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Contributi a fondo perduto 2021: a chi spetta, calcolo, importi, requisiti, domanda

Divisione in 5 percentuali di ristori per aziende e partita iva con fatturato fino a 10 milioni I pagamenti partono l'8 aprile

Chiara Arroi
contributi a fondo perduto 2021

Approvato nel Consiglio dei ministri di venerdì 19 marzo il Decreto Sostegni 2021, con all’interno i nuovi contributi a fondo perduto per attività, esercenti e partite Iva che hanno subito perdite di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 a causa delle chiusure imposte dall’emergenza Covid.

I nuovi aiuti alle imprese sono stati presentati dal premier Mario Draghi e dai ministri Daniele Franco (Economia) e Andrea Orlando (Lavoro), nel corso della conferenza di presentazione del provvedimento varato, che si è tenuta subito dopo il cdm.

Indennizzi a cui andranno ad aprile ben 11 dei 32 miliardi di extra-deficit stanziati dal precedente esecutivo per questo decreto: previste 5 fasce e percentuali per gli indennizzi e partite iva, fino a 10 milioni di euro di fatturato.

“Il decreto è complesso e si indirizza a una grande platea, ma i capisaldi sono le imprese, lavoro e la lotta contro la povertà”, ha spiegato Draghi. L’obiettivo è dare più soldi possibile a tutti, più veloce possibile, e quanti più soldi possibile”, ha poi precisato.

“Tre quarti dell’importi dei 32 miliardi è destinato alle imprese”, ha spiegato.”L’obiettivo è abbandono dei codici ateco e velocità dei pagamenti (i pagamenti inizieranno l’8 aprile). 11 miliardi entreranno nell’economia nel mese di aprile. I ristori sono anche aperti alle imprese che operano nella montagna e nel turismo per le decontribuzioni”.

I nuovi indennizzi, come anticipato, andranno di pari passo con il calo di fatturato e saranno totalmente slegati dai codici Ateco (che erano stati introdotti con i precedenti contributi erogati nei mesi scorsi). Non solo. Oltre alle perdite economiche subite, saranno legati alla partita IVA.

Alle partite Iva che in questo bimestre abbiano registrato una perdita di fatturato stabilita arriverà un contributo a fondo perduto, in due modalità alternative: bonifico o credito d’imposta a scelta.

L’aiuto decresce all’aumentare del fatturato annuo, (calcolato sul 2019). Non si prendono più in considerazione i codici Ateco.

Ecco come funzioneranno i nuovi aiuti alle imprese in difficoltà previsti nel Decreto Sostegni 2021.

Decreto Sostegno: i nuovi contributi a fondo perduto 

Esattamente come accaduto nei mesi scorsi, anche il governo Draghi inaugura il suo governo, oltre che con i Dpcm sulle regole e divieti covid, anche con un provvedimento che punta a sostenere imprese e famiglie in difficoltà, a causa della pandemia covid, che ormai da un anno mette in difficoltà il Paese e la sua economia: il Decreto sostegni approvato venerdì 19 marzo 2021.

Tra le varie misure di sostegno approvate sono appunto previsti ristori a fondo perduto per imprese e partite Iva.

Indennizzi legati a specifici paletti. Il requisito fondante è un calo del fatturato di almeno il 30% tra 2020 e 2019. I contributi vanno da un minimo di 1.000 a un massimo di 150 mila euro e i pagamenti partono l’8 aprile. 

I nuovi aiuti sono destinati alle imprese e partite Iva fino a 10 milioni di ricavi con 5 fasce e percentuali che vanno dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi:

  • indennizzo del 60% per le imprese fino a 100mila euro,
  • del 50% tra 100mila e 400mila euro,
  • del 40% tra 400mila e un milione,
  • del 30% tra uno e 5 milioni,
  • del 20% tra 5 e 10 milioni.

Le imprese potranno scegliere tra bonifico e credito d’imposta: gli aiuti saranno di minimo 1000 euro per le persone fisiche (2000 per le persone giuridiche) e massimo 150mila euro.

Nel complesso l’indennizzo medio che andrà ai circa tre milioni di soggetti coinvolti sarà di “circa 3.700 euro”, ha spiegato il ministro Franco in conferenza stampa.

