Anticorruzione è…? Costituirsi parte civile contro Berlusconi!

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de gregorio

Qualche tempo fa – esattamente il   7 giugno 2012 – avevo scritto su questa rivista la vergogna, tutta italiana, dell’omonimo orgoglio italiano di nome Sergio De Gregorio.
La notizia sconcertante dell’epoca era che l’assemblea del Senato aveva respinto la delibera della giunta per le immunità di Palazzo Madama favorevole alla richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei confronti dell’allora senatore Sergio De Gregorio.
Le colpe del nostro pasciutello De Gregorio? Bazzecole…. solo tre milioni di euro, di cui due in “nero” e uno versato nelle casse dell’associazione culturale Italiani nel mondo, per passare al PdL e far cadere, nel 2008, il governo Prodi.

Oggi – sia chiaro a tutti – è lo stesso De Gregorio ad avere confessato ai pubblici ministeri di Napoli di avere ricevuto i soldi di questa indegna compravendita da Silvio Berlusconi per il tramite di Walter Lavitola.
Oggi, per farla breve, l’accusa di corruzione a carico dell’accoppiata Berlusconi-De Gregori è tutt’altro che frutto della fantomatica persecuzione ai danni del nostro beneamato Silvio…

Ieri l’annuncio ufficiale: il Presidente del Senato Piero Grasso – quando si dice cheil vissuto personale e professionale di una persona non è acqua – ha ribaltato il parere negativo dell’Ufficio di Presidenza (ci si poteva forse aspettare l’unanimità? il troppo storpia….) e deciso per la costituzione di parte civile del Senato nel processo che inizierà a svolgersi il prossimo 11 febbraio, presso il Tribunale di Napoli, V Sezione Penale, contro Silvio Berlusconi e Walter Lavitola.
Per De Gregorio non si pone più il problema giacché il nostro buon amico, in Udienza Preliminare, ha pensato bene di patteggiare la pena (ovviamente sospesa) ad un anno e otto mesi di reclusione.

E’ un giorno di festa! Per tutti gli italiani, e non solo per il Senato!
Un barlume di speranza, uno spiraglio di legalità serio, tangibile e concreto, una dimostrazione attiva di cosa voglia dire, per un Paese, rispettare e far rispettare le leggi. Quello di Piero Grasso – in un momento storico contrassegnato da una ordinaria vita politica affetta dal virus dell’illegalità – è un gesto di straordinaria importanza, politica, civica e giuridica.
Costituirsi parte civile significa partecipare attivamente ad un processo penale in cui si discute non soltanto della sorte personale di un imputato ricco e potente o dei suoi brogliacci privati ma, anche e soprattutto, del diritto di uno Stato di agire in giudizio contro un suo rappresentante “infedele”, di qualunque blasone o patrimonio possa essere eventualmente titolare. E significa, anche, prendere posizione a fianco di un pubblico ministero per seguire il processo dal di dentro, e per poi chiedere e pretendere il risarcimento del danno, anche di natura strettamente monetaria, causato dall’imputato alla persona offesa Senato.

E’ anche questa, fattivamente questa, una delle strade giuste dell’anticorruzione, della vittoria della cultura della legalità intesa come bene comune, appartenente a tutti.
Potrebbe esserlo di più, molto di più, se solo riuscissimo a comprendere – o meglio, a far comprendere a chi di dovere – che la lotta vera alla corruzione imporrebbe una modifica del sistema sanzionatorio penale e del codice di procedura penale, con la conseguente proliferazione a catena di casi simili.

Purtroppo, però, il nostro codice di procedura penale limita la costituzione di parte civile ai soli soggetti che riescano a dimostrare di essere stati danneggiati in via diretta e squisitamente civilistica; e pertanto non permette ai comuni cittadini – o, ad esempio, agli elettori – di entrare nei processi penali. Neanche quando si discute delle peggiori corruzioni ai danno della collettività: quelle dei mega appalti truccati, delle grandi opere gonfiate, delle consulenze milionarie, delle ruberie dei partiti, dei soldi spariti dalle casse del pubblico e para pubblico.

Pazienza. La lotta potrebbe essere solo all’inizio…
Piuttosto, da parte degli amici de il più amato d’Italia che aria tira?
Tutto vecchio. Si dice, si dirà e si continuerà a dire: che è l’ultima congiura del mese nei confronti di un uomo che rappresenta milioni di cittadini; che si tratta di un santo, santificato a furor di popolo; che Silvio merita dinanzi a Dio di dire la sua nelle scelte fondamentali della vita del nostro Paese (riforma elettorale, modifica della Costituzione, normativa economica); che Piero Grasso è rimasto il solito “magistrato rosso” ….

Si dirà certamente così.
Ma … la volete mettere la soddisfazione di immaginare cosa si scriverà, storicamente, in quella Aula Giudiziaria partenopea: “io, in nome e per conto del Senato della Repubblica Italiana, chiedo a te, imputato Silvio Berlusconi, colpevole del reato di corruzione in mio danno, di restituirmi sino all’ultimo centesimo dei soldi che mi hai dolosamente frodato e di darmi anche quelli relativi al danno all’ immagine che mi hai causato”?

…. già mi sento un pochino meglio ….

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