di prima necessità. Restano salve anche le consegne a domicilio, fatte però secondo le opportune regole di confezionamento e trasporto. Garantiti anche i servizi assicurativi, bancari, postali e finanziari. Restano attive anche le attività del settore agricolo e zootecnico. Assicurati anche i trasporti pubblici.

Ecco chi resta aperto e quali negozi e servizi saranno garantiti a tutti:

  • Ipermercati
  • Supermercati
  • Discount di alimentari
  • Minimercati e negozi di alimenti vari
  • Negozi al dettaglio di prodotti surgelati
  • Negozi non specializzati di computer, elettronica, elettrodomestici
  • Tabaccai
  • distributori di benzina
  • negozi di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati
  • ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • negozi di articoli igienico-sanitari
  • negozi di articoli per l’illuminazione
  • edicole
  • Farmacie
  • parafarmacie
  • negozi di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati (le sanitarie)
  • Commercio di parti e accessori per autoveicoli
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Negozi di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse

Coronavirus, Decreto 22 marzo: quali negozi e servizi sono interrotti

Già con il Decreto 11 Marzo era stato stabilito uno stop a tutte le altre attività. Rispetto alla precedente limitazione oraria, sono stati chiusi, infatti, tutti i negozi e le attività non necessarie: negozi, bar, pub, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, centri commerciali, servizi di mensa.

In pratica sono state sospese:

  • Tutte le attività commerciali al dettaglio (sia nei negozi di vicinato sia nei centri commerciali e media e grande distribuzione),
  • I servizi di ristorazione. Chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie,
  • I servizi alla persona (estetiste, parrucchiere, barbieri, manicure, massaggi).

Coronavirus: lista attività Ateco 25 Marzo

A seguito del Decreto 25 Marzo, Ateco ha diffuso una nuova lista delle imprese, suddivise per settori, che possono proseguire la loro attività fisica o online.

Rispetto alla precedente prevede:

  • chiusura delle attività che producono carta da parati, imballaggi di legno, gomma;
  • operatività limitata per i call center;
  • apertura Agenzie del Lavoro per la selezione di personale.

Ecco la lista completa per settore:

>> Scarica qui la nuova lista attività <<

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CORONAVIRUS COVID-19

La storia ci insegna che da sempre le società umane combattono, ciclicamente, la loro guerra contro le epidemie, questo nemico astuto, insidioso, implacabile, e soprattutto, privo di emozioni e scrupoli. Eppure, le società umane hanno sempre vinto. Oggi il progresso scientifico e tecnologico sembra librarsi ad altezze vertiginose. Ma, nella guerra contro le epidemie, le armi dell’umanità sono e saranno probabilmente le stesse di quelle che avevamo a disposizione quando questo inarrestabile progresso aveva appena cominciato a svilupparsi, come nel XV secolo della Repubblica di Venezia, nell’800, nei primi anni del ’900. Oggi, è vero, la comunità internazionale può contare su un’incrementata capacità di sorveglianza epidemiologica, su una solida esperienza nella collaborazione tra Stati, su laboratori in grado di identificare i virus e fare diagnosi, su conoscenze scientifiche in continuo progresso, su servizi sanitari sempre migliori, su agenzie internazionali come l’OMS, l’ISS italiano e il CDC americano. Ma oltre alle conoscenze, ai vaccini e ai farmaci, all’organizzazione dei servizi sanitari, per affrontare con successo le epidemie è molto importante il senso di appartenenza alla comunità, la solidarietà sociale e l’aiuto reciproco fra persone. Di fronte ad una minaccia sanitaria, la fiducia nello Stato e nelle scelte delle autorità sanitarie, la consapevolezza del rischio e la solidarietà umana possono aver la meglio sull’ignoranza, l’irrazionalità, il panico, la fuga e il prevalere dell’egoismo che in tutti gli eventi epidemici della storia hanno avuto grande rilevanza.     Walter Pasiniè un esperto di sanità internazionale e di Travel Medicine. Ha diretto dal 1988 al 2008 il primo Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Travel Medicine.

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Chiara Arroi

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