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Obbligo Green Pass lavoratori: tutte le risposte utili per recarsi a lavoro

Chi controlla, come fare se si è esenti dal vaccino, le multe per dipendenti e datori: tutto quello che c'è da sapere sulla certificazione verde per entrare in fabbrica, azienda, ufficio.

Chiara Arroi
tutte le regole sul green pass lavoratori

Tutti a lavoro con il Green Pass da domani 15 ottobre, esenti a parte. E sono tanti i dubbi che lavoratori e datori di lavoro continuano a nutrire. Il premier Mario Draghi, assieme ai ministri competenti, ha firmato due Dpcm: uno sulle linee guida per la chi lavora nella Pa e uno per il controllo della certificazione in ambito lavorativo in generale, perché a tutti i lavoratori del pubblico e privato verrà chiesta la verifica obbligatoria del certificato di vaccinazione o tampone prima di entrare in fabbrica o azienda.

Per chiarire molti di questi dubbi sono state pubblicate alcune Faq utili, esempi di domande che tutti noi possiamo porci, con le relative risposte del governo: come funziona per i lavoratori esenti dal vaccino, chi controlla e come, cosa fare se si è ancora in attesa della certificazione, quali sanzioni si rischiano, ecc.

In questo articolo tutte le risposte utili sul Green pass lavoratori, per recarsi in fabbrica, ufficio, azienda in totale sicurezza e senza incorrere in sanzioni o sospensioni da lavoro.

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1. Chi ha l’obbligo del Green Pass dal 15 ottobre?

Dal 15 ottobre l’obbligo interesserà oltre 23 milioni di lavoratori sia del settore pubblico sia di quello privato. Sono queste le categorie a dover esibire la certificazione verde:

  • lavoratori pubblici;
  • lavoratori del settore privato;
  • lavoratori autonomi;
  • magistrati, compresi quelli onorari, gli avvocati e i procuratori dello Stato e i componenti delle commissioni tributarie che devono accedere agli uffici giudiziari;
  • collaboratori familiari (colf, badanti, baby-sitter);
  • soggetti titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice.

2. Come devono avvenire i controlli sul green pass dei lavoratori nel settore pubblico e in quello privato?

Le verifiche spettano al datore di lavoro. Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il Dpcm 12 ottobre 2021. I datori di lavoro definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo per quanto possibile che tali controlli vengano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni degli obblighi.

E’ raccomandato evitare di formare ritardi o code all’ingresso. Nelle pubbliche amministrazioni, laddove l’accertamento non avvenga al momento dell’accesso al luogo di lavoro, esso dovrà avvenire su base giornaliera, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa, potrà essere generalizzato o a campione, purché in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente.

> Scarica le linee guida per il rientro in presenza delle PA <

Oltre all’App “VerificaC19”, saranno rese disponibili per i datori di lavoro, pubblici e privati, specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni. Tali verifiche potranno avvenire attraverso:

  • l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura;
  • per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC;
  • per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC; per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi informativi di gestione del personale del, e la Piattaforma nazionale-DGC.

Consigliamo questa guida operativa edita da Maggioli Editore:

La gestione del rischio covid-19: aggiornamento green pass

Guida operativa e strumenti utili per la gestione del rischio nelle attività commerciali, nelle aziende e nei cantieri aggiornata al decreto legge n. 127 del 21 settembre 2021 (estensione obbligo Green Pass)

 

3. Come fanno i soggetti che non possono vaccinarsi per comprovati motivi di salute ad accedere al luogo di lavoro?

I soggetti che, per comprovati motivi di salute, non possono effettuare il vaccino contro il COVID-19, e che sono esonerati dalla somministrazione della vaccinazione, devono esibire un certificato contenente l’apposito “QR code” in corso di predisposizione. In questo modo il personale esente – previa trasmissione della relativa documentazione sanitaria al medico competente dell’amministrazione di appartenenza – non potrà essere soggetto ad alcun controllo.

4. I soggetti ancora in attesa del rilascio del green pass come fanno ad accedere al luogo di lavoro?

Per i soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne abbiano diritto è possibile avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

5. Se il dipendente entra a lavoro sprovvisto di Green Pass quali provvedimenti deve prendere l’azienda? Quali sanzioni rischia il lavoratore?

Il lavoratore, pubblico o privato, in questo caso viene considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del green pass; nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta.

Nel caso in cui il lavoratore acceda al luogo di lavoro senza green pass, il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa relativa.

Al lavoratore che entra in azienda, fabbrica o ufficio senza green pass viene inflitta, con provvedimento del Prefetto, una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore.

Oltre alla retribuzione, non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio.

6. Da chi devono essere effettuati i controlli sul green pass dei lavoratori che arrivano da società di somministrazione? Dalla società di somministrazione o dall’azienda in cui vengono distaccati?

