Carta docenti 2025-2026: bonus ridotto a 383 euro, ma via libera ai precari. Le nuove regole

Paolo Ballanti 20/03/26
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Il 5 marzo 2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha presentato alle organizzazioni sindacali lo schema di decreto relativo alla Carta del Docente per l’anno scolastico 2025-2026.

Come precisa FLC CGIL con una nota pubblicata sul proprio portale “flcgil.it” il provvedimento presentato dall’Amministrazione recepisce le sentenze della Corte di Giustizia Europea e dei tribunali nazionali, estendendo la misura al personale educativo e ai docenti con supplenza annuale (31 agosto) o fino al termine delle attività didattiche (30 giugno).

In parallelo all’allargamento della platea dei beneficiari il Ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso un comunicato dello scorso 5 marzo, pubblicato su “mim.gov.it”, segnala una riduzione del bonus dai precedenti 500,00 euro a 383,00 euro per docente.

Un’ulteriore novità riguarda la possibilità, per la prima volta, di utilizzare la Carta anche “per servizi di trasporto di persone e l’acquisto di strumenti musicali.

Cambiano inoltre le regole per l’acquisto di prodotti hardware e software.

Analizziamo le novità in dettaglio.

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Indice

Estesa la platea dei beneficiari

Il Decreto – Legge 9 settembre 2025, numero 127 (ribattezzato DL Maturità) grazie all’articolo 3, comma 5-bis ha ritoccato la disciplina della Carta del Docente (contenuta nell’articolo 1, comma 121 e seguenti, Legge 13 luglio 2015, numero 107) allargandone la platea dei soggetti beneficiari.

La misura è pertanto finalizzata a sostenere l’aggiornamento e la formazione di:

  • docenti di ruolo;
  • docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile;
  • docenti con contratto di supplenza fino al termine delle attività didattiche;
  • personale educativo.

Come precisa il MIM nel comunicato dello scorso 5 marzo, per l’anno scolastico 2025-2026 la Carta del Docente è quindi estesa anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile fino al 31 agosto, ai docenti con incarichi di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno e, da ultimo, al personale educativo dei convitti e degli educandati.

Per effetto della modifica la Carta può ora contare, precisa il Ministero, su una platea di “oltre 1 milione di docenti.

Oltre “200.000 in più rispetto allo scorso anno quando c’era già stato un incremento, per un totale di 253.000 docenti in più rispetto a quelli previsti originariamente dalla Carta”.

Importo ridotto a 383 euro

All’estensione della platea dei beneficiari la Carta del Docente si accompagna una riduzione del suo valore nominale, dai precedenti 500,00 a 383,00 euro.

La somma spettante al docente, come prevede espressamente la normativa, non costituisce “retribuzione accessoria né reddito imponibile” (articolo 1, comma 121, Legge numero 107/2015).

All’importo citato, precisa il comunicato del MIM, si aggiungono “ulteriori 281 milioni, 11 milioni in più rispetto ai 270 già annunciati, da destinare alla formazione e all’aggiornamento dei docenti e per l’acquisto, da parte delle istituzioni scolastiche, di tablet, personal computer, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso agli insegnanti”.

Ampliate le categorie di spesa

Un’ulteriore novità riguarda l’ampliamento delle categorie di spesa ammissibili “al fine di rafforzare le opportunità per i docenti” precisa la nota del MIM.

Accanto all’acquisto di libri, riviste, alle attività di formazione e aggiornamento, musei, mostre, teatri, acquisto di hardware e software, sottolinea il Ministero dell’Istruzione e del Merito, sono stati previsti “per la prima volta, anche servizi di trasporto di persone e l’acquisto di strumenti musicali”.

Cambiano le regole per l’acquisto di hardware e software

Il DL Maturità ha modificato la disciplina relativa all’acquisto, con la Carta del Docente, di hardware e software.
A decorrere dall’anno scolastico 2025-2026, si legge nel citato comma 121, la Carta “può essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software esclusivamente in occasione della prima erogazione della stessa e, successivamente, con cadenza quadriennale”.

Coloro, prosegue la norma, che hanno percepito la Carta in uno degli anni scolastici precedenti al 2025-2026 possono “utilizzarla per l’acquisto di hardware e software nell’anno scolastico 2025/2026 e, successivamente, con cadenza quadriennale”.

Necessaria la registrazione al portale

Come descritto dall’articolo 1, comma 121, Legge numero 107/2015 la Carta risponde ai seguenti obiettivi:

  • sostenere la formazione continua dei docenti;
  • valorizzare le competenze professionali dei docenti;
  • favorire l’esercizio della funzione docente.

Quanti sono in possesso dei requisiti per accedere alla misura devono innanzitutto registrarsi sul portale “cartadeldocente.istruzione.it”, cliccando sul tasto “Registrati o accedi.

Grazie alle credenziali dell’identità digitale SPID (livello 2) o CIE (Carta di identità elettronica) il portale verifica le generalità dei richiedenti (nome, cognome e codice fiscale), permettendo così una verifica in tempo reale dei requisiti.

In caso di sussistenza degli stessi, l’applicazione presenta la schermata di registrazione dove il docente dovrà necessariamente inserire il proprio indirizzo mail.

Per proseguire nella registrazione sarà necessario prendere visione e dichiarare di accettare le condizioni d’uso e l’informativa sulla privacy.
Completata con successo la registrazione l’utente potrà accedere direttamente alla sezione “CREA BUONO” o “IL TUO PORTAFOGLIO” per iniziare ad usufruire della Carta.

Rinvio all’apposito DM attuativo

A decorrere dall’anno scolastico 2025-2026 (articolo 1, comma 121) i criteri e le modalità di assegnazione della Carta, nonché l’importo nominale della stessa, definito sulla base del numero dei docenti e del personale educativo oltre che delle risorse disponibili, sono demandati ad un apposito decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, adottato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. 

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Paolo Ballanti

Dopo la laurea in Consulente del Lavoro, conseguita all’Università di Bologna nel 2012, dal 2014 si occupa di consulenza giuslavoristica ed elaborazione buste paga presso un’associazione di categoria in Ravenna. Negli anni successivi alla laurea ha frequentato tre master: El…Continua a leggere

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