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Coronavirus, la nuova autocertificazione spostamenti 26 Marzo: ecco il modulo da scaricare e compilare

Chiara Arroi
autocertificazione spostamenti coronavirus

Coronavirus: la nuova Autocertificazione spostamenti aggiornata al 26 Marzo, necessaria ora per chi si muove in tutta Italia.

All’alba dell’entrata in vigore del nuovo Decreto Legge 25 Marzo 2020 n.19 è arrivato anche un nuovo modello che contiene le seguenti clausole:

  • il dichiarante non deve trovarsi nelle condizioni previste dall’art.1 comma 1, lett.c ovvero “divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus “COVID-19”;
  • essere a conoscenza delle nuove regole sugli spostamenti imposte dal Decreto 25 Marzo;
  • di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni regionali.

Il Decreto Io Resto a Casa aveva già dichiarato tutto il Paese zona protetta, e le misure che prima valevano solo per le zone arancioni di Lombardia e 14 province sono state considerate valide su tutto il territorio nazionale. Infatti dal 10 marzo, il Decreto 9 marzo 2020 ha esteso le restrizioni agli spostamenti a tutta l’Italia.

Primo diktat: evitare gli spostamenti se non necessari e comprovati da motivi di lavoro, necessità e salute. Ogni spostamento deve essere motivato da un’autocertificazione.

Chiunque si muova dovrà esibire un modulo di autocertificazione debitamente compilato, in cui si dichiara il motivo dello spostamento (che ovviamente dovrà essere incluso tra quelli concessi, non si può certo muoversi per puro diletto).

Come compilare e presentare correttamente l’Autocertificazione

Coronavirus: come muoversi e spostarsi 

Tutta l’Italia è stata dichiarata zona protetta. In tutto il Paese quindi ci sono forti limitazioni agli spostamenti, che non sono un divieto assoluto, come invece valeva per le zone rosse. Si deve evitare ogni spostamento, salvo che per quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

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In pratica, non può entrare e uscire dai comuni o muoversi se non per giustificati motivi, che sono:

  • esigenze di lavoro,
  • necessità,
  • motivi di salute,
  • residenza o abitazione nelle aree stabilite.

Ovviamente queste motivazioni dovranno essere comprovate da un’apposita certificazione.

Coronavirus: l’autocertificazione per gli spostamenti 

In base alla direttiva diramata dal prefetto Lamorgese, gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia.

Niente autocertificazione invece per chi è sottoposto a quarantena o è risultato positivo al virus, e che non può spostarsi per alcun motivo valido.

Coronavirus: scarica qui il modulo di autocertificazione spostamenti 

Il modulo da utilizzare per certificare il motivo per cui ci si sta spostando, potrà essere fornito direttamente in fase di controllo dalle forze di polizia, oppure potrà essere compilato ed esibito già prima, portandolo quindi con sé nella fase degli spostamenti.

Scarica qui la nuova autodichiarazione

Ma dove sarà richiesto in concreto il modulo di autocertificazione per gli spostamenti? I territori coinvolti non sono più solo quelli compresi nell’ultimo Dcpm 8 marzo, che aveva messo in isolamento l’intera Lombardia e altre 14 province italiane. In particolare:

  • Tutta la Lombardia
  • Modena
  • Parma
  • Piacenza
  • Reggio Emilia
  • Rimini
  • Pesaro e Urbino
  • Alessandria
  • Asti
  • Novara
  • Verbano-Cusio-Ossola
  • Vercelli
  • Padova
  • Treviso
  • Venezia

Ora i divieti di spostamento valgono in tutta l’Italia. Così è stato stabilito dal Decreto Io Resto a casa.

> Coronavirus: tutti i divieti imposti ai cittadini <

Autocertificazione spostamenti: controlli e sanzioni

Attenzione a certificare il falso, perché la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli.

Come riportato sul sto del Viminale, “i controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali”.

Chi viola gli obblighi sarà punito con l’arresto fino a tre mesi e multa fino a 206 euro, secondo quanto previsto dall’articolo 650 del codice penale sull’inosservanza di un provvedimento delle autorità.

Inoltre, pene ancora più severe possono essere inflitte per chi adotterà comportamenti più gravi, ad esempio la fuga dalla quarantena per i positivi.

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