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Bonus genitori con figli disabili, 150 euro mensili: ultimi giorni per fare domanda

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Dal 1° febbraio è disponibile la procedura informatica dedicata alla trasmissione delle domande per la fruizione del bonus genitori disoccupati o monoreddito con figli disabili. Le domande possono essere inviate fino al 31 marzo 2022 per ricevere le annualità 2022 e 2023.

L’ultima e attesa circolare Inps del 10 marzo specifica infatti la procedura per le istanze da parte dei cittadini e ricorda le scadenze utili.

In un precedente messaggio invece (il messaggio numero 471 del 31 gennaio), l’Inps aveva annunciato l’apertura delle domande dal 1° febbraio, specificando che le istruzioni dettagliate e operative sarebbero state fornite con una successiva circolare. Eccola qui: la Circolare n° 39 del 10 marzo 2022. All’interno come funziona il contributo per genitori disoccupati e monoreddito di figli disabili, come richiederlo, le date da rispettare, gli importi e le modalità di erogazione.

>> Scarica qui la circolare Inps

Si tratta infatti di un contributo per genitori disoccupati o monoreddito, facenti parte di nuclei familiari monoparentali, con figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento.


Vediamo nei prossimi paragrafi come funziona e come fare domanda.

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Bonus genitori con figli disabili: cos’è

La Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178), ha introdotto all’articolo 1 commi 365 e 366, un contributo per i genitori disoccupati o monoreddito, facenti parte di nuclei familiari monoparentali, con figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento.

Un successivo Decreto Ministeriale, il decreto del 12 ottobre 2021, emanato dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 285 del 30 novembre 2021, ha individuato le disposizioni attuative del contributo in questione, fissando i criteri per l’individuazione dei destinatari nonché le modalità di presentazione delle domande di contributo e di erogazione dello stesso.

Il contributo spetta  “nella misura massima di 500 euro netti per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023”.

Bonus genitori con figli disabili: requisiti

In base a quanto stabilito dal decreto del 12 ottobre 2021, possono accedere al contributo in questione coloro che, al momento della presentazione della domanda, presentano cumulativamente i seguenti requisiti:

  • Residenza in Italia;
  • ISEE in corso di validità non superiore a 3 mila euro;
  • Essere disoccupati o monoreddito, facenti parte di un nucleo familiare monoparentale;
  • Appartenere ad un nucleo familiare (come individuato ai fini ISEE) in cui siano presenti figli a carico con disabilità riconosciuta non inferiore al 60%.

Essendo il sussidio rivolto a genitori disoccupati o monoreddito, facenti parte di nuclei monoparentali, il decreto fornisce inoltre le definizioni di:

  • genitore disoccupato”, come la “persona priva di impiego oppure la persona il cui reddito da lavoro dipendente non superi le 8.145 euro all’anno o 4.800 euro annui da lavoro autonomo”;
  •  “genitore monoreddito”, come colui che riceve reddito esclusivamente dallo svolgimento dell’attività lavorativa, nonostante questa “sia prestata in favore di una pluralità di datori di lavoro” ovvero l’interessato percepisca “un trattamento pensionistico previdenziale”, con l’esclusione di eventuali altri trattamenti assistenziali. Si prescinde inoltre dall’eventuale proprietà della casa di abitazione.

Per quanto riguarda il requisito dei figli a carico, si ricorda che la vivenza a carico ricorre per i figli con un reddito annuo non superiore a 4 mila euro, ridotti a 2.840,51 euro se di età superiore a 24 anni.

Infine, si definisce nucleo monoparentale il nucleo composto da uno solo dei genitori con uno o più figli a carico, in questo caso per accedere al sussidio il figlio dovrà avere una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60%.

Bonus genitori con figli disabili: importo

Il sussidio è riconosciuto mensilmente dall’INPS per un importo pari a 150 euro mensili, a partire dal mese di gennaio e per l’intera annualità.

