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Pensioni di invalidità 2020: aumento in arrivo. Tempi e modalità

In attesa che l’INPS emani un’apposita circolare operativa che dia effettivamente il via all’aumento delle pensioni di invalidità, disposta per effetto del Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020, convertito con modificazioni in L. n. 77/2020), molti invalidi interessati dall’incremento non hanno ancora ben presente a quanto ammonterà la cifra loro spettante, e quali redditi dovranno essere conteggiati. Inoltre, molti dubbi riguardano anche i tempi di erogazione dell’aumento, nonché le modalità di liquidazione. Molti lettori ci stanno scrivendo in questi giorni chidendo informazioni a riguardo.

Sul punto, intanto, è stata registrata un’ulteriore novità apportata dal Decreto Agosto (D.L. n. 104/2020), che all’art. 15 è intervenuta nel corpus normativo dell’art. 38 della L. n. 448/2001, specificando che i benefici incrementativi delle pensioni in favore di soggetti disagiati scatterà a partire dai 18 anni e non più dai 60 anni, come previsto finora. A tal fine, il predetto decreto legge ha dedicato:

  • 132 milioni di euro, per l’anno 2020;
  • 400 milioni di euro annui, dall’anno 2021.

La norma è retroattiva dal 20 luglio 2020. Ma vediamo nel dettaglio quando arriva l’atteso aumento delle pensioni di invalidità e quali sono i tempi e le modalità di erogazione dell’importo.

Aumento pensioni di invalidità: la sentenza della Corte Costituzionale

Si ricorda, al riguardo, che l’aumento delle pensioni di invalidità è stato disposto dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 152 pronunciata in Camera di Consiglio il 23 giugno 2020, giudicando la somma erogata dall’INPS troppo bassa, in quanto non consente una vita dignitosa per chi è affetto da una invalidità civile totale.

L’importo della pensione di inabilità finora erogato si poneva in contrasto con l’art. 38 della Costituzione, il quale recita che “ogni cittadino inabile al lavoro e provvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”. Di conseguenza, poco più di 280 euro mensili non consentono a garantire il soddisfacimento di bisogni elementari comuni a tutti, come alimentarsi, vestirsi e anche pagare l’affitto di un’abitazione.

>> Decreto Agosto: tutte le misure e novità approvate

Pensioni di invalidità 2020: a quanto aumenta

L’assegno erogato a titolo di pensione di invalidità passa da 286,81 euro a 648 euro mensili per tredici mensilità. Attenzione però: le 648 euro erano riferite al 2019.

Occorre però tenere presente la rivalutazione che entrerà in vigore nel 2020, che porta l’importo massimo della nuova pensione a 651,51 euro.

Il valore, dunque, viene considerato al pari del trattamento minimo INPS, ovvero al Reddito di Cittadinanza. Non bisogna dimenticare, inoltre, che il valore deve essere rivalutato ogni anno insieme a tutti gli altri assegni previdenziali, basandosi sull’andamento dell’inflazione.

L’aumento si rivolge a quei soggetti per i quali la Corte Costituzionale aveva stabilito l’illegittimità dell’importo della pensione di invalidità, in quanto ritenuto inadeguato a soddisfare le più elementari esigenze di vita di carattere quotidiano.

Aumento pensioni invalidità: a chi spetta

Hanno diritto all’aumento tutti gli invalidi civili ai quali una Commissione sanitaria abbia riconosciuto una inabilità al lavoro pari al 100% e in via permanente, così come agli inabili, ai sordi e ai ciechi civili assoluti. Si ricorda, al riguardo, che ai fini del riconoscimento della pensione di invalidità è necessario che il soggetto totalmente inabile versi in condizioni di fabbisogno economico. Inoltre, lo stato di invalidità può essere dovuto ad una minorazione fisica, psichica o sensoriale.

Tra l’altro, non saranno solo e soltanto le pensioni d’invalidità ad essere aumentate a 648 euro: questa soglia minima si applica anche agli altri assegni previdenziali, compreso l’assegno ordinario di invalidità.

