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Accredito pensione: tutte le modalità e come funziona il libretto postale

Daniele Bonaddio
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Come funziona l’accredito pensione. Andrai a breve in pensione e non sai come ritirare o far accreditare l’assegno previdenziale? Hai le idee confuse su cosa fare per riscuotere la tua pensione nel modo più semplice possibile? In effetti, anche se potrebbe sembrare diversamente, la riscossione della pensione rappresenta un momento estremamente delicato, in quanto bisogna fornire correttamente all’INPS il metodo di pagamento scelto al fine di evitare disguidi e ritardi nei pagamenti. Attualmente i modi per farsi pagare dall’INPS sono molteplici, si va dal semplice ritiro in contati presso lo sportello postale, fino all’accredito sul conto corrente sia bancario che postale. Inoltre è possibile affidarsi anche alle poste per quanto riguarda il libretto postale, ossia un servizio emesso da Cassa depositi e prestiti S.p.A.

Chiaramente il metodo più semplice per ritirare la pensione è comunicare all’INPS l’iban del proprio conto corrente postale o bancario. Perché? Innanzitutto, si evita di fare lunghe file in posta, inoltre il pagamento avviene con qualche giorno di anticipo rispetto al ritiro in contati presso gli sportelli postali. Infatti, il servizio postale accredita la pensione il primo giorno bancabile del mese. Analogo vantaggio è previsto qualora si scegliesse il servizio bancario, con l’unica eccezione che il sabato non è un giorno bancabile. Quindi, laddove il primo giorno del mese coincidesse con il sabato, l’accredito slitterebbe al lunedì successivo (se non festivo).

Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio le varie modalità di accredito della pensione e come funziona il libretto postale.

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Accredito pensione: come viene effettuato 

Attualmente, a differenza degli anni passati, il pensionato può decidere di vedersi accreditare la propria pensione in diversi modi. Come abbiamo detto, la via più semplice è sicuramente aprire un conto corrente postale o bancario, se ancora non se ne possedesse uno, e comunicare il relativo iban all’INPS che associa le coordinate bancarie all’assegno mensile.

Altro metodo percorribile è la carta prepagata. Però anche qui è necessario che la carta scelta abbia un codice iban, come ad esempio la poste pay evolution.

Sempre tra i servizi messi a disposizione dalla posta, troviamo anche il libretto postale, che ha una funzionalità totalmente differente del conto corrente, essendo un servizio emesso da Cassa depositi e prestiti S.p.A.

Infine, se non si ha dimestichezza con i mezzi di pagamento informatici è sempre possibile scegliere di ritirare la pensione presso lo sportello bancario. Ma tale opzione non sempre è possibile, poiché per importi pensionistici che superino i 1.000 euro bisogna procurarsi uno dei predetti servizi. Tale divieto è imposto dalla L. n. 44/2012. Al riguardo è bene precisare che è comunque possibile riscuotere la pensione in contanti per importi superiori a 1.000 euro, purché trattasi di somme erogate a titolo di:

  • tredicesima;
  • arretrati (come ad esempio somme aggiuntive piuttosto che conguagli fiscali).

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Accredito pensione: ritiro in contanti anche mediante delega

Solo nel caso del ritiro in contanti della pensione è possibile delegare un’altra persona, la quale può al massimo avere due deleghe di pensionati. Si tratta di una riscossione con mandato speciale. In particolare, il pensionato deve presentare alla Sede INPS territorialmente competente il modulo di richiesta, debitamente compilato, con le firme autenticate del pensionato delegante e del delegato.

Accredito pensione: come funziona il libretto postale

Un particolare mezzo di accredito della pensione è il libretto postale. Trattasi di un strumento di risparmio, alla stregua di un salvadanaio, in cui è possibile collocare i propri risparmi senza alcun rischio di perdita, essendo un servizio garantito dallo Stato italiano. Quindi sul saldo del libretto postale il beneficiario otterrà un minimo di rivalutazione (interesse), a fronte di costi annuali (cd. “imposta di bollo”) che sono diversificati in base alla giacenza media e categoria di soggetto.

In particolare, per le persone fisiche che hanno una giacenza media di almeno 5.000 euro, l’imposta di bollo è di 32,20 euro. Diversamente, per le persone giuridiche l’imposta di bollo è di 100 euro, a prescindere dall’importo all’interno del libretto stesso.

Sugli interessi, si ricorda, è applicata una ritenuta fiscale del 26%.

Accredito pensione: come sottoscrivere un libretto postale

Sottoscrivere un libretto postale è un operazione molto semplice: basta rivolgersi a uno sportello postale con carta d’identità e codice fiscale. Ricorda che gli intestatari possono essere anche più persone, fino a un massimo di quattro.

All’atto della sottoscrizione del libretto postale, il richiedente può decidere se avere il libretto cartaceo oppure dematerializzato, ossia la carta. Entrambi saranno forniti con codice iban utile per l’accredito della pensione.

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Accredito pensione: cosa si può fare con un libretto postale

Ma cosa è possibile fare con un libretto postale? Ebbene, le funzionalità sono diverse:

  • versare denaro in qualunque ufficio postale;
  • prelevare denaro sia in ufficio postale che tramite la carta libretto in qualsiasi ATM Postamat;
  • versare denaro anche tramite bonifico bancario (previa associazione del libretto al proprio conto corrente;
  • accredito diretto della pensione INPS;
  • controllare il saldo e la lista movimenti.

Inoltre, chi ha la carta del libretto postale può contare anche su una assicurazione gratuita sul furto di contante. In pratica, il pensionato che preleva la propria pensione presso l’ufficio postale o ATM Postamat gode di un’assicurazione per eventuali furti nelle due ore successive al prelievo fino a un massimo di 700 euro l’anno.

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