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Resto al sud anche a professionisti e under 46: novità, nuovi requisiti, domanda

Giuseppe Moschella
resto al sud

L’incentivo “Resto al Sud” costituisce una misura di rilancio e di sostengo di nuove attività imprenditoriali nel mezzogiorno d’Italia, attraverso un finanziamento agevolato, rivolto in particolare ai residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e ai residenti nei comuni del cratere sismico nelle regioni Lazio, Marche e Umbria colpiti dai terremoti del 2016 e 2017.

La misura è diretta ai soggetti under 46 (quindi da 18 a 45) che hanno intenzione di avviare una attività imprenditoriale nei settori dell’artigianato, industria, servizi, turismo, trasformazione prodotti agricoli, acquacoltura e pesca, e nelle attività professionali. Unica eccezione sono le attività commerciali che non riguardano la vendita dei beni prodotti nell’attività d’impresa.

Chi può beneficiare del Bonus Resto al sud

Le agevolazioni sono rivolte ai soggetti under 46 che al momento della presentazione della domanda sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017, oppure trasferiscono la residenza nelle suddette regioni dopo la comunicazione di esito positivo della domanda. Tali soggetti inoltre:

  • non devono avere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
  • non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio;
  • relativamente ai liberi professionisti, questi non devono risultare titolari di partita Iva, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni.

Alla richiesta di finanziamento, possono accedere anche le società, le cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o gruppi di persone che si costituiscono in società entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

Bonus Resto al sud: quali sono le spese ammissibili

Nel programma relativo all’investimento, sono ammessi all’agevolazione determinate spese, sostenute dal soggetto beneficiario e relative all’acquisto di beni e servizi rientranti nelle seguenti categorie:

  • opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel limite massimo del 30% del programma di spesa complessivo;
  • macchinari, impianti ed attrezzature nuove di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (Tic) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa nella misura massima del 20% del programma di spesa complessivo (spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata).

Non sono invece ammissibili le spese:

  • relative ai beni acquisiti con il sistema della locazione finanziaria, del leasing e del leaseback, ad eccezione dei canoni di leasing maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale;
  • per l’acquisto di beni di proprietà di uno o più soci dell’impresa richiedente le agevolazioni e, nel caso di soci persone fisiche, anche dei relativi coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo grado;
  • riferite ad investimenti di mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature;
  • effettuate mediante il cosiddetto “contratto chiavi in mano”;
  • relative a commesse interne, impianti, macchinari ed attrezzature usati;
  • notarili, imposte, tasse;
  • relative all’acquisto di automezzi, tranne quelli strettamente necessari al ciclo di produzione di cui al programma di spesa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti;
  • di importo unitario inferiore a 500 euro con riferimento alla fornitura di beni che sono riconducibili alla stessa tipologia di spesa;
  • relative alla progettazione, a consulenze e all’erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse.

Bonus Resto al sud: come viene erogato 

Il finanziamento della misura “Resto al Sud” copre il 100% delle spese ammissibili, e consiste in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo erogato da Invitalia, e un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo (finanziamento a tasso zero, erogato da una delle banche convenzionate, rimborsabile in 8 anni, di cui i primi due di preammortamento, il pagamento della prima rata avviene dopo due anni dall’ottenimento del finanziamento).

Il finanziamento può arrivare ad un massimo di 50.000 euro se il proponente è una persona fisica, e ad un massimo di 200.000 euro se vi è un progetto che fa riferimento ad una società.

Il finanziamento è garantito per l’80% dal Fondo di Garanzia per le PMI e gli interessi sono completamente coperti da un contributo in conto interessi. Il finanziamento può essere chiesto solo alle banche che aderiscono alla convenzione Invitalia-ABI.

Invio delle istanze ad Invitalia

L’istanza di accesso al finanziamento, corredata dal progetto imprenditoriale (Business Plan) e dalla documentazione specifica prevista, va inviata attraverso una piattaforma dedicata su Invitalia (soggetto gestore), che provvede all’istruttoria, e valuta anche la sostenibilità tecnico-economica del progetto.

Le istanze possono essere presentate fino ad esaurimento delle risorse. Operativamente, prima di presentare la domanda è necessario:

  • registrarsi alla piattaforma online predisposta da Invitalia;
  • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) valido e attivo, in considerazione del fatto che tutte le comunicazioni tra l’Agenzia e i proponenti avvengono esclusivamente via Pec.

Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo (procedura a sportello) mediamente entro 60 giorni dalla presentazione. Invitalia verifica il possesso dei requisiti, e poi esamina nel merito le iniziative, anche attraverso un colloquio con i proponenti.

Bonus Resto al sud esteso a professionisti e under 46

Il 23 novembre 2019 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 275 il decreto n. 134 del 5 agosto 2019, che ha esteso i finanziamenti di “Resto al Sud” agli under 46 e ai professionisti.

I professionisti in particolare possono presentare domanda di ammissione alle agevolazioni sia nel caso di attività professionale esercitata in modalità individuale, che tramite società tra professionisti.

Possono richiederlo i professionisti che non sono titolari di partita Iva per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione. E’ necessaria inoltre l’iscrizione all’ordine o collegio professionale.

Non possono presentare istanza i soggetti che risultano essere titolari, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda, di partita Iva associata ad un codice ATECO identico, fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche, a quello corrispondente all’attività oggetto domanda di ammissione alle agevolazioni.

Resto al Sud: requisiti anagrafici 

Relativamente alla misura “Resto al Sud” la Legge di Bilancio 2020 (Legge n. 160 del 27 dicembre 2019) ha previsto alcune novità, in particolare ha stabilito che per il 2019 e fino al 31 dicembre 2020, potrà presentare domanda anche chi possedeva il requisito dell’età (under 46) al 1° gennaio 2019. Dal 1° gennaio 2021 il requisito d’età dovrà essere posseduto alla data di presentazione della domanda.

Non viene previsto nessun limite di età per i comuni dell’area del cratere sismico del centro Italia che presentano una percentuale di edifici dichiarati inagibili superiore al 50%. La modifica è stata introdotta dalla Legge n. 156 del 12 dicembre 2019 di conversione del D.L. 123/2019 che aveva esteso l’incentivo “Resto al Sud” a tali comuni.



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