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ISEE 2020: mappa degli aiuti e agevolazioni per redditi bassi

Paolo Ballanti
isee 2020 basso aiuti e agevolazioni

Dal Reddito di cittadinanza all’assegno di maternità dello Stato tante sono le agevolazioni e i sussidi riconosciuti a chi possiede un ISEE basso ed è in condizioni di difficoltà economica se non addirittura di povertà.

Cerchiamo allora di fare un riepilogo di principali aiuti a disposizione, alla luce anche delle recenti modifiche introdotte dal “Decreto Agosto” per quanto riguarda il Reddito di emergenza.

Reddito e Pensione di cittadinanza

Il Reddito o Pensione di cittadinanza è un sussidio economico di contrasto alla povertà introdotto nel 2019 in sostituzione del Reddito di inclusione, erogato per diciotto mesi (prorogabili per la stessa durata) dall’INPS a mezzo di ricarica di una carta di pagamento elettronica denominata “Carta RdC”, rilasciata da Poste Italiane.

Il Reddito spetta ai cittadini italiani, comunitari o in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, residenti in Italia da almeno 10 anni (di cui gli ultimi due in maniera continuativa) inseriti in un nucleo familiare che rispetta i seguenti requisiti:

  • ISEE inferiore a 9.360,00 euro;
  • Patrimonio immobiliare (esclusa la casa di abitazione) inferiore a 30 mila euro;
  • Patrimonio mobiliare inferiore a 6 mila euro, incrementato in funzione del numero dei componenti;
  • Reddito familiare inferiore a 6 mila euro, variabile in ragione del numero dei componenti;
  • Assenza di autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la domanda, nonché autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc (immatricolati nei due anni antecedenti);
  • Assenza di navi e imbarcazioni da diporto.

L’importo annuo del Reddito varia in ragione del numero dei componenti il nucleo, da un minimo di 480 euro ad un massimo di 9.360 euro.

Nel caso in cui tutti i componenti il nucleo abbiano età pari o superiore ai 67 anni spetta la Pensione di cittadinanza.

Reddito di emergenza

Il Reddito di emergenza (REM) è una misura di sostegno economico erogata dall’INPS, introdotta recentemente dal “Decreto Rilancio” (Decreto legge n. 34/2020 convertito in Legge n. 77/2020) per sostenere i nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica a seguito dell’emergenza epidemiologica COVID-19. Il contributo, riconosciuto in una misura compresa tra i 400 e gli 840 euro al mese a seconda dei componenti il nucleo familiare, è stato inizialmente previsto in due rate mensili previa domanda all’INPS entro il termine del 31 luglio 2020.

Il recente “Decreto Agosto” (Decreto legge n. 104/2020) ha ampliato il REM introducendo un’ulteriore quota mensile (terza tranche), da richiedere all’INPS entro il 15 ottobre prossimo.

Il REM è riconosciuto ai nuclei familiari:

  • In cui il richiedente risiede in Italia al momento della presentazione della domanda;
  • Un valore del reddito familiare (nel mese di aprile 2020 se trattasi di prima o seconda tranche ovvero maggio 2020 per la terza tranche) inferiore alla quota mensile del REM (quindi pari ad un valore compreso tra 400 e 840 euro);
  • Patrimonio mobiliare familiare relativo all’anno 2019 inferiore a 10 mila euro, incrementato in funzione dei componenti il nucleo;
  • ISEE inferiore a 15 mila euro;
  • Con riferimento alla terza tranche è altresì richiesta l’assenza nel nucleo familiare di soggetti che percepiscano o abbiano percepito l’indennità per lavoratori marittimi.

Si precisa che il REM è incompatibile con Reddito e Pensione di cittadinanza.

Reddito di inclusione 

In virtù dell’istituzione del Reddito di cittadinanza dal 1º marzo 2019 non possono più essere presentate le domande per ottenere il Reddito di inclusione (REI), sussidio economico di contrasto alla povertà, erogato dall’INPS a mezzo di ricarica mensile di una carta di pagamento elettronica ad hoc denominata “Carta REI”.

