Certificato di gravidanza: cos’è, come si invia e novità Inps 2024

Il Diritto all’indennità di maternità resta anche in assenza di certificato telematico di gravidanza

Paolo Ballanti 02/02/24
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La normativa italiana riconosce una serie di periodi di astensione e permessi dal lavoro per gli eventi di gravidanza e nascita del bambino fino ai dodici anni di età dello stesso: il certificato di gravidanza rientra tra gli adempimenti utili al diritto di maternità.

Dal momento che nei suddetti periodi i dipendenti non prestano alcuna attività lavorativa l’azienda non corrisponde il trattamento retributivo altrimenti previsto dal contratto di lavoro a fronte della prestazione manuale e / o intellettuale richiesta al dipendente.

La copertura economica è al contrario garantita dall’Inps, grazie ad una serie di indennità di importo diverso a seconda del tipo di assenza.
I datori di lavoro, al contrario, devono, se previsto dal contratto collettivo applicato, integrare le somme a carico dell’Istituto.

Al fine di poter fruire delle assenze tutelate per gravidanza, maternità e paternità la normativa può chiedere al lavoratore interessato la presentazione di idonei documenti certificativi delle condizioni personali e di salute.

In particolare, i certificati medici richiesti per usufruire dei congedi e dei permessi contemplati dalla normativa devono essere rilasciati dai medici del Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionati.

Tra questi figura il certificato di gravidanza. Analizziamone la disciplina in dettaglio.

Indice

Cos’è il certificato di gravidanza

Il Decreto legislativo 26 marzo 2001 numero 151 “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53” dispone all’articolo 16, lettera a), il divieto di adibire le donne al lavoro “durante i due mesi precedenti la data presunta del parto” eccezion fatta per le ipotesi di flessibilità del congedo di maternità.

La documentazione idonea ad attestare il divieto di svolgimento dell’attività lavorativa è rappresentata dal certificato medico di gravidanza.

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Chi rilascia il certificato

Il certificato in parola è rilasciato dal medico del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato.

Lo stesso D.Lgs. numero 151/2001 dispone che “qualora i certificati siano redatti da medici diversi” da quelli del SSN “il datore di lavoro o l’istituto presso il quale la lavoratrice è assicurata per il trattamento di maternità hanno facoltà di accettare i certificati stessi ovvero di richiederne la regolarizzazione alla lavoratrice interessata” (articolo 76, comma 2).

I dati nel certificato di gravidanza

Il certificato medico di gravidanza riporta le generalità della lavoratrice, la data presunta del parto e la settimana di gestazione al momento della visita.

Certificato di gravidanza: a chi trasmetterlo

Ai sensi dell’articolo 21 del D.Lgs. numero 151/2001 prima dell’inizio del periodo di divieto di adibizione al lavoro (di cui al citato articolo 16, lettera a) le lavoratrici “devono consegnare al datore di lavoro e all’istituto erogatore dell’indennità di maternità” il certificato di gravidanza indicante la data presunta del parto.

Invio online del certificato di gravidanza

Il certificato medico di gravidanza (indicante la data presunta del parto) dev’essere trasmesso all’Inps esclusivamente per via telematica.
L’invio, a carico del medico del SSN o con esso convenzionato, dev’essere effettuato secondo le modalità e utilizzando i servizi resi disponibili dall’Istituto.

Come avviene la trasmissione telematica dei certificati?
La trasmissione telematica all’Inps dei certificati di gravidanza avviene grazie all’apposita piattaforma, disponibile collegandosi a “inps.it – Lavoro – Trasmissione online dei certificati di gravidanza e interruzione”.

Il servizio, rivolto a medici certificatori, lavoratrici in gravidanza e datori di lavoro, consente:

  • ai medici di compilare e trasmettere online all’Inps i certificati medici di gravidanza o interruzione;
  • a cittadini, aziende ed altri utenti di consultare i certificati in parola.

In fase di compilazione il medico è tenuto ad inserire nel certificato:

  • le generalità della lavoratrice;
  • la settimana di gestazione alla data della visita;
  • la data presunta del parto.

Una volta effettuato l’invio del certificato, il medico rilascia alla lavoratrice:

  • il numero univoco assegnato dal sistema;
  • una copia cartacea del certificato stesso.

Annullamento
In caso di errata trasmissione di un certificato, il medico può procedere al suo annullamento attraverso lo stesso servizio utilizzato per la trasmissione. L’operazione di annullamento è consentita esclusivamente entro la mezzanotte del giorno seguente alla data di trasmissione.
Decorso il citato termine, la cancellazione dei certificati è possibile esclusivamente previa presentazione di un’apposita richiesta alla sede Inps territorialmente competente.

Consultazione
La piattaforma telematica permette alle lavoratrici di consultare e stampare i certificati e le ricevute di trasmissione degli stessi.
I datori di lavoro, al contrario, possono consultare i soli attestati di gravidanza, avvalendosi del codice fiscale della lavoratrice e del numero di protocollo del documento fornito dalla stessa.

Addio ai certificati cartacei
Grazie alla trasmissione online del certificato a cura del medico, la lavoratrice interessata non è più tenuta a presentare all’Inps il documento in formato cartaceo.

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Copertura economica: le novità Inps 2024

Con il Messaggio Hermes del 22 gennaio 2024 numero 287 l’Istituto, nel confermare l’obbligatorietà del certificato telematico di gravidanza (come precisato nella Circolare numero 82/2017), ricorda che il congedo di maternità è un diritto indisponibile della lavoratrice, cui corrisponde un divieto assoluto di adibizione al lavoro.

In altri termini, come sancito dalla giurisprudenza di legittimità, il diritto al congedo di maternità non è disponibile e, pertanto, deve ritenersi che lo stesso “non possa essere precluso dalla circostanza che il medico certificatore non abbia proceduto al rituale invio del certificato attraverso lo specifico canale telematico” (Messaggio Inps).

In conclusione, l’Istituto fornisce le seguenti indicazioni operative per la corretta gestione delle domande di maternità:

  • in presenza di una domanda di congedo di maternità senza invio telematico del certificato di gravidanza, tale certificato può essere richiesto solo prima della nascita del minore. Dalla data del parto, infatti, la procedura telematica non permette più al medico l’inserimento del certificato;
  • se la lavoratrice ha trasmesso un certificato di gravidanza cartaceo, rilasciato da un medico del SSN o con esso convenzionato, è possibile utilizzare la data presunta del parto indicata nell’originale cartaceo del documento stesso;
  • Se non è stato trasmesso il certificato di gravidanza, ma è presente un provvedimento ASL di interdizione anticipata, è possibile utilizzare la data presunta del parto indicata nel provvedimento medesimo;
  • a fronte della totale assenza di documentazione, il periodo di congedo di maternità può essere determinato computando a ritroso i due mesi ante partum rispetto alla data effettiva del parto, tramite verifica su piattaforma ConsANPR.

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