Per i genitori con due o più figli a carico, in possesso di una disabilità non inferiore al 60%, il contributo è pari, rispettivamente, a 300 euro ed a 500 euro mensili complessivi che rappresentano l’importo massimo erogabile.

Il contributo mensile, per espressa disposizione ministeriale (articolo 2 comma 2 del Decreto), non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali del beneficiario ed è altresì cumulabile con il Reddito di cittadinanza.

Bonus genitori con figli disabili: domanda

La procedura per richiedere il contributo per genitori con figli con disabilità è attiva dal 1° febbraio al 31 marzo 2022, ed è raggiungibile tramite il sito istituzionale inps.it accedendo al menu “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Contributo genitori con figli con disabilità”; per i Patronati, il servizio è presente all’interno del “Portale dei Patronati”. È richiesto il possesso di credenziali digitali SPID, CIE o CNS.

Come da istruzioni Inps, la domanda per il contributo ha validità annuale e deve essere presentata dal genitore all’INPS dal 1° febbraio al 31 marzo per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Nella domanda sarà necessario indicare, da parte del genitore-richiedente, il codice fiscale del figlio o dei figli con disabilità per i quali si chiede il contributo. Esclusivamente per l’anno di riferimento con competenza 2022, il genitore richiedente, attestando il possesso di tutti i requisiti previsti dalla norma, può presentare domanda anche per l’anno 2021, selezionando l’apposito flag “Dichiaro di voler presentare domanda anche per l’anno 2021”. Le modalità di pagamento delle eventuali rate spettanti per il 2021 saranno comunicate dall’Istituto con un successivo messaggio.

È inoltre necessario indicare le seguenti modalità alternative di pagamento:

  • bonifico domiciliato presso ufficio postale;
  • accredito su IBAN (è possibile indicare IBAN nazionali o esteri su circuito SEPA).

Per quest’ultima opzione è possibile indicare degli IBAN di conto corrente bancario, di carta ricaricabile o di libretto postale.

Qualora le risorse non “fossero sufficienti ad esaurire le domande che soddisfino i criteri” l’INPS darà “la priorità ai richiedenti con ISEE più basso”. A parità di reddito ISEE sarà data poi priorità “ai richiedenti appartenenti a nuclei con figli minori non autosufficienti”. A seguire assumeranno rilevanza i “nuclei con figli con disabilità di grado grave” ed infine “i richiedenti con figli con disabilità di grado medio”.

Contributo genitori figli disabili: importo e pagamento

A domanda accolta, il bonus verrà erogato al genitore con cadenza mensile, per un importo pari a 150 euro al mese e sarà riconosciuto dal mese di gennaio per l’intera annualità.

Nel caso in cui il genitore abbia due o più figli a carico con una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60 per cento, l’importo riconosciuto sarà pari, rispettivamente, a:

  • 300 euro mensili, nel caso di due figli;
  • 500 euro mensili, nel caso in cui i figli siano più di due.

Scarica il Messaggio Inps n. 471 in pdf

Bonus genitori con figli disabili: decadenza e sospensione

Il beneficiario decade dal sussidio in mancanza di uno dei requisiti di spettanza, oltre alle seguenti cause:

  • Decesso del figlio;
  • Decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • Affidamento del figlio a terzi.

L’interessato è tenuto a segnalare immediatamente all’INPS il verificarsi di una delle cause di decadenza. L’Istituto, una volta accertato il mancato possesso dei requisiti, provvede a:

  • Revocare immediatamente il sussidio, ferma restando la “restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente”;
  • Interrompere l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo quello in cui si è verificata la causa di decadenza.

Il beneficiario è altresì tenuto ad informare tempestivamente l’INPS in caso di ricovero del figlio presso istituti di cura di lunga degenza ovvero altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. L’Istituto provvederà a sua volta a sospendere il sussidio per tutto il periodo di ricovero.

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