L’INPS continua a gestire le sole domande di REI già in corso alla data del 1º marzo 2019, eccezion fatta per coloro che fanno richiesta ed ottengono il Reddito o Pensione di cittadinanza e perdono di conseguenza il diritto al Reddito di inclusione. Le due misure non sono infatti cumulabili.

Al riconoscimento del contributo REI si affianca un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale volto al superamento della condizione di povertà, realizzato dai servizi sociali dei comuni in collaborazione con Centri per l’Impiego, ASL e istituti scolastici.

Per ottenere il REI è necessario che il nucleo familiare destinatario possieda:

  • ISEE non superiore a 6 mila euro;
  • Valore ISRE non eccedente i 3 mila euro;
  • Patrimonio immobiliare, esclusa la casa di abitazione, non eccedente i 20 mila euro;
  • Patrimonio mobiliare (conti correnti o depositi bancari) non superiore a 10 mila, ridotti a 8 mila per la coppia ed a 6 mila per le persone sole.

Il contributo economico (corrisposto per un massimo di 18 mesi) varia in base al numero di componenti il nucleo familiare: da un minimo di 2.250 euro annui (187,50 euro mensili) in caso di persona sola fino ad un massimo di 6.575,56 euro annui (547,96 euro mensili) in presenza di sei o più familiari.

Assegno di maternità dello Stato

L’assegno di maternità dello Stato è una prestazione erogata dall’INPS a beneficio di soggetti residenti in Italia, cittadini italiani o comunitari. Per i paesi extra UE è richiesto il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Hanno diritto all’assegno:

  • La madre lavoratrice dipendente in possesso di almeno tre mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 e i nove mesi precedenti il parto o l’effettivo ingresso del bambino in famiglia in caso di adozione o affidamento preadottivo;
  • La madre che ha lavorato almeno tre mesi per poi interrompere il rapporto, se tra la perdita dell’occupazione e la data effettiva del parto o dell’ingresso in famiglia non sono trascorsi nove mesi;
  • La madre con tre mesi di contribuzione nel periodo compreso tra i diciotto e i nove mesi precedenti il parto, che ha interrotto il rapporto durante il periodo di gravidanza.

Il padre può beneficiare della prestazione in caso di:

  • Abbandono del figlio da parte della madre o affidamento esclusivo del figlio al padre;
  • Affidamento preadottivo (in caso di separazione dei coniugi durante la procedura di affidamento);
  • Padre adottante, in caso di adozione durante la separazione dei coniugi;
  • Padre adottante non coniugato, a fronte di adozione pronunciata solo nei suoi confronti;
  • Decesso della madre naturale, adottiva o affidataria.

Con riferimento all’ultima ipotesi citata non sono richiesti in capo al padre i requisiti di contribuzione: il diritto alla prestazione deriva dalla madre deceduta.

La domanda di assegni dev’essere inoltrata all’INPS entro sei mesi dalla nascita del figlio o del suo ingresso in famiglia o in Italia, in caso di adozione nazionale o internazionale.

L’INPS con le circolari n. 9 e 55 del 2020 ha stabilito l’importo del contributo pari a 2.143,05 euro applicabile alle nascite o adozioni avvenute nel 2020.

Assegno di maternità dei Comuni

L’assegno di maternità è un contributo corrisposto dall’INPS ma a carico del comune di residenza pari a 1.740,60 euro (348,12 euro mensili) per l’anno 2020.

La misura spetta, per ciascun figlio nato, alle donne:

  • Che non ricevono alcun altro trattamento economico legato alla maternità, erogato sotto forma di indennità da enti di previdenza ovvero da datori di lavoro pubblici o privati;
  • Destinatarie di un trattamento di maternità di importo inferiore all’assegno del comune (in questo caso l’assegno spetta in misura pari alla differenza).

