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Familiari a carico 2020: chi sono, limiti di reddito, importo detrazioni, novità

Giuseppe Moschella
familiari a carico 2019

Avvicinandosi il periodo delle dichiarazioni dei redditi, è importante andare a rivedere la disciplina delle detrazioni per i carichi di famiglia. Tali agevolazioni, dipendono dal reddito del contribuente, e nel compilare la dichiarazione dei redditi (es. il modello 730/2020) bisognerà calcolare l’ammontare degli importi che effettivamente spettano, tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del TUIR.

Dal 2019, vi sono due diverse soglie di reddito per stabilire se un figlio è a carico o meno, a seconda dell’età, in particolare, si considerano familiari fiscalmente i figli con età non superiore a 24 anni, con un reddito complessivo non superiore a 4.000 euro al lordo degli oneri deducibili.

I figli con età superiore a 24 anni, sono fiscalmente a carico in base alle condizioni di cui all’articolo 12 del Tuir e con il possesso di un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro. Il requisito anagrafico deve sussistere per l’intero anno in cui il figlio raggiunge il limite di età, a prescindere dal giorno e dal mese in cui ciò accade. Gli altri requisiti (convivenza e percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria), continuano ad essere richieste solo perla categoria degli “altri familiari”.

Quali sono i familiari a carico 2020

I familiari che si considerano a carico, anche se non conviventi con il contribuente, o residenti all’estero, sono:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;
  • i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età, e dal fatto che siano o meno dediti agli studi o al tirocinio gratuito. Gli stessi pertanto ai fini dell’attribuzione della detrazione, non rientrano nella categoria degli “altri familiari”.

Possono essere considerati a carico anche gli “altri familiari”, che convivono con il contribuente o che ricevono da lui assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. Sono in particolare:

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  • i discendenti dei figli;
  • i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
  • i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).

Somme da computare nel limite di reddito

Nel limite di reddito (2.840.51 euro o 4.000 euro) che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, devono essere computate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo:

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti centrali della Chiesa Cattolica;
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfettario per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Familiari a carico 2020: indicazione nel Modello 730

Nella dichiarazione dei redditi, tra le diverse informazioni, si dovrà indicare anche la situazione dei familiari a carico e andrà in particolare compilata la corrispondente sezione presente nel frontespizio. Si ricorda che se durante l’anno (nello specifico nel 2019) è variata la situazione di un familiare, si dovrà compilare un rigo per ogni situazione nel citato prospetto.

Nella sezione, è presente il rigo relativo al coniuge nel quale si dovranno indicare i corrispondenti dati, si dovrà barrare la casella “C” (coniuge), e indicare il codice fiscale (da indicare anche se lo stesso non è fiscalmente a carico). Si dovrà poi inserire il numero dei mesi a carico.

Nei righi successivi (da 2 a 5) si indicheranno i dati relativi ai figli e agli altri familiari a carico. In particolare segnaliamo che il codice fiscale dei figli (anche se residenti all’estero) e degli altri familiari a carico, deve essere indicato, anche se non si fruisce delle relative detrazioni, perché sono attribuite interamente a un altro soggetto, inoltre si indicherà la percentuale di detrazione spettante.

Relativamente al coniuge, le istruzioni precisano che “in base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20, della Legge n. 76 del 2016, le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, si intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”.

Familiari a carico 2020: importo delle detrazioni

Le detrazioni per i carichi di famiglia variano in base al reddito, e chi andrà a compilare la dichiarazione dovrà calcolare l’ammontare delle detrazioni effettivamente spettanti tenendo conto di quanto previsto dall’art. 12 del Tuir.

A seconda della situazione reddituale del contribuente, le detrazioni per carichi di famiglia possono spettare per intero, solo in parte o non spettare.

Per il coniuge, la detrazione prevista è pari a:

  • 800 euro se il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
  • 690 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.000 e 40.000 euro;
  • 690 euro se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro, ma non a 80.000 euro.

La prima e la terza detrazione sono teoriche, in quanto la detrazione effettiva diminuisce all’aumentare del reddito, la detrazione di cui al secondo punto, spetta invece in misura fissa, ma per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 29.000 euro e inferiore a 35.200 euro, la stessa detrazione è aumentata di un importo che varia da 10 euro a 30 euro.

Per quanto riguarda i figli a carico, la detrazione prevista per ciascun figlio è pari a 950 euro. Tale detrazione è invece pari a:

  • 220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni;
  • 350 euro per ciascun figlio con disabilità di età superiore a tre anni;
  • 620 euro per ciascun figlio con disabilità di età inferiore a tre anni.

Nel caso in cui i figli a carico siano più di tre, le stesse detrazioni sono aumentate di 200 euro per ciascun figlio. Anche le detrazioni previste per i figli sono teoriche, in quanto la detrazione effettivamente spettante diminuisce all’aumentare del reddito.

Per gli “altri familiari” la detrazione prevista è di 750 euro, anche questa variabile in funzione del reddito complessivo.

Per determinare la detrazione effettiva è necessario moltiplicare le detrazioni teoriche sopra indicate, per il coefficiente che si ottiene dal rapporto tra 95.000 diminuito del reddito complessivo, e 95.000.

Nel reddito complessivo non va considerata l’abitazione principale e le relative pertinenze. Si deve comprendere il reddito dei fabbricati locati assoggettato al regime della cedolare secca.

Ripartizione delle detrazioni per familiari a carico 

Non è possibile ripartire liberamente la detrazione per figli a carico, tra entrambi i genitori, e se gli stessi non sono legalmente ed effettivamente separati, la detrazione deve essere ripartita nella misura del 50% ciascuno.

E’ possibile comunque decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato, per evitare che la detrazione non sia fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta in mancanza di accordo tra le parti, nella misura del 100% al genitore affidatario, oppure in caso di affidamento congiunto nella misura del 50% ciascuno.

Anche in questo caso, i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato.

Spese per i familiari a carico 2020

Alcuni oneri e spese (es. spese sanitarie, premi di assicurazione, spese per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, ecc.), danno diritto alla detrazione (o in alcuni casi alla deduzione) anche se sono stati sostenuti nell’interesse delle persone fiscalmente a carico. In questo caso il documento che certifica la spesa deve essere intestato al contribuente o al figlio fiscalmente a carico. In quest’ultimo caso le spese devono essere suddivise tra i due genitori nella misura in cui sono state effettivamente sostenute. Se i genitori intendono ripartire le spese in misura diversa dal 50%, devono annotare la percentuale di ripartizione nel documento che comprova la spesa. In generale, la detrazione spetta al contribuente che ha sostenuto la spesa nell’interesse del familiare a carico.

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4 COMMENTI

  1. Buongiorno ho una Cu di un ragazzo di 22 anni che evidenzia 2 tipologie di reddito, uno da tirocinio ed uno da dipendente, la somma dei 2 fa 4165 euro. Domanda : devo tenere conto anche della parte del tirocinio vero per le detrazioni figli a carico? lui quindi per 165 non può essere considerato a carico corretto? Grazie

    • Buongiorno Teresa,
      il reddito derivante da stage e borse di studio è un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. Nella categoria rientrano le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante, come stabilito dall’art. 50 comma 1 lettera c del TUIR

  2. Mia aiutate cortesemente..ho necessità fare una variazione delle detrazioni fiscali per familiare a carico ,
    nello specifico non devo più avere le detrazioni per il coniuge che ha iniziato a a lavorare a gennaio 2020 e certamente nel 2020 supererà i limiti previsti.

    E’ previsto un eventuale modulo da compilare?
    Le detrazioni si riferiscono ai redditi del 2019 o all’anno in corso?

     

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