I controlli devono essere effettuati da entrambe, sia dalla società di somministrazione, sia dall’azienda presso la quale il lavoratore svolge la propria prestazione.

7. Le regole di controllo Green Pass consentono all’azienda di non seguire gli obblighi sulla sanificazione delle sedi aziendali, sull’uso delle mascherine e sui distanziamenti?

No, l’uso del green pass è una misura ulteriore che non può far ritenere superati i protocolli e le linee guida di settore.

8. I clienti devono verificare il green pass dei tassisti o degli autisti di vetture a noleggio con conducente?

I clienti non sono tenuti a verificare il green pass dei tassisti o dei conducenti di NCC.

9. È necessario verificare il green pass dei lavoratori autonomi che prestano i propri servizi a un’azienda e che per questo devono accedere alle sedi della stessa?

Sì, tutti coloro che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nelle sedi dell’azienda sono soggetti al controllo.

10. I parrucchieri, gli estetisti e gli altri operatori del settore dei servizi alla persona devono controllare il green pass dei propri clienti? E i clienti, devono controllare il green pass di tali operatori?

Il titolare dell’attività deve controllare il pass dei propri eventuali dipendenti ma non deve richiederlo ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l’attività lavorativa in questione.

11. È possibile per il datore di lavoro verificare il possesso del green pass con anticipo rispetto al momento previsto per l’accesso in sede da parte del lavoratore?

Sì. Nei casi di specifiche esigenze organizzative, i lavoratori sono tenuti a rendere le comunicazioni relative al mancato possesso del green pass con il preavviso necessario al datore di lavoro per soddisfare tali esigenze.

12. Quali sanzioni rischia il datore di lavoro che non effettua le verifiche previste per legge?

Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass è punito con una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.

13. A chi mi devo rivolgere se ho problemi con la certificazione verde?

Per qualsiasi necessità o problema nell’esibizione del Green pass all’ingresso sul posto di lavoro occorre fare riferimento al referente designato dall’azienda stessa nell’effettuazione dei controlli.

14. Se sono esonerato dal vaccino covid come faccio senza Green Pass ad andare a lavorare?

Chiunque per comprovati di motivi venga esonerato dal vaccino covid non è tenuto a mostrare in ingresso a lavoro il Green Pass. Dopo aver ricevuto il certificato di esenzione, dovrà presentarsi in azienda con alla mano la certificazione dotata in un QR code ad hoc, che deve essere ancora predisposto, in modo che venga riconosciuto come soggetto esonerato dal Green Pass e non verrà quindi controllato in ingresso.

15. Posso essere licenziato se mi rifiuto di mostrare il Green Pass a lavoro?

No. E’ escluso il licenziamento per i lavoratori che entrino in azienda senza la certificazione verde. Questi però possono essere sia sospesi sia andare incontro a sanzioni amministrative. Il datore infatti è tenuto a segnalare questi dipendenti alla prefettura, in modo che venga loro somministrata la multa.

16. Come funziona la App per verificare il Green Pass in azienda?

Il processo di verifica delle certificazioni verdi COVID-19 prevede l’utilizzo di un’App di verifica installata su un dispositivo mobile. Tale applicazione consente di verificare la validità delle certificazioni senza la necessità di avere una connessione internet (offline), garantendo inoltre l’assenza di informazioni personali memorizzate sul dispositivo.

La procedura di verifica offline presuppone l’esistenza di una base dati locale che viene aggiornata tramite interrogazione alla propria piattaforma nazionale almeno una volta al giorno. Durante questa fase di aggiornamento verranno reperite tutte le informazioni sul materiale crittografico utilizzato dai vari Stati Membri per garantire l’autenticità, la validità e l’integrità delle Certificazioni mediante sigilli elettronici o mezzi analoghi.

Il flusso di utilizzo dell’app di verifica si articola nelle seguenti fasi:

  • la Certificazione è richiesta dal verificatore all’Interessato che mostra il relativo QR Code (in formato digitale oppure cartaceo).
  • L’App VerificaC19 legge il QR Code, ne estrae le informazioni e procede con il controllo del sigillo elettronico qualificato.
  • L’App VerificaC19 applica le regole (vedi Sezione 0) per verificare che la Certificazione sia valida.
  • L’App VerificaC19 mostra graficamente al verificatore l’effettiva validità della Certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa.

L’interessato, su richiesta del verificatore, esibisce un proprio documento di identità in corso di validità ai fini della verifica di corrispondenza dei dati anagrafici presenti nel documento con quelli visualizzati dall’App.

>> Scarica qui il Dpcm Green Pass 

(Foto di copertina: iStock: Bihlmayer Fotografie)

 



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