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Isopensione 2021: chi può andare in pensione con 7 anni di anticipo

Daniele Bonaddio
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Lo sapevi che alcune categorie di lavoratori possono decidere, di comune accordo con l’azienda, di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro con un anticipo di 7 anni rispetto alla normale età pensionistica? Si tratta, in particolare, di un meccanismo che prende il nome di Isopensione, introdotto non nel 2021 ma per la prima volta dalla Riforma Fornero (L. n. 92/2012) e successivamente ripreso dalla Legge di Bilancio 2018 (L. n. 205/2017) e da ultimo modificata dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020). Infatti, recentemente il legislatore ha proroga gli effetti dell’isopensione fino al 31 dicembre 2023. La novità è stata poi recepita dall’INPS con il Messaggio n. 227 del 20 gennaio 2021.

Ma come funziona l’isopensione 2021? Chi può accedervi? Quali sono gli adempimenti da porre in essere per poter anticipare la pensione di 7 anni? E ancora, chi versa la pensione nel periodo che va dalla cessazione del periodo di lavoro fino alla normale età pensionistica? Ecco in dettaglio tutte quello che c’è da sapere sull’isopensione.

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Isopensione 2021: cos’è?

L’isopensione, introdotta in via sperimentale per il triennio 2018-2020, consente ai lavoratori, che sono prossimi al pensionamento, di poter chiudere in anticipo il rapporto lavorativo previo accordo con il datore di lavoro.

Il meccanismo consente un anticipo dell’età pensionabile, sino ad un massimo di 4 anni, a patto che l’azienda esodante corrisponda, con oneri interamente a suo carico, un assegno ai lavoratori di importo equivalente alla pensione (l’assegno prende appunto il nome di ”isopensione”). L’importo dovrà essere corrisposto per l’intero periodo di esodo, sino al perfezionamento dei requisiti per il pensionamento.

Successivamente, il periodo di 4 anni è stato esteso, per il periodo temporale dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2023, a 7 anni ai sensi dell’art. 1, co. 160 della L. n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018), come modificato dalla Legge di Bilancio per il 2021 per agevolare il ricambio generazionale nelle imprese.

Isopensione 2021: la novità della Legge di Bilancio 2021

L’art. 1, co. 345 della L. n. 178/2020 (c.d. “Legge di Bilancio 2021”) ha esteso, fino al 31 dicembre 2023, la possibilità di poter andare in pensione con il meccanismo dell’isopensione. Mediante tale strumento è possi-bile accedere al pensionamento anticipato qualora si raggiungano i requisiti minimi nei 7 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro.

Quindi, la Manovra Finanziaria 2021 ha prorogato la misura di ulteriori 3 anni (l’isopensione scadeva il 31 dicembre 2020) consentendo ai lavoratori di imprese, con almeno 15 dipendenti, di poter accordarsi e ritirarsi in anticipo, a 7 anni dalla pensione.

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Isopensione 2021: soggetti interessati

I lavoratori dipendenti che possono aderire all’isopensione sono quelli appartenenti al settore privato. Resta inteso che potranno rientrarvi soltanto i lavoratori cui manchino, al massi­mo 7 anni (dal 2021 al 2023) per l’accesso, sia alla pensione di vecchiaia che alla pensione anticipata.

Quindi, considerato che per quest’anno la pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni d’età, teoricamente possono aderirvi i lavoratori con età pari o superiore a 60 anni.

Si badi bene, la facoltà è rivolta esclusivamente alle aziende con un organico medio che superi i 15 dipendenti. Inoltre, è assolutamente necessario che tra azienda, INPS e sindacati sia raggiunto un accordo di esodo.

Isopensione 2021: accordo di esodo

Come già anticipato, è necessario un accordo sottoscritto tra tre figure: azienda, organizzazioni sindacali più rappre­sentative a livello aziendale e INPS (che interviene alla fine). A seguito della sottoscrizione dell’accordo, i lavoratori vengono informati della possibilità di poter accedere alla pensione in anticipo.

Dopo un primo confronto tra azienda e le organizzazioni sindacali, e dopo aver individuato tutti i lavoratori interessati al pensionamento anticipato, l’INPS ha il compito di validare l’atto verificando l’insieme dei requisiti pensionistici dei lavoratori che hanno aderito al pensionamento anticipato.

Naturalmente, altro compito fondamentale dell’INPS, è quello di calcolare bene l’organico aziendale che deve essere mediamente superiore a 15 dipendenti. Solo dopo aver controllato le condizioni di legge, l’INPS emette un provvedimento nel quale sono descritte le informazioni relative al costo complessivo del programma di esodo annuale che l’azienda deve sopportare. L’informazione viene inviata al datore di lavoro via PEC. A questo punto, l’accordo assume piena efficacia.

Quindi, a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla risoluzione del rapporto, l’assegno di esodo (isopensione) viene messo in pagamento dall’INPS.

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Isopensione 2021: il ruolo dell’INPS

L’accordo sindacale raggiunto deve poi essere presentato dal datore all’INPS che dovrà validarlo rispetto ai requisiti pensionistici dei lavoratori che hanno aderito al pensionamento anticipato. L’INPS dovrà anche valutare la consistenza organica dell’azienda che, come detto, deve risultare superiore in media a 15 di­pendenti.

Se tutte le condizioni sono soddisfatte, l’Istituto Previdenziale rilascia un prospetto contenente l’informazione relativa all’onere complessivamente stimato del programma di esodo annuale, ai fini della fideiussione bancaria.

Quindi, l’istituto metterà in pagamento, dal primo giorno del mese successivo alla risoluzione del rapporto, l’assegno di esodo.

Isopensione 2021: importo dell’assegno

L’importo di esodo è pari all’importo del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore al momento di accesso alla prestazione medesima. L’assegno di isopensione sarà, quindi, sempre di importo leggermente inferiore all’importo di pensione che il lavoratore percepirà alla cessazione dell’assegno in quanto carente della contribuzione correlata

L’assegno di esodo presenta alcune differenze rispetto alla pensione normalmente erogata dall’INPS. Infatti, sull’importo della prestazione:

  • non è attribuita la perequazione automatica;
  • non spettano i trattamenti di famiglia (ANF);
  • non possono essere effettuate trattenute per il pagamento di oneri.

Altra differenza riguarda l’eventuale trasferimento del trattamento previdenziali a eredi, in quanto l’isopensione non è reversibile.

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