Contributi a fondo perduto 2021: requisiti 

Per i contributi 2021 resta il tetto massimo di 150 mila euro. Le novità riguardano invece il fatturato preso in considerazione:

  • gli aiuti vanno aziende e partite Iva con un fatturato  fino a 10 milioni di euro,
  • ne ha diritto chi ha avuto cali di volume d’affari parti almeno al 30 per cento rispetto al 2019

Contributi a fondo perduto 2021: calcolo e importi

Stando allo schema illustrato dal ministro dell’economia ai partiti, nel corso dell’incontro con i capigruppo in Parlamento, rientrerebbero aiuti alle imprese fino a 10 milioni di ricavi con 5 fasce e percentuali che vanno dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi:

  • indennizzo del 60% per le imprese fino a 100mila euro,
  • del 50% tra 100mila e 400mila euro,
  • del 40% tra 400mila e un milione,
  • del 30% tra uno e 5 milioni,
  • del 20% tra 5 e 10 milioni.

Gli importi erogati a titolo di indennizzo vanno da 1.000 euro a 150 mila euro.

Contributi a fondo perduto 2021: pagamento

I pagamenti dei nuovi ristori partono l’8 aprile 2021 e verranno erogati sempre dall’Agenzia delle entrate, che intanto sta ultimando i lavori per la piattaforma che gestirà i contributi. Le richieste verranno raccolte dal sito creato da Agenzie delle entrate e Sogei, che verrà messo online entro pochi giorni dall’entrata in vigore della legge

verranno erogati con due modalità diverse, a scelta del beneficiario:

  • accredito con bonifico sul conto,
  • credito d’imposta 

Nuovi contributi a fondo perduto: la domanda 

Tutto dovrà essere il più rapido possibile, per garantire indennizzi veloci e lontani da logiche e tempistiche burocratiche. Ecco perchè non dovrebbero essere richieste montagne di documenti da consegnare. Basterà presumibilmente un’autocertificazione delle perdite di fatturato subite.

Per ottenere il contributo è obbligatorio presentate, esclusivamente in via telematica, una istanza all’Agenzia delle entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti richiesti e della modalità prescelta di attribuzione del contributo.

E’ online sul sito Entrate il modulo istanza fondo perduto da utilizzare per richiedere gli indennizzi. Potrà essere compilato e inviato online oppure tramite un intermediario autorizzato ad accedere al Cassetto fiscale del contribuente.

Fondo perduto 2021: scadenze domanda

L’istanza per il bonus Fondo perduto può essere inviata dal 30 marzo al 28 maggio 2021. In caso di errore nella compilazione si può presentare una nuova istanza, in sostituzione dell’istanza precedentemente trasmessa. L’ultima istanza trasmessa nel periodo sopra citato sostituisce tutte quelle precedentemente inviate.

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Decreto Sostegni 2021: le altre misure approvate

Non solo fondo perduto. Nel Decreto Sostegno c’è spazio anche per lavoratori e famiglie. Tra le misure introdotte ricordiamo:

  • cassa integrazione,
  • proroga del Reddito di emergenza,
  • proroga Naspi e Dis-coll
  • rifinanziamento reddito di cittadinanza
  • proroga rottamazione e saldo e stralcio,
  • indennizzi al comparto scii,
  • aiuti per stagionali, lavoratori dello spettacolo,
  • blocco licenziamenti fino a giugno

>Decreto Sostegno 2021: tutte le misure approvate <

Libri utili

Decreto Sostegni (eBook 2021)

Commento analitico di tutte le misure fiscali e sul lavoro del Decreto Sostegni, per aiutare imprese, lavoratori autonomi e famiglie in difficoltà.

 



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3 COMMENTI

    • Gentile Francesco, vi sarà il diritto di percepire in ogni caso il contributo dell’ammontare minimo previsto, di 1.000 o 2.000 euro, rispettivamente per le persone fisiche e per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Cordiali saluti.

  1. Spero che il Decreto sia approvato prima possibile. Il piccolo ristorante che gestisco con la famiglia da marzo 2020 ad oggi è stato aperto solo 81 giorni diciamo quasi stagionale per l’ubicazione isolato alle pendici del monte Serra. Gli aiuti fino ad ora ricevuti sono briciole nel mare. Solo di bollette telefoniche, Enel e rate prestito bancario più rate rottamazione pagate superano i ristori dati. L’Agenzia delle entrate controlla i C/C bancari aziendali noterà che sono in rosso e in sofferenza causa la chiusura forzata. Senza un adeguato sostegno la chiusura definitiva e certa dopo 40 di lavoro. Lasciando a casa 3 dipendenti anche se con contratto a chiamata, sempre dipendenti sono. Più noi 3 soci di cui uno dipendente. Credo che di questo passo lento e incerto del governo molti di noi commercianti porteremo le chiavi e i registri contabili in tribunale. Se si chiude chi paga le tasse per mantenere tutte le spese di questa Italia?

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