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Zone rosse e arancioni: cosa cambia dal 15 novembre, regole, nuove Regioni incluse, sanzioni

Nuove zone rosse e arancioni dal 15 novembre: cosa cambia per Emilia Romagna, Friulia Venezia Giulia, Marche, Toscana e Campania. Dal 18 novembre Abruzzo in zona rossa

Chiara Arroi
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Nelle ultime ore l’Italia ha cambiato ancora colore: nuove zone rosse e arancioni sono state istituite, talvolta sovrapponendosi alle recenti ordinanze di alcuni presidenti di Regione. Così diventa sempre più ridotta e quasi impercettibile la fascia gialla, con rischio Covid moderato.

Crescono quindi le Regioni che da gialle sono passate al colore arancione e rosso, e che da domenica 15 novembre devono sottostare a regole più rigide negli spostamenti da Comune a Comune o addirittura all’interno dello stesso Comune, e nelle aperture e chiusure di negozi.

E ultima novità: dal 18 novembre 2020 anche l’Abruzzo sarà in zona rossa. Le scuole però resteranno aperte. Lo ha anticipato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel corso della visita all’ospedale ‘San Raffaele’ di Sulmona.

“Abbiamo assunto la decisione di firmare un’ordinanza che applica alla Regione Abruzzo la disciplina contenuta nell’articolo 3 del Dpcm e cioè quella delle cosiddette zone rosse e non di più” ha detto Marsilio”. 

Diciamo subito che venerdì 13 ha portato brutte notizie a diverse Regioni: Emilia Romagna, Friulia Venezia Giulia e Marche sono state spostate nel girone delle zone arancioni. È andata ancora peggio a Toscana e Campania che sono state invece inserite in zona rossa.

Nel caso di Emilia Romagna e Friulia Venezia Giulia tutto è successo all’indomani di un accordo stretto tra i governatori Stefano Bonaccini e Massimiliano Fedriga (insieme a Luca Zaia del Veneto), per inasprire ancora di più le misure restrittive, per evitare il “declassamento”. Nulla è servito nel caso di Emilia e Friuli, perché l’ordinanza nazionale firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ha cambiato comunque colore a queste due Region, che da gialle sono diventate arancioni.

Zone rosse e arancioni: le regole fino all’11 novembre

Facendo una breve digressione. Alla data dell’11 novembre, erano entrate in zona arancione Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana. Oltre a quelle che già c’erano. Il ministro della salute Roberto Speranza aveva firmato un’ordinanza per far passare queste 5 ulteriori Regioni nel cerchio arancione delle misure restrittive, introdotte con l’ultimo Dpcm anti-covid. L’ordinanza è entrata in vigore a partire da mercoledì 11 novembre. Fino ad allora valeva quanto stabilito dal 6 novembre con il Dpcm novembre.

E c’è di più: si sapeva già che entro venerdì 13 altre Regioni avrebbero potuto seguire lo stesso destino.

Nonostante questo  i presidenti di Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia – rispettivamente Stefano Bonaccini, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga – avevano deciso di concordare una stretta autonoma alle restrizioni, per evitare di finire in fascia arancione.

Ciò non è bastato a quanto pare, perché ad appena due giorni dall’emanazione delle tre ordinanze regionali, per mano di Roberto Speranza, che ha firmato l’ultimissima ordinanza:

  • Emilia Romagna e Friulia Venezia Giulia, Marche sono diventate arancioni,
  • Campania e Toscana sono diventate

Ordinanza che è entrata in vigore domenica 15 novembre.

Dal 18 novembre invece l‘Abruzzo è in zona rossa

Vediamo ora in dettaglio quali sono le nuove zone rosse, arancioni e gialle e le restrizioni in vigore dal 15 novembre.

Zone rosse e arancioni in lockdown: da quando

Il nuovo Dpcm novembre con le nuove “misure restrittive a colori” valide fino al 3 dicembre è entrato in vigore lo scorso 6 novembre. I primi aggiornamenti a riguardo però, con l’inserimento di altre 5 Regioni nel girone semi-infernale arancione sono entrati in vigore mercoledì 11 novembre (con l’ingresso in zona arancione di Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana).

A distanza di pochissimi giorni tutto è cambiato di nuovo, perché l’esame dei dati e dei parametri messi a punto da governo e cts, ha restituito una situazione ancora critica, e la necessità di cambiare di nuovo i colori delle regioni.

Dal 15 novembre quindi sono in vigore nuove restrizioni per nuove regioni. Le novità dal 15 novembre interessano perlopiù Emilia Romagna, Marche, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Campania.

Zona rossa, arancione e gialla: mappa Regioni 

Come anticipato, con il nuovo Dpcm novembre, l’Italia è stata divisa in 3 mega-aree, con divieti e regole diversi in base al rischio Covid valutato dal ministero della Salute di concerto con il comitato tecnico scientifico. Questa la nuova fotografia dell’Italia a colori dal 15 novembre.