Aumento pensioni invalidità: limiti di reddito

Ovviamente per potersi vedere arrotondare l’assegno della pensione è necessario soddisfare alcuni requisiti legati al reddito. Quindi, l’incremento è concesso solo a chi:

  • abbia compiuto almeno 18 anni d’età;
  • abbia una percentuale di invalidità al 100%;
  • abbia un reddito personale entro 8.469,63 euro per il pensionato solo e 14.447,42 euro per il pensionato coniugato.

Quindi, solo chi ha reddito zero accede all’aumento di 651,51 euro circa per intero. Diversamente, per chi ha altri redditi, come ad esempio una pensione di reversibilità, reddito da lavoro part-time, pensione di invalidità previdenziale, l’incremento viene ricalcolato e scende progressivamente fino al suo azzeramento.

Aumento pensioni di invalidità: da quando decorre

La domanda che in molti si pongono è: da quando decorre l’aumento della pensione di invalidità e quando riceveranno l’integrazione? In che modalità avverrà la liquidazione?

Attualmente, purtroppo, non vi sono comunicazioni ufficiale da parte dell’INPS ed è possibile fare soltanto supposizioni. A rigor di logica, l’aumento dovrebbe divenire effettivo nel mese successivo rispetto a quello di approvazione della legge, quindi dal 1° agosto 2020.

I sistemi INPS, però, devono ancora essere aggiornati e, tra l’altro, manca anche una circolare esplicativa e operativa che recepisca ufficialmente quanto decreto con il “Decreto Rilancio” e con il “Decreto Agosto” successivamente.

C’è però una novità importante a questo proposito. Inps ha incontrato ufficialmente i rappresentati di Anmic, Associazione nazionale di rappresentanza e tutela delle persone con disabilità, proprio su questo punto. l’Istituto ha chiarito che provvederà ad adeguare le pensioni in tempi brevi e in modo automatico. Deve solo predisporre in modo corretto i propri sistemi informatici al fine di erogare gli importi aumentati.

Aumento pensioni di invalidità: le novità sull’incontro con Anmic

All’incontro del 16 settembre hanno partecipato la Dott.ssa Maria Sciarrino Direttore Centrale Inclusione sociale invalidità civile dell’INPS e il Dott. Raffaele Migliorini Coordinatore Centrale Medicina legale dell’INPS mentre in rappresentanza dell’ANMIC erano presenti il Presidente Nazionale Prof. Nazaro Pagano, il Vice Presidente Nazionale Avv. Annalisa Cecchetti, l’Avvocato Domenico Sabia e l’avvocato Luigi Scilinguo.

Come si legge nella nota di Michele Caradonna, portavoce presidenza nazionale Anmic, è emerso “l’impegno di Inps a procedere in tempi brevi agli adeguamenti previsti a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.152/2020 pubblicata in data 20.07.202″.

L’ adeguamento delle pensioni sarà attivato automaticamente per questo motivo l’Inps sta riorganizzando i propri sistemi informatici per ottemperare a quanto previsto dalla legge n. 448/2001 modificata dall’art. 15 del D.L. 104 del 2020 in conseguenza della declarata illegittimità costituzionale dell’art. 38 della stessa legge 448/2001.

È opportuno ricordare che gli adeguamenti previsti riguarderanno tutti gli invalidi civili con percentuale del 100% che abbiano compiuto il 18esimo anno di età e che rientrano nei limiti reddituali indicati: 8.496,00 euro annui (compresa la pensione) se si è singoli e 14.447,00 annui se coniugati.

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Leggi i commenti (1)

  • l'aumento lo devono a tutti i disabili totali al 100%.La sentenza esordisce dicendo che l importo e in generale incostituzionale e lascia allo stato la desisione di queantificare quesot importo PER TUTTI..Sugli incrementi va solo dopo..capito??Se non lo danno a tutti faremo ricorso primo perche ci sarebbe discriminazione e secondo verrebbe meno quel principio di ugualgianza di cui i giudici parlano per questo la prima cosa che fanno rilevare e proprio che l importo in generale e incostituzionale ma per tutti ripeto solo dopo vanno agli incrementi al milione.Partiranno migliaia di ricorsi.Se l importo 286 euro e incostituzionale lo e' per tutti.