Alle stesse condizioni il contributo spetta per ogni minore adottato o in affidamento preadottivo di età non superiore a 6 anni (al momento dell’adozione o dell’affidamento). Per le adozioni internazionali il limite è invece elevato a 18 anni. Da ultimo sono richiesti il regolare soggiorno e residenza nel territorio nazionale.

Per ottenere il contributo, la madre, effettivamente convivente con il minore, è tenuta ad inoltrare specifica richiesta al comune di residenza entro 6 mesi dal parto / ingresso in famiglia.

Il bonus spetta alle madri in possesso dei seguenti requisiti:

  • Cittadinanza italiana, comunitaria, soggiornanti di lungo periodo o in possesso di permesso di soggiorno per motivi familiari, di lavoro ovvero con lo status di rifugiato politico o protezione sussidiaria;
  • Residenza nel territorio dello Stato e nel comune cui si inoltra la richiesta di contributo;
  • Richiedenti il bonus per figli minori conviventi con la madre e residenti nel comune cui si inoltra la domanda;
  • Status di casalinga o disoccupata, senza alcuna copertura economica a carico dell’INPS o del datore di lavoro durante la maternità ovvero beneficiaria di prestazioni di importo inferiore ad euro 1.740,60;
  • ISEE non superiore ad euro 17.416,66.

Bonus bebè

L’INPS riconosce un contributo per nascite, adozioni o affidamenti preadottivi avvenuti nel 2020. La misura spetta senza alcun limite di ISEE ed è liquidata direttamente all’interessato a decorrere dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del minore adottato o affidato.

Il contributo, parametrato all’ISEE, è corrisposto in quote mensili fino al compimento del primo anno di età ovvero del primo anno di ingresso in famiglia del minore adottato o in affidamento, nelle seguenti misure:

  • In presenza di ISEE non superiore a 7 mila euro spetta un contributo annuo di 1.920 euro elevato a 2.304 euro per ogni mese figlio successivo al primo;
  • Per gli ISEE compresi tra 7 mila e 40 mila euro spetta una somma annua di 1.440 euro elevata a 1.728 euro per ogni figlio successivo al primo;
  • In presenza di ISEE assente o superiore a 40 mila euro il sussidio ammonta a 960 euro annui, che passano a 1.152 euro per ogni figlio successivo al primo.

Bonus nascite

L’INPS riconosce un contributo una tantum di 800 euro per ogni nascita o adozione di minore avvenuta a partire dal 1º gennaio 2017, senza alcuna condizione legata all’ISEE.

Per ottenere il bonus la madre è tenuta ad inoltrare domanda all’INPS all’inizio dell’ottavo mese di gravidanza ovvero al momento della nascita, adozione o affidamento.

Altre agevolazioni

In aggiunta ai citati contributi e prestazioni, sono previste altre agevolazioni a beneficio dei soggetti con ISEE basso:

  • Sconto sulle bollette di elettricità e gas riservato ai titolari di un ISEE non superiore a 8.265 euro, limite elevato a 20 mila euro per i nuclei familiari con più di tre figli a carico;
  • Esonero dal canone televisivo per i cittadini con almeno 75 anni di età e un reddito complessivo inferiore a 8 mila euro;
  • Sconto sulle utenze di telefonia fissa TIM per i nuclei con ISEE non superiore a 8.112,23 euro;
  • Contributi a fondo perduto dei comuni a beneficio delle famiglie in difficoltà nel pagare l’affitto;
  • Fondo di morosità incolpevole per cittadini con ISEE non superiore a 26 mila euro, titolari di un contratto di affitto e colpiti da procedure di sfratto;
  • Prestazioni dentistiche agevolate in presenza di ISEE non superiore a 10 mila euro (agevolazione attualmente scaduta in attesa di nuovo accordo);
  • Conto corrente senza canone di spesa né commissioni per chi ha un ISEE non superiore a 11.600 euro;
  • Esenzione totale dal versamento delle tasse universitarie per ISEE non superiori a 20 mila euro.


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