Carceri, nuovo decreto: incentivi per chi assume ex detenuti

Redazione 30/07/14
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Mentre il decreto carceri è ancora in attesa della conversione definitiva in legge per assicurare i rimborsi ai detenuti che abbiano subito per periodi continuativi soprusi e maltrattamenti condannati in sede europea, arriva una nuova norma inerente la rieducazione e il reintegro in società degli scarcerati.

Non si tratta, dunque, di un nuovo svuotacarceri, ma di un corollario ai provvedimenti degli ultimi mesi che hanno consentito di ridurre sensibilmente la popolazione carceraria, pur tra le tantissime proteste dell’opposizione – in particolare del MoVimento 5 Stelle – che hanno visto nella misura del governo un nuovo provvedimento per togliere di galera molti pregiudicati o possibili criminali.

Questa volta, obiettivo del ministero è quello di favorire l’utilità sociale e l’inserimento lavorativo degli ex detenuti e, a questo proposito, viene istituito un fondo di 30 milioni ad hoc per quelle imprese che decideranno di prendere nel proprio personale dipendente qualche soggetto che abbia avuto problemi con la giustizia.

 

Ecco il comunicato ufficiale del governo

Oltre 30 milioni di euro (più di venti per il 2013 e 10 dal 2014) sotto forma di sgravi fiscali e contributivi per le imprese che assumono, per un periodo non inferiore a trenta giorni, lavoratori detenuti. È quanto prevede un decreto ministeriale firmato dal Guardasigilli Andrea Orlando, di concerto con i ministri dell’Economia e del Lavoro, che punta a riunire sotto un unico regolamento le norme successive alla legge Smuraglia per favorire l’attività lavorativa dei detenuti finalizzata alla loro rieducazione e al reinserimento nella società.

Il credito di imposta mensile concesso alle imprese per ogni detenuto e internato assunto è di 700 euro per il 2013 e 520 euro dal 2014 fino all’adozione di un nuovo regolamento, per i lavoratori semiliberi gli sgravi previsti sono di 350 euro per il 2013 e 300 dal 2014.

Gli stessi sgravi fiscali (per uno stanziamento di circa 12 milioni di euro per il 2013 e 6 milioni di euro dal 2014) sono previsti per le imprese che svolgono attività di formazione a detenuti o internati finalizzata alla loro immediata assunzione o all’impiego professionale in attività lavorative gestite dall’Amministrazione penitenziaria.

Quanto agli sgravi contributivi, le aliquote complessive dovute per la retribuzione corrisposta a lavoratori detenuti vengono ridotte nella misura del 95% fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale per uno stanziamento di circa 8 milioni di euro per il 2013 e 4 milioni di euro dal 2014.

“Questo provvedimento – ha dichiarato il Ministro Orlando – è un tassello importante per l’attuazione del dettato costituzionale che assegna alla pena una funzione rieducativa e per orientare chi ha scontato la sua pena al reinserimento nel tessuto sociale ed economico-produttivo. I detenuti che in carcere non svolgono alcuna attività hanno nel momento del loro ritorno nella società un altissimo tasso di recidiva: la media scende invece drasticamente per chi ha seguito percorsi iniziati all’interno del carcere e proseguiti all’esterno in misura alternativa o nelle forme previste dall’art. 21 dell’Ordinamento penitenziario. I dati di esperienza – conclude il Guardasigilli – dimostrano che l’effetto dell’inserimento sociale dei detenuti è dunque anche un fattore fondamentale per la sicurezza dei cittadini”.

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