Bonus 200 euro senza Partita iva: requisiti e domanda

Paolo Ballanti 23/01/23
Scarica PDF Stampa
Il 7 dicembre 2022 il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone e il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti hanno firmato un decreto ministeriale che estende il bonus 200 euro una tantum a professionisti ed autonomi senza partita Iva.

Alla base della decisione – si legge nel decreto – il fatto che l’indennità una tantum sia una misura universale di sostegno al reddito, diretta a contrastare gli effetti economici della crisi energetica nazionale. Si è inoltre valutata l’apertura della partita Iva come un requisito non necessario al fine della identificazione del lavoratore quale autonomo o professionista.

Da qui la decisione di licenziare un nuovo decreto ministeriale che modifica il precedente provvedimento del 19 agosto 2022 in cui la partita Iva attiva era uno dei requisiti essenziali per ottenere il bonus 200 euro.

La novità, peraltro, impatta anche sull’erogazione dell’aumento dell’indennità di 150 euro, deciso dal Decreto Aiuti-ter per quanti rispettano determinati limiti di reddito. A questo punto, arrivata la firma del decreto interministeriale, autonomi e professionisti senza partita Iva potranno richiedere il bonus? Analizziamo la questione in dettaglio.
Indice
Bonus 200 euro: la norma Al fine di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori autonomi e dei professionisti, alla luce della crisi energetica e del caro prezzi, l’articolo 33 del Decreto Aiuti (Decreto – legge 17 maggio 2022 numero 50) ha istituito un apposito fondo destinato a finanziare l’erogazione di un’indennità una tantum per l’anno 2022.

Il fondo in questione, creato presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro per l’anno 2022, ha l’obiettivo di sostenere l’erogazione del sussidio economico citato, a beneficio di:
  • Lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali Inps;
  • Professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza, di cui al Decreto legislativo 30 giugno 1994 numero 509 ed al Decreto legislativo 10 febbraio 1996 numero 103.
  • Autonomi e professionisti non devono aver fruito della stessa indennità in qualità di lavoratori dipendenti, pensionati o appartenenti alle altre categorie beneficiarie. È altresì richiesto un reddito complessivo non superiore, nel periodo d’imposta 2021, all’importo stabilito con apposito decreto ministeriale.

    Al suddetto decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, è demandata la definizione dei criteri e delle modalità di concessione dell’indennità una tantum.
    Bonus 200 euro: il decreto ministeriale In attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 33 del Decreto Aiuti, il D.M. del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 19 agosto 2022 (pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 settembre 2022) ha definito criteri e modalità per la concessione dell’indennità una tantum a professionisti ed autonomi. Platea dei beneficiari
    A norma dell’articolo 2 l’indennità spetta a lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps, nonché ai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza ed assistenza che, nel periodo d’imposta 2021, abbiano percepito un reddito complessivo non superiore a 35 mila euro.

    I beneficiari devono peraltro, entro il 18 maggio 2022:
  • Essere iscritti alle rispettive gestioni previdenziali, con partita Iva attiva e prestazione lavorativa avviata;
  • Aver effettuato almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione previdenziale di iscrizione per la quale è richiesta l’indennità, con competenza a decorrere dall’anno 2020.
  • Quest’ultimo requisito non si applica ai contribuenti per i quali non risultano scadenze ordinarie di pagamento entro la data del 18 maggio 2022. Tornando al requisito reddituale, lo stesso è da intendersi come la somma assoggettabile ad Irpef, al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali.

    Sono comunque esclusi dal computo:
  • I trattamenti di fine rapporto comunque denominati;
  • Il reddito della casa di abitazione;
  • Le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.
  • Importo
    Al pari delle altre categorie beneficiarie, anche per autonomi e professionisti l’indennità una tantum ammonta a 200 euro ed è corrisposta previa domanda, trasmessa all’Inps o agli enti di previdenza cui sono obbligatoriamente iscritti.

