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Bonus Renzi 80 euro: come cambia nel 2020, ultime novità

Paolo Ballanti
bonus renzi 80 euro

Quale futuro per il bonus Renzi 80 euro? Questa la domanda che circola da quando si è aperto il cantiere della nuova Legge di bilancio.

Introdotto in via sperimentale nel 2014 e confermato a “tempo indeterminato” nel 2015, il credito fiscale (volgarmente chiamato bonus Renzi) può arrivare fino a 960 euro annui che si aggiungono allo stipendio dei lavoratori dipendenti, rientranti in determinate fasce reddituali.

Tuttavia, l’attuale impianto del bonus potrebbe di qui a pochi mesi subire importanti modifiche. Molte sono le ipotesi allo studio del Governo giallo – rosso, che entro oggi 15 ottobre dovrà inviare il primo testo della Manovra in Europa: dalla trasformazione in detrazione fiscale sino all’inclusione di coloro che hanno un reddito inferiore a 8.000 euro.

Analizziamo la questione nel dettaglio.

Bonus 80 euro: come sarà nel 2020, ultime novità

In primis è importante specificare che in assenza di modifiche normative, il bonus 80 euro resta confermato anche per il 2020 con l’assetto attuale. E’ stata infatti la Legge di stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) a rendere strutturale l’applicazione del credito fiscale, dopo esser stato temporaneamente riconosciuto per otto mesi dal 1 maggio al 31 dicembre 2014.

Come anticipato, nel cantiere della Legge di bilancio 2020 potrebbero però arrivare delle novità anche per il bonus 80 euro.

Bonus Renzi 80 euro: nel 2020 come detrazione d’imposta 

Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe la trasformazione del credito fiscale in detrazione d’imposta. In questo caso gli 80 euro non sarebbero una somma netta che si aggiunge allo stipendio, ma avrebbero la funzione di abbassare le tasse a carico del dipendente.

Pensiamo al caso di un lavoratore che, in base al reddito da lavoro dipendente dovrebbe farsi carico di un’imposta lorda pari a 400 euro. Ipotizziamo che le detrazioni spettanti siano pari a:

  • 95 euro a titolo di detrazioni da lavoro dipendente;
  • 67 euro a titolo di detrazioni per familiari a carico (un figlio);

Agli importi citati si aggiungerebbero gli 80 euro.

Di conseguenza, l’IRPEF effettivamente a carico del dipendente sarebbe pari a:

400 – 95 – 67 – 80 = 158 euro.

Bonus 80 euro: nel 2020 per ridurre il cuneo fiscale

La Nota di aggiornamento al DEF è stata chiara: tra gli obiettivi dell’esecutivo c’è la riduzione del “cuneo fiscale”, da intendersi come il rapporto tra tasse e contributi rispetto al costo del lavoro complessivo. In questo senso, il Governo potrebbe metter mano al bonus 80 euro, utilizzando le risorse pubbliche che oggi finanziano il credito fiscale  per introdurre misure che abbassino Irpef e contributi a carico dei dipendenti, con lo scopo di incrementarne gli stipendi.

Bonus Renzi 80 euro: nel 2020 esteso ai redditi fino a 35 mila euro

Altra ipotesi allo studio è quella di estendere il diritto al bonus a coloro che hanno redditi pari o inferiori a 35 mila euro, rispetto agli attuali 26.600. In questo caso, le fasce di reddito elevate (ad esempio tra i 26.600 e i 35.000 euro) avrebbero diritto a un bonus ulteriormente ridotto rispetto all’attuale fascia 24.600 – 26.600.

Se andasse in porto questa modifica, gli importi sarebbero:

  • No bonus per redditi pari o inferiori a 8.000 euro;
  • 960 euro all’anno per redditi tra 8.000 e 24.600 euro;
  • Bonus riproporzionato per redditi tra 24.600 e 26.600 euro;
  • Bonus riproporzionato (con un importo inferiore rispetta alla fascia precedente) per redditi tra 26.600 e 35.000 euro;
  • No bonus per redditi superiori a 35.000 euro.

Bonus Renzi 80 euro: nel 2020 esteso agli incapienti

Ultima ipotesi è quella di includere nel bonus anche chi ha un reddito pari o inferiore a 8.000 euro, a tutt’oggi escluso dal credito fiscale, lasciando comunque il limite massimo fermo a 26.600 euro.

Queste tutte le ipotesi ancora in corso. Vediamo intanto, in attesa di capire quale direzione prenderà l’attuale agevolazione in busta paga per i dipendenti, come attualmente viene erogato e come funziona il Bonus Renzi 2019. 

Bonus Renzi 80 euro: a chi spetta

Il bonus 80 euro è riconosciuto a coloro che percepiscono redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente appartenenti, tra le altre, alle seguenti categorie:

  • Compensi percepiti dai soci lavoratori di cooperative;
  • Indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
  • Somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, compensi, rimborsi spese o indennità erogate a stagisti e tirocinanti;
  • Somme corrisposte a co.co.co. o collaboratori a progetto;
  • Compensi percepiti da soggetti impegnati in lavori socialmente utili.

Condizione essenziale per poter riconoscere il bonus è l’esistenza di un’imposta lorda di importo superiore alle detrazioni da lavoro dipendente (escluse pertanto le detrazioni per carichi di famiglia).

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Bonus 80 euro: come viene erogato

Il bonus viene erogato dall’azienda che lo anticipa mensilmente in busta paga per poi recuperarne l’importo in F24, portandolo in deduzione delle imposte a debito.

Essendo qualificato come “credito fiscale”, il bonus è una somma che va ad aggiungersi al netto mensile. Ipotizziamo che questo sia pari, per il mese di ottobre 2019, ad euro 1.250. Con l’aggiunta del bonus 80 euro, lo stipendio accreditato al dipendente sarà pertanto pari a 1.330,00 euro.

Il bonus viene anticipato dall’azienda nel corso dell’anno in base alla previsione di quello che sarà il reddito complessivo dell’anno, ed erogato in dodici quote mensili. L’importo mensile si ottiene dividendo la quota annuale per 365 e moltiplicando il risultato per il numero di giorni del mese in questione per cui si ha diritto alle detrazioni (generalmente questi equivalgono ai giorni di calendario).

Se nel mese di ottobre 2019 la simulazione di quello che sarà il reddito complessivo restituisce un valore al di sotto dei 24.600,00 euro l’azienda anticipa in busta paga un importo pari a:

(960/365) * 31 = 81,53 euro.

Bonus 80 euro: quanto spetta

L’importo del credito fiscale varia in base al reddito complessivo del percipiente.

Il reddito complessivo si determina sommando i redditi di ogni categoria al netto di quello derivante dall’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze.

Ad oggi sono previsti quattro livelli di reddito cui corrispondono differenti importi a titolo di bonus:

  • Inferiore o pari a 8.000 euro, in questo caso non spetta il bonus;
  • Tra 8.000 e 24.600 euro spetta il bonus in misura intera pari a massimo 960 euro annui;
  • Tra 24.600,00 e 26.600,00 il bonus viene riproporzionato in base al seguente calcolo 960 * (26.600,00 – reddito complessivo) / 2.000,00;
  • Oltre 26.600 euro non spetta nulla.

Pensiamo a un dipendente con reddito annuo pari a 25.000,00 euro. In questo caso il bonus effettivamente spettante sarà pari a:

960 * (26.600,00 – 25.000,00) / 2.000,00 = 768,00 euro pari a 64 euro mensili.

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