Altro che riforma pensioni: la legge di stabilità 2014 si prende 600 euro

Redazione 23/10/13
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Mentre milioni di pensionati attendono invano la riforma pensioni 2013, che non ci sarà, il governo ha deciso i correttivi alla legge Fornero da introdurre con la legge di stabilità 2014, ora al vaglio del Parlamento per la conversione.

Sono due le principali misure rivolte ai pensionati che hanno trovato spazio nella prima stesura ufficiale della legge finanziaria che regolerà i bilanci dello Stato da qui al 2016. Da una parte, è stato varato il blocco delle indicizzazioni per gli assegni superiori a tre volte il minimo, ossia all’incirca intorno ai 3mila euro netti. Dall’altra, invece, si sta considerando l’ipotesi di un contributo di solidarietà per le pensioni d’oro, cioè al di sopra del 150mila euro annui, con prelievi progressivi fino al 15% ogni 50mila euro di reddito in più.

Però, a vedere i primi conti, è l’indicizzazione a causare i peggiori effetti sui portafogli dei contribuenti. Secondo quanto riporta il Sindacato pensionati italiani della Cgil, infatti, la media dei tagli che i pensionati si vedranno accordati in assegno sarà pari a 615 euro nel prossimo triennio.

Ecco il comunicato ufficiale dello Spi-Cgil:

Una media di 615 euro in meno nel triennio 2014-2016. E’ questa – secondo le proiezioni dello Spi-Cgil – la perdita prodotta per circa 5 milioni di pensionati dai nuovi meccanismi di indicizzazione previsti dalla legge di stabilità.
Nel 2014 la perdita sarà mediamente di 172 euro, nel 2015 di 217 euro e nel 2016 di 226 euro.

Per la fascia che da va da 3 a 4 volte la soglia minima la perdita sarà meno consistente, ovvero di 26 euro nel 2014, di 39 euro nel 2015 e di 45 euro nel 2016.
Per quella che invece va da 4 a 5 volte la soglia minima sarà di 78 euro per il 2014, di 116 euro nel 2015 e di 123 euro nel 2016.
Da 5 a 6 volte la soglia minima, infine, sarà di 182 euro nel 2014, di 309 euro nel 2015 e di 319 euro nel 2016.

Per le pensioni d’importo superiore a 6 volte il trattamento minimo (sopra i 3mila euro lordi) l’indicizzazione sarà bloccata per il 2014, con una perdita per questo anno di 403 euro per i pensionati che si trovano in questa fascia.
Queste pensioni continueranno però a perdere il proprio potere d’acquisto anche dopo il ripristino dell’indicizzazione, con – 404 euro nel 2015 e – 417 euro nel 2016.
Il taglio alle pensioni stimato è di circa 2,3 mld di euro nel triennio.

“Ancora una volta – ha dichiarato il Segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone – i pensionati vengono usati dal governo come un bancomat. Con la legge di stabilità non solo si vanno a peggiorare le norme previste fino ad oggi ma viene completamente smantellato il sistema previdenziale così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi”.
“Non staremo a guardare – ha continuato Cantone – e daremo battaglia in Parlamento perché si cambi nel segno dell’equità. Continueremo con la mobilitazione che con Fnp-Cisl e Uilp-Uil stiamo già mettendo in atto in tutti i territori”.

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