    L’indennità percepita non costituisce reddito ai fini fiscali né tantomeno per la corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali. La somma non è cedibile, sequestrabile o pignorabile e spetta a ciascun avente diritto, una sola volta.
    Modalità di presentazione della domanda
    Ai fini del riconoscimento del beneficio, l’interessato presenta domanda all’ente di previdenza cui è obbligatoriamente iscritto, nei termini, con le modalità e secondo lo schema predisposto dallo stesso.

    Nel caso in cui il soggetto interessato sia iscritto contemporaneamente a una delle gestioni previdenziali Inps e ad uno degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza ed assistenza, l’istanza dev’essere trasmessa esclusivamente all’Inps.

    La domanda dev’essere corredata dalla dichiarazione dell’interessato, rilasciata ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 numero 445, sotto la propria responsabilità:
  • Di essere lavoratore autonomo / libero professionista, non titolare di pensione;
  • Di non essere percettore delle prestazioni di cui agli articoli 31 e 32 del Decreto – legge numero 50/2022;
  • Di non aver percepito nell’anno d’imposta 2021 un reddito complessivo superiore a 35 mila euro;
  • Di essere iscritto, alla data del 18 maggio 2022, ad una delle gestioni previdenziali Inps o degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza ed assistenza;
  • In caso di contemporanea iscrizione a diversi enti previdenziali, di non aver presentato per il medesimo fine istanza ad altra forma di previdenza obbligatoria.
  • Ricevute le domande, gli enti procedono all’erogazione del bonus in base all’ordine cronologico delle istanze presentate e accolte.  
    Bonus 200 euro: estensione ad autonomi senza Partita Iva Il 7 dicembre 2022 il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, hanno firmato il decreto che estende di fatto l’erogazione del bonus 200 euro anche a professionisti e autonomi non titolari di partita Iva.

    Il provvedimento introduce all’interno del Decreto ministeriale del 19 agosto 2022 citato, l’articolo 2-bis con cui si dispone che l’indennità “è riconosciuta, alle medesime condizioni, anche ai soggetti beneficiari non titolari di partita iva”.

    Naturalmente i soggetti in parola devono essere iscritti alle gestioni previdenziali Inps o agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza.
    Bonus 200 euro senza Partita Iva: si può già fare domanda? Nonostante sul decreto del 7 dicembre sia arrivata la firma dei ministri Calderone e Giorgetti e la registrazione da parte della Corte dei conti, per considerare pienamente operativa la modifica si dovrà attendere la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

    A quel punto mancheranno all’appello soltanto le istruzioni da parte dell’Inps e dei singoli enti di previdenza su modalità e tempistiche per presentare le domande.
    Bonus 200 euro senza Partita Iva: soggetti interessati Stando a quanto riporta il Ministero del lavoro nella news del 10 gennaio scorso, l’ampliamento previsto dal nuovo decreto “interessa una platea potenziale di ulteriori 30 mila lavoratori autonomi e circa 50 mila professionisti, tra cui 30 mila specializzandi in medicina e chirurgia”. Bonus 200 euro senza Partita Iva: integrazione 150 euro Il Decreto-legge 23 settembre 2022 numero 144 detto anche Aiuti ter, ha incrementato di 150 euro (articolo 20) l’indennità una tantum per autonomi e liberi professionisti. L’aumento spetta a condizione che nel periodo d’imposta 2021, gli interessati abbiano totalizzato un reddito complessivo non superiore a 20 mila euro.

    Una volta chiarite le procedure di richiesta e liquidazione del bonus, lo stesso spetterà ad autonomi e professionisti senza partita Iva, comprensivo dell’aumento di 150 euro, in presenza naturalmente dei requisiti di reddito citati.
    Bonus 200 euro senza Partita Iva: coperture Gli oneri aggiuntivi derivanti dall’estensione del bonus (articolo 2 del D.M. 7 dicembre 2022) vengono quantificati in 28 milioni di euro, a valere sul Fondo per l’indennità una tantum per i lavoratori autonomi e i professionisti, istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a norma dell’articolo 33 del D.L. Aiuti.

    Tag