Abbiamo quindi:

  • zona rossa (ad alto rischio),
  • zona arancione (rischio intermedio),
  • zona gialla (a rischio moderato)

Nella zona rossa sono ora comprese:

  • Lombardia,
  • Piemonte,
  • Calabria,
  • Valle d’Aosta,
  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Toscana
  • Campania

Nella zona arancione rientrano:

  • Puglia,
  • Sicilia,
  • Abruzzo (dal 18 novembre è zona rossa),
  • Umbria,
  • Basilicata,
  • Liguria,
  • Emilia Romagna
  • Marche
  • Friuli Venezia Giulia

Le regole restrittive riservate alla zona arancione entrano in vigore l’11 novembre 2020 per queste regioni: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana.

Mentre quelle dal 15 novembre valgono per nuove Regioni (Emilia Romagna, Marche, Friulia Venezia Giulia). La Toscana è diventata rossa.

Le altre Regioni sono considerate zone gialle:

  • Lazio,
  • Molise,
  • Provincia di Trento,
  • Sardegna,
  • Veneto.
Elenco delle restrizioni nelle tre aree Gialla, Arancione e Rossa, secondo l’ultimo Dpcm, Roma, 4 novembre 2020.  ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI

Fonte ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI

Regioni Rosse in lockdown: cosa è vietato fare 

Il più alto rischio di contagio Covid è stato riscontrato nelle Regioni Piemonte, Lombardia, Calabria, Val d’Aosta, Toscana e Campania e provincia autonoma di Bolzano. Queste sono le Regioni che fino al 3 dicembre sono considerate zone rosse. E queste sono quindi le parti d’Italia che subiranno il lockdown più severo. 

In queste zone ad altissimo rischio è stato deciso il lockdown quasi totale, con un blocco della mobilità interna ed esterna. Sono regioni considerate con scenario di tipo 4” e con un livello di rischio “alto”.

Cosa è vietato fare in Lombardia, Piemonte, Calabria, Valle d’Aosta? Vediamo di seguito restrizioni e regole dal 6 novembre fino al 3 dicembre:

  • entrare ed uscire dal proprio Comune di residenza (se non per motivi di urgenza, salute, lavoro),
  • entrare e uscire dalla propria Regione di appartenenza (se non per motivi di urgenza, salute, lavoro),
  • torna quindi l’autocertificazione per gli spostamenti
  • attività non essenziali e negozi al dettaglio chiusi sempre 7 giorni su 7 (tranne farmacie, supermercati, edicole, beni essenziali),
  • restano aperti i parrucchieri,
  • chiusi i centri estetici,
  • sospese le attività dei servizi di ristorazione 7 giorni su 7 (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie)
  • fermo restando lo svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei servizi educativi per l’infanzia e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza (Dad dalla seconda media),
  • sospesa la frequenza delle attività formative e curriculari delle Università,
  • smart working nel pubblico: i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile,
  • asporto sempre consentito fino alle 22: è sempre consentito l’asporto fino alle 22, quando poi scatterà il coprifuoco, come nel resto d’Italia,
  • Si potrà svolgere solo nell’area intorno alla propria abitazione,
  • trasporto pubblico ridotto al 50% (salvo quello scolastico),
  • chiusi palestre, cinema, terme, teatri, sale scommesse, bingo

Chi ha necessità di spostarsi deve farlo per motivi di necessità e utilizzare l’autocertificazione per gli spostamenti

Regioni Arancioni: cosa è vietato fare 

Nelle Regioni considerate zone arancioni (Puglia, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Liguria, Umbria, Emilia Romagna, Marche e Friuli Venezia Giulia) la situazione è lievemente più aperta, ma neanche poi tanto. Anche questi territori subiscono un quasi lockdown, con molte restrizioni, tra cui:

  • coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino (quindi vietato uscire in questi orari se non per comprovati motivi),
  • chiusi bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie 7 giorni su 7,
  • asporto sempre consentito fino alle ore 22 (quando scatta il coprifuoco),
  • domicilio sempre consentito,
  • centri commerciali chiusi nei weekend, festivi e prefestivi (salvo le farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie ed edicole interni),
  • musei e mostre chiusi,
  • trasporto pubblico ridotto al 50% (treni, bus, metro),
  • chiusi anche palestre, piscine, teatri, cinema, terme,
  • aperti i centri sportivi

Segnaliamo che in Emilia Romagna, le regole valide per la zona arancione si sovrappongono a quelle introdotte con la precedente ordinanza firmata da Stefano Bonaccini.

Regioni Rosse e Arancioni: l’autocertificazione 

Chi deve spostarsi nelle Regioni rosse e arancioni in lockdown, dal 6 novembre al 3 dicembre può farlo solo per giustificati motivi, ossia:

  • comprovate esigenze lavorative,
  • motivi di salute,
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri
    provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Inoltre sarà sempre consentito tornare al proprio domicilio.

Tutti questi motivi devono essere provati dall’autodichiarazione, da esibire ai posti di blocco.

Regioni rosse e arancioni in lockdown: le sanzioni

Cosa succede se non di rispettano i divieti imposti dal lockdown imposto per le zone rosse e arancioni? Si rischiano pensanti multe. In particolare:

Chi non rispetta il coprifuoco rischia pesanti multe:

  • multa da 280 euro fino a 560 euro, nella misura massima,
  • multa aumentata in caso di più violazioni ravvicinate,
  • chiusura del locale nel caso di un esercente che non rispetta le chiusure imposte, oltre ovviamente alla sanzione amministrativa,
  • arresto fino a 6 mesi per chi viola quarantena o isolamento, con conseguenze penali


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