Le novità che, ogni anno, la Legge di Bilancio introduce sono diverse.
Per il 2026, le imprese del Bel Paese possono beneficiare di diversi incentivi fiscali, focalizzati in particolare su transizione ecologica e digitalizzazione dei processi.
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Indice
Iperammortamento
L’iperammortamento 2026 rappresenta un incentivo fiscale avente lo scopo di incrementare il valore economico degli investimenti che le imprese hanno in progetto relativamente ai beni strumentali.
Grazie ad esso, sarà possibile dedurre fiscalmente un importo decisamente superiore rispetto alla cifra effettivamente spesa per il loro acquisto.
Le maggiorazioni saranno particolarmente vantaggiose in caso di investimenti in campo green e digital.
Numeri alla mano, si arriva a una deduzione massima del 180% per investimenti fatti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Con una maggiorazione di questa entità e considerando l’applicazione dell’IRES al 24%, l’imprenditore può arrivare a recuperare fino al 43,2% di quanto speso per i beni.
Nell’elenco di questi ultimi possono rientrare, giusto per fare alcuni esempi concreti, i gruppi di generazione dell’energia elettrica, i sistemi di accumulo, i trasformatori e i misuratori.
Novità per il piano di Transizione 5.0
Per le aziende escluse dal piano di Transizione 5.0 a causa dell’esaurimento delle risorse – nei mesi scorsi, sono arrivate richieste per 4,7 miliardi di euro – era inizialmente previsto un rifinanziamento, non andato poi a buon fine.
L’agevolazione riguardava investimenti in tecnologie green; le aziende, ad oggi, possono usufruire dei bonus, più bassi, della Transizione 4.0.
Il D.lgs. Transizione 5.0 ha superato, nella giornata dell’8 gennaio 2026, lo scoglio del passaggio al Senato.
In attesa della conversione in legge, tra le modifiche più rilevanti c’è l’introduzione di un periodo transitorio legato all’installazione di impianti industriali alimentati da fonti rinnovabili.
Crediti d’imposta per le imprese che si trovano nella ZES Unica
Per il 2026, è prorogata la possibilità di accedere al credito d’imposta per l’acquisto di beni di diversa natura da parte delle imprese che si trovano nella cosiddetta ZES Unica, una zona istituita ufficialmente nel 2024 che comprende, nel caso dell’Italia, le Regioni del Mezzogiorno.
Come si può leggere in questa guida completa su ZES Unica, gli incentivi riguardano i beni strumentali, ma anche l’acquisto di terreni e tutto quello che serve per avviare l’attività di impresa.
Rientrano in quest’ultima categoria operazioni come l’acquisto di immobili per gli stabilimenti produttivi o di tutto il necessario per ampliare una filiera produttiva.
Dato che la percentuale del credito d’imposta cambia a seconda delle dimensioni dell’impresa e della zona e che ci sono in gioco anche aspetti legati alla cumulabilità con altri aiuti, è basilare evitare il fai da te e rivolgersi a professionisti esperti nell’affiancare le imprese in percorsi di innovazione.
Ayming Italia, multinazionale con sedi in diverse città italiane è uno dei nomi principali da considerare quando si cerca una consulenza sulla finanza agevolata erogata da professionisti con alle spalle un’esperienza pluridecennale.
Tornando ai dettagli tecnici sull’incentivo, ricordiamo che, per tutto il 2026, il plafond disponibile sarà pari a 2,3 miliardi di euro.
Credito d’imposta per gli investimenti nelle ZLS
Proseguendo con la scoperta degli incentivi per le imprese italiane nel 2026, troviamo il credito d’imposta riservato alle realtà che investono e che si trovano nelle ZLS, acronimo per Zone Logistiche Semplificate.
Con questa espressione, si intendono le aree portuali e retroportuali.
In tali frangenti, si parla di un credito d’imposta – con limite di spesa pari a 100 milioni annui – per l’acquisto di beni strumentali, finalizzati all’avvio di un investimento iniziale.
Risorse integrative per la Nuova Sabatini
Il 2026 vedrà anche un incremento delle risorse legate alla Nuova Sabatini, l’agevolazione del MIMIT che ha lo scopo di venire incontro alle imprese che acquistano macchinari innovativi.
Se per il 2026 è previsto un rifinanziamento di 200 milioni di euro, le cose andranno decisamente meglio l’anno successivo quando, invece, saranno 450.
Incentivi per le aziende che investono in R&S
Fino alla fine del mese di dicembre 2031, è prevista la proroga degli incentivi per le imprese che investono in R&S, concentrandosi in particolare su implementazioni legate a design e innovazione tecnologica.
L’aliquota è però ridotta e pari al 10%. La spesa massima annua per richiedere le agevolazioni corrisponde a 5 milioni di euro.