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Ristoranti e bar: tutti gli aiuti e bonus di novembre e dicembre 2020

Contributi a fondo perduto, bonus ristoranti, bonus affitto, cassa integrazione, sospensione contributi e versamenti tributari. Mappa degli aiuti e come chiederli

Paolo Ballanti
ristoranti e bar aiuti e bonus 2020

Ristoranti e bar (e poi gelaterie, pasticcerie, ecc) sono tra le attività che maggiormente stanno subendo gli effetti delle nuove restrizioni decise dal governo, per combattere l’incremento dei contagi da COVID-19. Sono queste infatti le attività nei cui confronti il DPCM del 24 ottobre, e poi il Dpcm novembre hanno imposto limiti negli orari di apertura e di chiusura oltre che nella possibilità di consumare sul posto bevande e pasti.

Per far fronte agli effetti economici delle nuove limitazioni, il legislatore ha messo in campo una serie di agevolazioni, a partire dai contributi a fondo perduto fino ad arrivare alla cassa integrazione. Per farlo sono stati approvati due decreti legge. Il Decreto Ristori (D.l. n. 137 del 28 ottobre 2020) e Decreto Ristori Bis (D.l. n. 149 del 9 novembre 2020).

Alla luce delle citate novità normative, analizziamo tutti gli aiuti e bonus a disposizione di bar e ristoranti per i mesi di novembre e dicembre 2020, partendo dai contributi a fondo perduto già previsti dal D.l. “Rilancio”.

Contributi a fondo perduto 2020

Contributi a fondo perduto nel Decreto Rilancio

Il Decreto “Rilancio” (D.l. n. 24/2020) ha riconosciuto un contributo a fondo perduto ai soggetti con partita IVA (come bar e ristoranti) che:

  • Nel 2019 hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a cinque milioni di euro;
  • Con fatturato e corrispettivi ad aprile 2020 inferiore ai 2/3 del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2019.

Le somme riconosciute si calcolavano applicando una determinata percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato di aprile 2020 rispetto a quello dello stesso mese del 2019:

  • 20% per chi ha ricavi o compensi non eccedenti i 400 mila euro;
  • 15% per chi ha ricavi o compensi tra i 400 mila e un milione di euro;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi tra uno e cinque milioni di euro.

Veniva comunque garantito un contributo minimo di mille euro per le persone fisiche e duemila euro per tutti gli altri soggetti.

Per ottenere il contributo gli interessati dal 15 giugno al 13 agosto hanno presentato apposita istanza all’Agenzia entrate, indicando altresì le coordinate del conto corrente su cui ricevere le somme.

Contributi a fondo perduto nel Decreto Ristori

Il D.l. n. 137/2020 cosiddetto Decreto “Ristori” ripropone il contributo a fondo perduto dal Decreto “Rilancio” per i soggetti che al 25 ottobre 2020 avevano una partita IVA attiva, appartenenti ai settori colpiti dalle misure restrittive per il contenimento del virus COVID-19 (DPCM 24 ottobre 2020) tra cui, appunto, bar e ristoranti oltre a pasticcerie, gelaterie, piscine e palestre.

Viene in particolare eliminato il tetto per chi nel 2019 ha ottenuto ricavi o compensi superiori a cinque milioni di euro.

L’importo del sussidio, comunque non superiore a 150 mila euro, varierà dal 100 al 400% in più rispetto a quello previsto dal D.l. “Rilancio”, tra cui si citano:

  • 150% per “Bar e altri esercizi simili senza cucina” (ATECO 563000);
  • 150% per i “Rifugi di montagna” (ATECO 552030).

Nel caso ad esempio di un’attività inquadrata come “Ristorante con somministrazione di cibi e bevande” (codice ATECO 561011) la maggiorazione sarà pari al 200% dell’importo già erogato. Se in virtù del Decreto “Rilancio”, il ristorante in questione ha ricevuto un contributo di 5 mila euro, la nuova tranche sarà di 10 mila euro.

Per tutti coloro che invece ottengono le somme per la prima volta la maggiorazione dal 100 al 400% dovrà essere applicata sulle somme calcolate in relazione alla differenza di fatturato registrata ad aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019.

L’erogazione del contributo sarà automatica per chi ha già presentato istanza per ottenere la tranche prevista dal Decreto “Ristori”. Tutti gli altri dovranno presentare apposita richiesta utilizzando il modello approvato dall’Agenzia entrate del 10 giugno 2020.

Stando a quanto riportato dalla stessa Agenzia nel corso dell’esame della legge di conversione del Decreto “Ristori” (in Commissione Finanze del Senato), il 23 novembre prossimo sarà aperto il canale di trasmissione delle istanze.

