Home Economia Riapertura scuole: chi può rientrare, regole ed eccezioni. La nota del Ministero

Riapertura scuole: chi può rientrare, regole ed eccezioni. La nota del Ministero

Rientrano a scuola oltre 5,6 milioni di studenti. No alle ordinanze regionali, se non in casi di estrema necessità, screening diagnostici non obbligatori.

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Con l’approvazione del Decreto-legge n. 44 del 1 aprile 2021 è stata disposta la riapertura delle scuole a partire dal 7 aprile. Apertura che però non riguarda tutti i gradi di istruzione. Infatti, infatti il comma 1 dell’articolo 2 del suddetto Decreto recita: “Dal 7 aprile al 30 aprile 2021, è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado.

È inoltre prevista, per le zone gialle e arancioni, l’attività didattica in presenza anche per il secondo e il terzo anno della scuola secondaria di primo grado. In seguito all’approvazione del Decreto, nella giornata del 6 aprile il Ministero dell’Istruzione ha diramato delle note di supporto al decreto stesso con alcune precisazioni riguardo anche agli screening diagnostici.

Vediamo di seguito quali studenti sono interessati dal rientro in presenza, chi continuerà a effettuare attività didattica a distanza e quali eccezioni sono previste dal Dl del 1° aprile.

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Riapertura scuole: chi rientra in presenza

Come detto in precedenza, il Dl specifica quali attività didattiche possono ritornare in presenza, che vengono ulteriormente definite nelle FAQ sulle misure adottate dal Governo. In particolare, su tutto il territorio nazionale è assicurato in presenza lo svolgimento:

  • dei servizi educativi per l’infanzia (nidi e micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi quali spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare comunque denominati e gestiti);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia (materna);
  • dell’attività scolastica e didattica della scuola primaria (elementari);
  • dell’attività scolastica e didattica del primo anno della scuola secondaria di primo grado (prima media).

Nelle zone gialle e arancioni l’attività in presenza è estesa anche alla seconda e alla terza media.

Al comma 3 dell’art. 2 del Decreto si legge inoltre che “Sull’intero territorio nazionale, resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020 e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

Una nota del Ministero dell’istruzione del 12 marzo ha chiarito la questione di inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali, per cui è previsto che “le istituzioni scolastiche non dovranno limitarsi a consentire la frequenza solo agli alunni e agli studenti in parola, ma al fine di rendere effettivo il principio di inclusione valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe – secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito“.

In aggiunta, dopo il Dpcm del 2 marzo, il Ministero dell’Istruzione ha inviato una nota ai Dirigenti Scolastici con le disposizioni previste dal decreto, in cui si può leggere inoltre che restano valide le disposizioni del Piano Scuola 2020-2021 che prevedeva la “frequenza scolastica in presenza […] degli alunni e studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione”.

Riapertura scuole: didattica a distanza

Il Dl stabilisce che in Zona rossa, tutte le attività didattiche che non rientrano in quelle previste per il rientro in presenza, vadano svolte esclusivamente a distanza.

Per quanto riguarda la Zona gialla e arancione invece, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado devono garantire alla popolazione studentesca l’attività didattica in presenza dal 50 al 75%.

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Riapertura scuole: le deroghe previste

Secondo quanto previsto dal Dl 1 aprile, le disposizioni non possono essere derogate da provvedimenti dei Presidenti delle regioni, delle Province Autonome e dei Sindaci. Non ci saranno quindi misure diverse a seconda della Regione di appartenenza.

L’unica eccezione si applica solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti. È il caso della Puglia, dove la situazione dei contagi ha costretto il governatore Emiliano a diffondere un’ordinanza che prevede che gli istituti scolastici di ogni ordine e grado debbano comunque garantire la possibilità di usufruire della didattica digitale integrata a tutti gli alunni le cui famiglie richiedano espressamente di adottarla.

Riapertura scuole: screening e mascherine, la nota del Ministero

Facendo seguito all’approvazione del Decreto, il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato una nota, nella quale vengono comunicati alcuni chiarimenti e precisazioni. Innanzitutto, viene ricordato l’obbligo di utilizzare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie, salvo che per i bambini di età inferiore a 6 anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei medesimi.

Per quanto riguarda la possibilità di effettuare screening diagnostici, il Ministero ha precisato che gli screening non sono obbligatori. Nella nota, tuttavia, si legge che “gli uffici e le istituzioni scolastiche in indirizzo favoriranno, per quanto di competenza, forme di collaborazione con le competenti autorità sanitarie, mirate alla eventuale realizzazione, da parte di queste ultime, di campagne di screening su base volontaria, finalizzate ad accrescere la sicurezza dello svolgimento dell’attività didattica“.

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