Resto al sud 2020: cos’è, a chi è rivolto, come funziona, modifiche e novità

Paolo Ballanti 04/11/19
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Novità manovra: il bonus resto al sud 2020 confermato. Ottobre 2019: novemila domande presentate, quattromila quelle approvate, dodicimila in compilazione. Sono i numeri di “Resto al Sud”, l’incentivo introdotto nel 2017 per sostenere la nascita di nuove realtà imprenditoriali nel Mezzogiorno.

Sono ben due i provvedimenti legislativi recentemente approvati dal Consiglio dei ministri che mirano a modificare l’impianto del bonus:

  • Il Decreto Sisma che estende l’incentivo ai comuni interessati dal cratere sismico in Umbria, Lazio e Marche;
  • Il Disegno di legge di bilancio 2020 che modifica per l’anno corrente e il prossimo la disciplina sui limiti di età per accedere alla misura.

Senza dimenticare che Resto al sud era già stata oggetto di modifiche ad opera della precedente Manovra (art. 1 comma 601 Legge n. 145/2018), la quale aveva innalzato di dieci anni il limite di età per accedere al bonus, oggi pari a 46 anni non compiuti.

Alla luce anche di quelle che sono le modifiche normative in cantiere, vediamo cos’è e come si caratterizza l’incentivo.

> Lo Speciale Legge di bilancio <

Resto al sud 2020: a chi spetta

L’incentivo è rivolto ai soggetti di età compresa tra i 18 e i 45 anni con le seguenti caratteristiche:

  • Siano residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda o vi si trasferiscano entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dalla comunicazione di esito positivo dell’istruttoria;
  • Il richiedente deve mantenere la residenza nelle regioni citate per l’intera durata del finanziamento;
  • Le imprese e le società devono mantenere la sede legale e operativa in una delle regioni interessate per l’intera durata del finanziamento;
  • Il richiedente il bonus non dev’essere già titolare di attività d’impresa alla data del 21 giugno 2017 ovvero beneficiario, nel triennio antecedente la presentazione della domanda, di ulteriori misure a livello nazionale a sostegno dell’autoimprenditorialità;
  • Il beneficiario non dev’essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto, pena la decadenza del provvedimento di concessione.

Resto al sud 2020: novità in Legge di bilancio

Il Disegno di legge di bilancio 2020 modifica la disciplina sui requisiti per accedere all’incentivo. In particolare, si precisa che per il 2019 e il 2020 il limite di età pari a 45 anni deve ritenersi soddisfatto se posseduto alla data di entrata in vigore della Manovra 2019, nello specifico il 1° gennaio 2019.

Resto al sud 2020: le modifiche del decreto Sisma

Come anticipato, il decreto Sisma (Decreto legge n. 250/2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 ottobre scorso) estende ai territori di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 la possibilità di accedere ai benefici di Resto al sud.

Resto al sud 2020: quali attività ne hanno diritto

Il bonus spetta alle imprese costituite in forma di:

  • Ditta individuale;
  • Società di persone;
  • Società di capitali anche unipersonali;
  • Società cooperative.

La Legge di bilancio 2019 ha esteso il bonus anche ai liberi professionisti, a patto che nei dodici mesi precedenti la domanda non siano stati titolari di partita IVA per l’esercizio di attività analoga a quella per cui chiedono l’agevolazione.

Sono ammesse all’incentivo anche le imprese / attività non ancora esistenti alla data di presentazione della domanda, purché la loro costituzione avvenga entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo dell’istruttoria ovvero entro 120 giorni per i soggetti residenti all’estero.

Tra i soci che costituiscono le società possono esserci anche degli over 45 a patto che non siano più di 1/3 del totale e non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con nessuno degli altri soci.

Resto al sud 2020: i progetti

I progetti potenzialmente meritevoli dell’incentivo sono quelli riguardanti le attività di:

  • Produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, acquacoltura e pesca;
  • Servizi al turismo;
  • Servizi alle imprese e alle persone.

I progetti devono:

  • Essere avviati dopo la presentazione della domanda ovvero alla costituzione della società nel caso in cui la domanda sia stata inoltrata da persone fisiche;
  • Essere ultimati entro 24 mesi dal provvedimento di concessione, fatta eccezione per i casi in cui si accerti un ritardo dovuto a fatti o atti non imputabili al richiedente.

Rimangono escluse dall’incentivo le attività agricole e il commercio, fatta eccezione per la vendita dei beni prodotti nell’attività d’impresa.

Resto al sud 2020: ammontare dell’incentivo

L’agevolazione può arrivare fino a 50 mila euro, elevati a 200 mila se il beneficiario è una società. Le somme coprono l’intero progetto imprenditoriale e provengono:

  • Per il 35% da un contributo a fondo perduto di Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa);
  • Il restante 65% è un finanziamento bancario rimborsabile in 8 anni (di cui 2 di pre-ammortamento), mentre gli interessi sono coperti da un apposito contributo.

L’incentivo copre le spese necessarie per la realizzazione del progetto imprenditoriale relative a opere edili, macchinari e impianti, programmi informatici, capitale circolante.

I beni oggetto del contributo non possono essere alienati, destinati ad usi diversi o trasferiti dalla sede aziendale per i 5 anni successivi al completamento del progetto e comunque non prima dell’estinzione del finanziamento bancario.

Resto al sud 2020: domanda

La domanda per l’incentivo Resto al sud dev’essere inviata online sul sito www.invitalia.it allegando la documentazione riguardante il progetto imprenditoriale. L’esito viene comunicato via PEC di norma entro 60 giorni dalla presentazione della domanda.

E’ scaricabile una app gratuita per seguire l’iter autorizzativo del progetto.

Paolo Ballanti

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