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Riforma pensioni 2021: come cambiano le modalità di pensionamento, ultime novità

Flessibilità in uscita già a 62 anni, opzione donna, ape social, addio quota 100, ecc: la nuova fotografia dei pensionamenti 2021

Daniele Bonaddio
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Nel corso del tour europeo che vede il premier italiano, Giuseppe Conte, discutere con i maggiori esponenti dei Paesi UE sul tema del “Recovery Fund”, per poter finalmente accedere ed usufruire dei fondi della comunità europea, si è parlato molto anche in merito al tema Riforma pensioni 2021. Si tratta di uno degli argomenti centrali e determinanti non solo per il destino di milioni di cittadini italiani in età di pensionamento, ma anche per quelli degli altri Paesi europei.

In particolare, durante la discussione sul “Recovery Fund”, gli aspetti maggiormente criticati dagli Stati dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia sono la cosiddetta Quota 100 per le pensioni e il Reddito di Cittadinanza. Per quanto riguarda l’aspetto pensionistico è stato più volte sottolineato da parte degli Stati della Comunità europea, come il sistema previdenziale italiano sia in forte contrasto con Bruxelles, in quanto molto diverso rispetto alle raccomandazioni dell’Unione Europea sulle pensioni.

Questo perché in Italia l’età effettiva di pensionamento è molto più elevata rispetto agli altri Stati Europei. Infatti, in Italia l’età minima per andare in pensione è fissata a 67 anni, con la possibilità di usufruire di una pensione anticipata grazie a misure di flessibilità introdotte, come Quota 100 e Opzione donna.

È chiaro, quindi, che la riforma delle pensioni 2021 sarà fortemente influenzata dall’andamento della discussione sul “Recovery Fund” e sui risultati ottenuti in seguito alle trattative con i vari Stati membri dell’Unione europea. Quali potrebbero essere quindi le modalità di pensionamento in vista della riforma pensioni 2021? Ecco la mappa delle novità in discussione.

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Riforma pensioni 2021: più flessibilità in uscita

L’obiettivo della riforma pensioni 2021 è quello di garantire un’adeguata flessibilità di uscita dal mondo del lavoro, introducendo anche dei meccanismi di premialità per le donne. A far discutere, nell’ambito della trattativa tra governo e sindacati è il ricalcolo contributivo. Infatti, le parti sociali vorrebbero preservare la quota retributiva eventualmente maturata, per evitare penalizzazioni troppo pesanti che potrebbero arrivare perfino al 30%.

Inoltre, ampio spazio sarà dedicato anche alle pensioni dei giovani: l’esigenza è di assicurare un assegno adeguato a fronte di carriere discontinue e stipendi bassi.

Da rivedere anche temi legati al reddito dei pensionati (quattordicesima, rivalutazione assegni, ecc.) e alla pensione complementare.

Riforma pensioni 2021: sostituzione di Quota 100

Tra le principali novità nell’ambito della riforma delle pensioni per l’anno 2021 è prevista la sostituzione di Quota 100 con la Quota 41 e la proroga dell’ Opzione donna.

La quota 100, si ricorda, è una delle misure introdotte con la Legge di Bilancio 2019, in via sperimentale fino al 2021. In particolare, il D.L. n. 4/2020 aveva appunto disposto nuove disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze della pensione anticipata, per determinate categorie di soggetti.

>> Pensioni Quota 100: come richiederla, passo per passo

Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio, con la quota 100 era consentita l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti gli italiani con almeno:

  • 38 anni di contributi;
  • un’età anagrafica di almeno 62 anni;

senza subire alcuna penalizzazione sull’assegno.

La quota 100, tuttavia, deve tenere conto della previsione di una finestra di uscita di:

  • 3 mesi per il settore privato;
  • 6 mesi per quello pubblico.

Dunque, tra le ipotesi per il post Quota 100 proposte durante la discussione per la riforma pensioni, vi è quella di una pensione anticipata totalmente contributiva.

L’idea, quindi, come anticipato, potrebbe essere quella della sostituzione della quota 100 con l’introduzione della quota 41. Attraverso questa nuova formula, tutti i lavoratori italiani aventi almeno 41 anni di contributi potrebbero potenzialmente richiedere di andare in pensione, a prescindere dalla loro età anagrafica.

Riforma pensioni 2021: proroga opzione donna

È in discussione anche la proroga, per l’anno 2021, della formula opzione donna già in vigore quest’anno. Quindi, potranno lasciare il lavoro in anticipo le donne nate:

  • entro il 31 dicembre del 1962, per le lavoratrici dipendenti;
  • entro il 31 dicembre del 1961, per le lavoratrici autonome;

con 35 anni di contributi maturati fino al 31 dicembre del 2020.

Riforma pensioni 2021: pensione per i giovani

Come accennato, ampio spazio verrà dedicato anche ai giovani, i quali saranno i più penalizzati nella loro ricerca di un posto di lavoro ben retribuito. Sembra infatti che aumenterà il numero di giovani con una tipologia di lavoro saltuario e discontinuo, con stipendi molto spesso bassi e condizioni lavorative pessime.

Per questo motivo uno degli obiettivi principali della riforma pensioni sarà proprio quello di garantire ai giovani, non solo un aumento dei posti di lavoro, ma anche una futura pensione adatta alla loro situazione lavorativa.

Riforma pensioni 2021: Ape social

Tra i punti oggetto di discussione ci sarà anche l’Ape social, già in vigore nel 2020. L’APE social, infatti, è una tipologia di pensione anticipata a costo zero, a cui possono accedere specifiche categorie di lavoratori entro il 2020. In particolare, al momento possono usufruire della misura:

  • i lavoratori in difficoltà (come cassa integrati o disoccupati);
  • i lavoratori che svolgono lavori gravosi, nati tra il 1951 e il 1953 che abbiano maturato tra i 30 e i 36 anni di contributi.

I lavoratori italiani con questi requisiti possono decidere di andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima rispetto l’età pensionabile definita dalla Legge Fornero. In questa prospettiva l’APE social consente di godere di un anticipo pensionistico totalmente a carico dello Stato. Al riguardo, non bisogna dimenticarsi che l’assegno non potrà superare i 1.500 euro mensili.

Riforma pensioni 2021: anticipo l’età pensionistica

Infine, uno dei principali cambiamenti che caratterizzerà la riforma pensioni del 2021, è sicuramente quello di garantire una maggiore flessibilità di uscita dal mondo lavorativo. Si parla infatti di fornire la possibilità di uscita dal mercato del lavoro all’età di 62 anni. Questo aspetto è considerato fondamentale in particolare nella situazione critica che caratterizza oggi il mondo del lavoro, in seguito all’emergenza conseguente alla pandemia del Coronavirus. Infatti, secondo le previsioni, la disoccupazione in Italia aumenterà vertiginosamente rispetto all’anno scorso.

Per questo motivo è sempre più necessaria una riforma pensioni che preveda la scelta di una flessibilità in uscita a 62 anni, godendo di una pensione dignitosa, e che permetta a coloro che hanno intenzione di continuare a lavorare, di farlo anche fino a 67 anni.

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