Contributi a fondo perduto nel Decreto Ristori Bis

Il Decreto legge n. 149 del 9 novembre 2020, cosiddetto “Ristori-bis”, amplia gli aiuti previsti dal D.l. n. 137. In particolare è riscritto l’elenco delle realtà ammesse ai contributi a fondo perduto, includendovi anche il settore della ristorazione senza somministrazione, con preparazione di cibi d’asporto.

Per quanto riguarda invece bar ed esercizi simili senza cucina la percentuale di maggiorazione è incrementata di un ulteriore 50%, a patto di avere domicilio fiscale o sede operativa nelle zone rosse o arancioni.

Contributi a fondo perduto centri storici 

Al via il 18 novembre le domande per richiedere il contributo a fondo perduto per i negozi dei centri storici

Si tratta di indennizzi per esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana (29 in tutto) che abbiano registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri:

  • per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;
  • per i comuni capoluogo di citta metropolitana in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni.

L’importo erogato vene calcolato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2019 in particolare:

  • 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400mila euro;
  • 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono compresi tra 400mila e 1 milione di euro;
  • 5% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia di 1 milioni di euro.

La domanda deve essere presentata compilando l’apposito modello approvato dall’Agenzia, utilizzando il servizio web disponibile nell’area riservata “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus ristoranti 2020

C’è tempo fino al 28 novembre 2020 per chiedere il Bonus ristoranti 2020 collegato al fondo ristorazione. Ristoranti, mense, agriturismi, catering e alberghi possono richiedere i contributi a fondo perduto del Fondo ristorazione per gli acquisti di prodotti di filiere agricole e alimentari locali. Gli acquisti devono essere effettuati dopo il 14 agosto.

Si rivolge alle imprese in attività alla data di entrata in vigore del D.L. n. 104/2020 (ossia il 15 agosto 2020), con codice ATECO prevalente 56.10.11, 56.10.12, 56.21.00, 56.29.10, 56.29.20 e, limitatamente alle attività autorizzate alla somministrazione di cibo, 55.10.00.

L’agevolazione è erogata per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio.

Si fa domanda dal 15 al 28 novembre 2020, accedendo all’apposita piattaforma digitale. Le domande possono essere presentate di persona presso gli Uffici postali, oppure online, collegandosi al sito www.portaleristorazione.it.

Bonus affitto negozi 2020

Il Decreto “Ristori” riconosce a bar e ristoranti (compresi nell’elenco di cui all’allegato 1 del testo normativo in parola) l’estensione per i mesi di ottobre, novembre e dicembre del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili ad uso non abitativo e affitto d’azienda già previsto dal Decreto “Rilancio”.

La misura dell’agevolazione è pari al 60% del canone a fronte di contratti di locazione. La percentuale scende al 30% per i contratti di servizi a prestazioni complesse o affitto d’azienda.

Sospensione versamenti tributari di novembre

Il Decreto “Ristori-bis” prevede la sospensione dei versamenti tributari in scadenza a novembre 2020 per una serie di attività colpite dalle restrizioni disposte con DPCM del 3 novembre 2020, tra cui figurano i servizi di ristorazione con domicilio fiscale, sede legale o operativa nelle zone rosse o arancioni.

Gli importi IRPEF, IVA e addizionali regionali / comunali sospesi, potranno essere versati in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 ovvero in quattro rate sempre a partire dal 16 marzo prossimo.

Sospensione versamento contributi di novembre

I datori di lavoro di cui all’allegato 1 del Decreto “Ristori-bis” (compresi quindi bar e ristoranti) hanno la possibilità di sospendere i versamenti dei contributi INPS in scadenza nel mese di novembre 2020, con esclusione dei premi dovuti all’INAIL.

I versamenti riprenderanno in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 ovvero in quattro rate sempre a partire dalla predetta data.

Seconda rata IMU cancellata 

Per bar e ristoranti è prevista la cancellazione della seconda rata IMU, riguardante gli immobili e le pertinenze in cui si svolgono tali attività. A stabilirlo il Decreto “Ristori” in favore dei settori colpiti dalle restrizioni di cui al DPCM del 24 ottobre scorso.

Gli immobili oggetto di esenzione IMU devono tuttavia essere di proprietà degli stessi soggetti che gestiscono le attività interessate dalle restrizioni.

Cassa integrazione dipendenti 

Il D.l. n. 137 “Ristori” aggiunge altre sei settimane di Cassa integrazione con causale “COVID-19” rispetto alle diciotto introdotte dal Decreto “Agosto”, fruibili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021.

L’accesso alle sei settimane (riservato a chi ha esaurito la dote concessa dal D.l. “Agosto”) è gratuito per i settori interessati dalle restrizioni previste dal DPCM



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